I “giganti” e… la bambina

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (1 Vote)
I “giganti” e… la bambina 5.0 out of 5 based on 1 votes.

benjaminGreta Thunbeg ha monopolizzato, ancora di più, in queste ultime settimane, l’attenzione di tutti i mass – media nazionali ed internazionali, e, oramai, il suo nome si associa all’impegno estremo per la difesa del nostro pianeta. Una ragazzina che è diventata il megafono delle ansie, delle angosce, delle paure della stragrande maggioranza dell’opinione pubblica mondiale in relazione al cambiamento climatico in atto che sta sconvolgendo l’equilibrio degli oceani, comportando lo scioglimento dei grandi ghiacciai, oltre ai repentini mutamenti del tempo che sembra letteralmente impazzito.

 

 

Una battaglia giusta e buona, per cui fa senso leggere le dichiarazioni irridenti che alcuni intellettuali (giganti?) hanno rivolto a Greta Thunbeg, in occasione dei friday for future, come se fosse la causa del climate change e non chi, mobilitando milioni di giovani di circa 30 nazioni, sta lottando per cercare di porre fine, o frenare lo scempio perpetrato contro la natura. Milioni di … gretini … come vengono chiamati dispregiativamente, che in questi giorni, in tutto il mondo, hanno dato prova di consapevolezza e responsabilità nell’affrontare il problema dei problemi che riguarda il loro futuro e quello dell’umanità intera: Salviamo il clima, salviamoci la vita - Un solo grido, un solo allarme, pianeta in fiamme, pianeta in fiamme … cosa diavolo stavate facendo quando la terra era in fiamme, erano gli slogan ascoltati e scritti su cartelloni durante la manifestazione, perché i cambiamenti climatici indotti dall’uomo stanno davvero, minacciando la terra

Certamente non sono mancate confusioni, semplificazioni, parole vuote o piene di retorica, ma forse, tanti decenni fa, quando si manifestava contro il capitale, ha detto qualcuno, tutti avevano letto e capito il pensiero di Carlo Marx?

Importante è stato il risultato raggiunto da Greta: porre al centro dell’attenzione mondiale il climate change in maniera reale e concreta così che nessuno più possa guardare … al dito invece che alla luna. E’ stata invitata a parlare al Parlamento francese, all’Unione Europea, a Katowice[1], dove erano presenti i rappresentanti di 196 governi, all’ONU; troppa attenzione per una ragazza di 16 anni che ha suscitato l’invidia (?) dei giganti (?) del pensiero. Il filosofo Massim Cacciari … dovrebbe andare a scuole perché i problemi non si affrontano dicendo “mi avete rubato i sogni” (e come si affrontano? non risulta che Cacciari abbia mai proposto qualcosa in proposito), altri come Alan Frienkelfaurt … l’ecologia è troppo importante ed urgente per lasciarla ai bambini (gli adulti, oltre che non curarsene, che hanno fatto e fanno??), Pascal Brukner: uno dei giorni più umilianti del nostro parlamento francese aver fatto parlare Greta, direttori di giornali, come Vittorio Feltri … come Hitler e Stalin. Le masse seguono pazzi, ora vanno dietro ad una ragazzetta goffa (si commenta da sé).

E’ invidia (?) per chi è stata capace di far ascoltare la propria voce in tutti i continenti ed entrare nelle coscienze di milioni e milioni di giovani che per la prima volta si sono messi insieme per provare a fermare la famelica ingordigia, liberal – capitalista, di pochi gruppi dominanti che con … i cuori a forma di salvadanaio[2] … hanno creato un dio a loro immagine e somiglianza, un nuovo Moloch: il Danaro per il quale si è disposti a sacrificare l’intera umanità

Tutti abbiamo sentito levarsi la voce della piccola Greta in un j’accuse contro la politica, l’economia che stanno distruggendo l’unico mondo che abbiamo a disposizione: come osate … avete rubato i miei sogni e la mia infanzia[3] e, avrei aggiunto, state cancellando il mio futuro.  Mai, prima d’oggi, un fenomeno simile si era manifestato per la difesa del nostro habitat e mai tanti capi di Stato avevano ascoltato, qualcuno dice che hanno fatto finta, parole così dure lanciate come pietre contro una politica che non ha in nessun conto la difesa della natura.

Intanto, con Greta, troviamo il movimento “Extinction Rebellion” che in questi giorni, da Sidney a New York, da Londra a Parigi, ha iniziato due settimane di mobilitazione in tutto il mondo per denunciare l’inerzia criminale dei governi di fronte alla crisi climatica. E’ un mondo al tramonto che riguarda non solo l’Occidente, come scriveva lo storico – filosofo Oswald Splengler, ma l’intero pianeta. Il tramonto porta con sé ancora qualche speranza di salvezza, bisogna fare in fretta, però, perché il climate change non aspetta.

Ma chi è Greta Thunberg?

