L’eroina della Spedizione dei “Mille”

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benjaminSpesso, quando sono a Roma, frequento una biblioteca, anche emeroteca, dove molti studenti universitari vi si recano per ricercare testi per i loro esami e per tesi di laurea, oppure, semplicemente, per studiare. Una Biblioteca molto frequentata anche dai bambini che, accompagnati dalle loro madri, si fermano ad ascoltare letture di fiabe e racconti organizzate dalle responsabili del centro culturale.

Mentre guardavo la sezione dedicata al Risorgimento, vidi un libro che certamene, a mio avviso, stonava in quel posto: La Ragazza di Marsiglia, scritto da Maria Attanasio. Pensai subito che fosse un giallo, ricordandomi de La ragazza nella nebbia, La ragazza del treno â€¦ lo presi e iniziai a leggere le prime pagine che destarono subito una forte curiositĂ : era un libro di storia che raccontava di una donna che aveva partecipato alla spedizione dei Mille che, come sappiamopartì da Quarto e sbarcò a Marsala.

 

Mi fermai un momento per meglio capire: avevo sempre saputo che tra i Mille (1089, in veritĂ ) non c’era stata nessuna donna, per cui, continuando a leggere, scoprii una storia incredibile che è quella dell’unica donna che partecipò attivamente alla Spedizione: Rosalie Montmasson, di Saint- Jorioz in Savoia, di umili origini. Una protagonista del Risorgimento Italiano che fu la prima moglie di Francesco Crispi quando questi era consideratodalla monarchia Sabauda un pericoloso sovversivo. Amica di Garibaldi, di Mazzini e di tanti altri personaggi di spicco del nostro Risorgimento, non era un’intellettuale, ma una lavandaiaall’occorrenza una stiratrice, una donna che si guadagnava da vivere col lavoro delle proprie braccia, ma che amava vivere libera perciò andò via da casa per non sottostare all’autoritĂ  paterna. Conobbe Francesco Crispi, a Marsiglia e poi a Torino, con cui visse una lunga storia d’amore che sfociò nel matrimonio, 1854, che durò circa 25 anni. 

Lavorava per sĂ© e per mantenere il futuro Presidente del Consiglio che, come seguace e amico di Giuseppe Mazzini, era continuamente sorvegliato dalla polizia borbonica e anche da quella inglese; il loro matrimonio durò fino al 1878, quando Crispi, avvocato di fama e protagonista incontrastato della vita politica italiana si sposò con una aristocratica e per questo fu accusato di bigamia. Accusa che se veniva provata avrebbe troncato la splendida carriera politica. Grazie a documenti, relativi al primo matrimonio, scomparsi, che attestavano la veridicitĂ  dello stesso, una sentenza del tribunale di Roma, politica, non veritiera,dimostrò che il primo matrimonio non era valido.

Rosalie, in una lettera scritta al Presidente del Consiglio Benedetto Cairoli, un reduce dei â€śMille” che la conosceva bene, chiese chegli venisse concessa di aprire un botteghino del lotto e continuava â€¦ l’uomo al quale mi son completamente dedicata in tutte le vicissitudini della mia vita, oltre alla mortale offesa che non starò qui a ricordare, mi intima di non firmare col nome col quale io ho diritto per il sacramento del matrimonio e che ho portato per venticinque anni; e gli mi obbliga a lasciare Roma e non prendere residenza in tutti i luoghi in cui a lui piacerĂ  abitare, preferisco lasciarmi morire d’inazione

Rosalie, l’eroina della battaglia di Calatafimi, rinunciò a difendersi perchĂ© l’amore che nutriva per, FransuĂ , come chiamava Francesco, era enorme per cui preferì scomparire dalla vita pubblica.        

Nei confronti dell’unica donna che partecipò alla Spedizione fu operata una rimozione sia dallo stesso Crispi nell’ autobiografia â€śCrispPer un antico parlamentare”, sia dagli storici del tempo che miravano a limitare o far dimenticare la grande epopea garibaldina e â€¦ la combattente che a Calatafimi, incurante di essere colpita, espose il suo petto alle palle del nemico, risalendo la collina fino in prima linea per soccorrere feriti e moribondi. â€ťl’angelo” della giornata che, Giacomo Oddo Bonafede,definisce memorabile esempio di eroismo  e abnegazione, il cui nome resterĂ  per sempre nella memoria collettiva. Rosalie Montmasson il tuo nome non morrĂ , esso appartiene alla storia…. e le future generazionipiĂą grate che non la presente ti onoreranno di lodi, ti coroneranno di gloria.

Rosalie fu condannata alla damnatio memoriae, anche se, nel 1904, quando morirĂ , sulla lapide del loculo, messo a disposizione dal Comune di Roma nel cimitero del Verano, si legge la seguente incisione:

“Prima moglie di Francesco Crispi/ con lui cospirò per l’unita della patria/ con lui partecipò alla leggendaria Spedizione dei Mille/ Unica donna nella legione immortale/ Ne divenne l’eroina/ Godette la fiducia di Mazzini e l’amicizia di Garibaldi/ Esempio alle donne italiane/ di maschie virtĂą pubbliche di gentili virtĂą domestiche.

Dopo di ciò piĂą niente. Oblio totale, nessun testo storico ufficiale ha citato mai il contributo dato da questa donna che sacrificò tutto per la causa dell’Italia unita che, però, diversamente da Crispi (fervente mazziniano e poi monarchico)doveva essere repubblicana, perchĂ© fedele sempre all’insegnamento Mazziniano perchĂ© … le mani che reggono la penna o il ferro da stiro restano ugualmente mani; la differenza sta nel cuore e nella mente che le animano … Amalie Montmasson, la fiera savoiarda,  era  nata alla libertĂ  e all’indipendenza anche perchĂ© convinta che… rispetto non è obbedire

Come è possibile che prima dell’uscita di questo libro nessuno conoscesse la figura di Rose Montmasson che Garibaldi volle chefacesse parte della Spedizione e a cui consegnò una medaglia come a tutte le camicie rosse che avevano combattuto contro i Borbone nell’Italia meridionale. Forse perchĂ© la Storia è scritta dal vincitore che è sempre di genere maschile, o forse perchĂ© la donna, come tutte le donne, è rimasta esclusa dai grandi processi storici. Il che, mio avviso, Ă¨ sbagliato perchĂ© esse non solo sono state sempre presenti, ma a volte hanno determinalo lo svolgersi degli eventi storici.

Le feste natalizie sono una buna occasione per regalare e leggere un libro che vale davvero la pena di leggere.                                                                                                   

 

   Beniamino Iasiello

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