Debiti e scelte sbagliate, il Comune rischia grosso

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Una grossa voragine di debiti, quelli emersi e portati a riconoscimento nell’ultimo Consiglio Comunale di Ceppaloni, che insieme alle confuse scelte operate dalla maggioranza, per la copertura degli stessi, formano una miscela pericolosa ed estremamente nociva per le ormai vuote casse comunali e per l’intera collettività di Ceppaloni. Questa la situazione: Debiti fuori bilancio per complessivi 403.000,00 euro.

Piano di rientro:

 

 

 

 

Azione

 

Incasso già previsto nel 2008

Incasso aggiuntivo per coprire i debiti fuori bilancio

 

Totale

 

Vendita di suoli cimiteriali, loculi e cappelle

 

220.000,00

 

163.000,00

 

383.000,00

 

Vendita di aree di proprietà comunale

 

150.000,00

 

150.000,00

 

Vendita area nella zona PIP di Rotola

 

 

90.000,00

 

90.000,00

 

La gravità della situazione finanziaria del Comune, emersa già chiaramente all’atto di approvazione dell’ultimo consuntivo, avrebbe richiesto scelte severe e certe, non improbabili ed aleatorie come quelle indicate ed approvate dalla maggioranza.

 

 

Immaginare di incassare a 383mila euro dalla vendita di suoli cimiteriali entro il 2008 (e anche per il 2009), quando negli anni precedenti non si è raggiunto neanche 1/10 dell’importo ora desiderato (nel 2007 meno di 20mila euro) è segno, se non di poca serietà nell’affrontare il problema, sicuramente di scarsa capacità di valutare la portata della difficoltà per tentare di prevenirne le conseguenze.
Sperare di coprire una voragine del genere con l’incasso da vendita di aree di proprietà comunale per 150mila euro, quando le innumerabili esperienze amministrative passate dimostrano la scarsa efficacia di tale sistema come strumento per il recupero di liquidità, dimostra quanto frettoloso e poco responsabile il lavoro che ha accompagnato questa decisione.
Se poi a tutto ciò si aggiunge la superficialità con cui l’attuale amministrazione ha deciso di non affrontare la questione delle responsabilità amministrative connesse all’onere aggiuntivo rappresentato dagli interessi e dalle spese varie (oltre 70mila euro) che il Comune deve pagare sull’importo dovuto, per sentenze che risalgono al 2004/2005, il quadro è deprimente ed inquietante.
Lo è poi ancor di più se si considera che, nonostante le indicazioni fornite in apertura di Consiglio dall’Assessore al ramo Mazzone, secondo cui era necessario, indipendentemente da ogni altra considerazione, riconoscere come debito fuori bilancio qualsiasi sentenza o altro provvedimento esecutivo, anche se non ancora passato in giudicato, l’attuale maggioranza invece non ha ritenuto di portare all’approvazione del consiglio una questione ormai definita da una sentenza del Consiglio di Stato, esponendo il Comune e la cittadinanza ad un ulteriore e grave rischio.
Parimenti inquietante, a nostro avviso, è il non aver saputo dare, alle nostre richieste di chiarimento, una spiegazione plausibile ai 59.000,00 euro portati a riconoscimento e derivanti da una sentenza di primo grado, in cui Comune è risultato soccombente, relativamente alle vicende connesse alla gestione di un locale commerciale nell’antico Chiostro di San Domenico. Sentenza avverso la quale, con Delibera di Giunta n°144/2008, la stessa maggioranza aveva deciso di proporre appello. Stranamente ed inspiegabilmente però, nonostante la deliberazione, il Comune non ha provveduto a tanto o forse ha presentato l’atto di appello oltre i termini di legge. Allora rispetto a tali inadempienze amministrative degli Uffici preposti, ci chiediamo perché a risponderne debbano essere sempre e solo i cittadini di questo Comune?
È per questa serie di motivazioni che, su quest’ultima vicenda e sull’intera gestione della partita dei debiti fuori bilancio del Comune di Ceppaloni, sarà nostro dovere chiedere l’intervento delle autorità competenti, giudiziarie e contabili, al fine di chiarire definitivamente l’attuale ed effettiva situazione finanziaria e contabile dell’Ente e le responsabilità connesse a tali ultime scelte.
 
Gruppo Consiliare
Unità Democtratica per il Comune
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