Una ragazzina svedese di 16 anni portatrice della “Sindrome di Asperger … che porta ad attraversare deserti infuocati, grovigli di emozioni impossibili da decifrare dall’esterno, come ha affermato la scrittrice Susanna Tammaro che soffre della stessa sindrome … una persona Asperger non ha mai secondi fini perché non fanno parte del suo orizzonte, non ci sono ambiguità dentro di noi, né ombre che non siano fantasmi della nostra stessa mente. E’ riuscita in una impresa titanica: porre il problema del futuro del pianeta al centro dell’attenzione mondiale: lo change climate che, fino a poco tempo, fa era considerato con sufficienza dai grandi della terra. Il mondo di domani appartiene ai giovani di oggi, per cui è giusto che si preoccupino per preservarlo e porre rimedio ai gravi danni apportati da una generazione (la nostra) abituata a fermare il proprio sguardo solo e soltanto sull’oggi. Per cui ben vengano tante … gretine … visto che i giganti del pensiero nostrano riescono a produrre solo parole vuote e inconsistenti che durano l’espace d’un matin o di un talk- schow.

Sappiamo che Greta ha ragione: quante volte abbiamo detto che non esiste più il lento e regolare trascorrere delle stagioni, così come le abbiamo vissute nel passato; quante volte abbiamo ripetuto che il clima sta impazzendo: estati soffocanti con “tornadi” di violenza inaudita che distruggono tutto ciò che incontrano sul loro percorso, con migliaia di morti, e ruscelli che esondano, all’improvviso, portando morte e distruzione. Ma ci rassicurano dicendo che anche nel passato si sono verificate identiche anomalie; sarà anche vero, solo che oggi tutto sta avvenendo in maniera così veloce da mettere effettivamente in discussione la vita del nostro pianeta.

I grandi della terra si riuniscono a scadenze biennali o triennali per discutere di questi problemi laddove tra una foto ed un pranzo, come a Parigi qualche anno fa, decidono i parametri per contenere il rialzo della temperatura media globale, pur sapendo dell’impossibilità di rispettarli perché nazioni come l’India, la Cina, che rappresentano quasi un terzo della popolazione mondiale, hanno bisogno di estrarre ancora enormi quantità di carbone per sostenere il forte ritmo impresso ad una rivoluzione industriale che sta stravolgendo interi territori con un inquinamento atmosferico spaventoso.

Però con dichiarazioni poco credibili, tra un pranzo ufficiale e una stretta di mano rinnovano l’impegno di ritrovarsi per ripetere la sceneggiata al prossimo appuntamento. Intanto ritengono di aver salvato madre Gaia e di aver assolto al loro compito di governanti responsabili che hanno a cura la salute dei cittadini e del pianeta.

Troppa ipocrisia, troppa indifferenza, troppi interessi; è stato creato un sistema di sviluppo irreversibile unidirezionale (?) che rischia, però, di trovare davanti a sĂ© un enorme buco nero che porrĂ  fine ad una pazzia collettiva  inghiottendo … questa nostra stanca civiltĂ [4]. Perciò ben vengano tante Greta capaci di farsi ascoltare e di inchiodare i potenti della terra alle loro responsabilitĂ  nei confronti dell’umanitĂ     

Perciò, mai credere alle “verità” della televisione, perchĂ© parafrasando De AndrĂ©, anche se allora ci siamo assolti – siamo per sempre coinvolti.[5]  

Ecco perché nessuno può restare un semplice spettatore.

 

Beniamino Iasiello

P.S.

Va da sé che non si vuole sostenere che Greta non possa essere criticata, anzi la critica allarga gli orizzonti e la comprensione se non è solo distruttiva; ciò che colpisce e dà fastidio è l’arroganza, la sufficienza, il paternalismo con cui certa intellighenzia sembra dire ai giovani: lasciate stare, non misuratevi con problemi più grandi di voi, lasciate che se ne occupino gli adulti che sanno come fare … per continuare a distruggere, arricchirsi e diventare più potenti, perché nel nostro mondo il danaro serve ad accrescere il potere e il potere seve ad accrescere il danaro. E questa rincorsa accresce in maniera esponenziale la differenza tra chi ha poco o niente e chi ha e avrà sempre di più.

Ecco perché i giovani chiedono di essere ascoltati e fanno pressione perché il mondo venga non sempre e solo interpretato con l’unico criterio che i pochi gruppi di potere dominanti conoscono: il profitto.



[1] Greta usò parole dure come macigni … non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno …lasciate persino questo fardello a noi bambini … la sofferenza di poche persone paga il lusso di pochi … voi dite di amare i vostri figli sopra ogni altra cosa, eppure state rubando il loro futuro proprio davanti ai loro occhi.

[2] Da “Tutti Morimmo a Stento” Recitativo corale di Fabrizio De Andrè - 1968

[3] Intervento all’ONU: la gente soffre ... la gente muore. Interi biosistemi stanno collassando … gli occhi di tutte le future generazioni sono su di voi, e, se sceglierete di tradirci, vi dico che non vi perdoneremo mai.

[4] F. Guccini: Dio è morto - 1967

[5] Il verso è: anche se allora vi siete assolti, siete per sempre coinvolti – Da “Storia di un impiegato”: Canzone del maggio - 1973

Sei qui: Home La rubrica di Benjamin I “giganti” e… la bambina
Find us on Facebook
Follow Us