Grazie Carlo

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benjaminChi ha conosciuto Carlo, non si meraviglia se, oggi, è tra i 50 migliori finalisti che si contenderanno il Global Teacher Prize organizzato dalla Warkey Foundation. Conoscevo suo padre Cosimo, sin dagli anni settanta,  perchĂ© entrambi docenti di Filosofia, Pedagogia e Psicologia presso l’Istituto Magistrale “G. Guacci” di Benevento e, piĂą tardi, ho avuto il piacere di conoscere il figlio Nino, laureato in Sociologia, col quale spesso mi fermavo a discutere perchĂ© entrambi animati dalla voglia di confrontare le opinioni e per gli interessi comuni che coltivavamo. 

Diventato vice Preside dell’Istituto Magistrale che, negli anni diversificando l’offerta formativa, era diventato anche “Liceo Scientifico Tecnologico”, ebbi modi, agli inizi del nuovo millennio, di conoscere anche Carlo. Era il mese di Luglio, quando nelle scuole incominciavano ad arrivare i docenti trasferiti da altri Istituti, era il periodo in cui si incominciava ad organizzare tutto ciò che era necessario per l’inizio dell’anno scolastico e, sicuramente tra le tante incombenze era importante iniziare ad abbozzare l’orario provvisorio dei docenti che, per gli inizi di settembre, doveva giĂ  essere pronto. 

 

In una di quelle mattine in cui ero al computer, nell’aula di Informatica, per lavorare all’orario si presentò un giovane che non conoscevo e  alla mia domanda per sapere di cosa avesse bisogno mi rispose: sono l’insegnante Carlo Mazzone e sono stato trasferito per l’insegnamento di Informatica in questo Istituto; parlammo un po’ e, visto che stavo approntando l’orario, gli chiesi quale giorno libero preferiva e se avesse  qualche “desiderata”, cioè qualche esigenza particolare relativo all’orario. Prima che andasse via gli chiesi di dove era e la risposta mi lasciò perplesso: di Ceppaloni, disse. Non può essere, pensavo, conosco un po’ tutti, soprattutto i colleghi, ma Carlo era una faccia che non ricordavo. Gli dissi: guarda che sono pure io di Ceppaloni, ma non ti ho mai visto e lui, di rimando, per farmi meglio capire, sono il figlio di   Cosimo Mazzone.  Fu grande la gioia nel vedere il figlio di Cosimo prendere servizio nella stessa scuola dove il padre aveva insegnato per molti anni e che, quelli della mia generazione, ricordavano molto bene. In tal modo ho conosciuto il vincitore (è l’augurio che gli faccio di tutto cuore) del “Prize”.

Ricordo che non chiedeva mai niente che non fosse un suo diritto e, soprattutto, la serietà con cui si rapportava agli altri e agli alunni di cui, in breve tempo, seppe guadagnarsi la stima e l’affetto. Ogni tanto capita di incontrarci ed è per me sempre un piacere intrattenermi a parlare con una persona, scevra da pregiudizi e profondamente umana. Non so se Carlo ricorda questo episodio che, per gli strani meccanismi della memoria, non ho mai dimenticato.

In questo momento siamo tutti ceppalonesi e orgogliosi che un nostro conterraneo abbia raggiunto un traguardo davvero prestigioso. 

Augurissimi.  

 Beniamino Iasiello 

 

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