Ieri e oggi (1949-2015)

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benjaminCapita molto raramente di poter confrontare un avvenimento accaduto verso la metà XX secolo, nel nostro Comune, con un altro, identico, verificatosi, circa 70 anni dopo, nel XXI secolo. Un periodo di tempo durante il quale Ceppaloni ha subito cambiamenti radicali fino al punto da farci dubitare che effettivamente quei momenti, dove regnava sovrana una grande miseria, ma anche una moralità non ancora trasformata in merce dal consumismo, siano veramente esistiti.

ieri

Alluvione Benevento del 2 ottobre 1949

 

Era il 2 ottobre del 1949 quando la piena del fiume Calore ruppe gli argini travolgendo il ponte Valentino e trasformando il quartiere Ferrovia ad un ammasso di fango. Il livello dell’acqua diventò così pericoloso da minacciare l’ospedale “Fatebenefratelli” che, infatti, fu evacuato. I danni furono ingenti: 20 morti, 2 mila senza tetto e danni quantificati in tre miliardi.

Anche i paesi del Sannio subirono danni per la grande quantità di pioggia che aveva ostruito gran parte delle strade che erano formate da mulattiere e viottoli di campagna. Come sempre succedeva quando si verificavano calamità naturali, la prefettura inviò dei fondi per alleviare i forti disagi in cui erano venuti a trovarsi i cittadini, soprattutto i contadini che trovavano molte difficolta per raggiungere i loro fondi agricoli. Il Comune di Ceppaloni ricevette la somma di lire 150.000 per fare fronte ai primi interventi e la Giunta Comunale, 3 Novembre del 1949, con la presenza del sindaco Costanzo Barone e dei due assessori supplenti Giuseppe Bosco e Giuseppe Di Donato discusse di come impiegarla.

Visto che la somma … non poteva essere utilizzata a favore dei privati in quanto non vi erano state denunce di famiglie per danni subiti dalle abitazioni, la G. C. decise di utilizzarli … per ripristinare il traffico dei pedoni, degli agricoltori e così ristabilire le comunicazioni per le attività giornaliere.

Chiaramente, l’Amministrazione, non aveva aspettato l’invio degli aiuti prefettizi per intervenire, infatti aveva, subito, chiamato operai… bisognosi e disoccupati … per rendere le strade transitabili: vi era, allora, una forte disoccupazione e una grande povertà, come risulta dall’Elenco dei Poveri che veniva aggiornato ogni anno, di cui facevano parte circa 150 famiglie per le quali l’Amministrazione provvedeva per le medicine, per le cure mediche ed ospedaliere e, a volte, anche con piccole somme, extra – ECA, elargite direttamente alle famiglie. La G. C. stabilì che la somma pervenuta … andava accantonata per tali specifici lavori e depositata presso la tesoreria comunale con ordine di incasso fra le entrate fuori bilancio, salvo a discaricarla successivamente con la contabilità man mano che i restanti lavori venivano eseguiti.

Tra i lavori già effettuati vi erano alcuni tratti della strada scalo Chianche – Ceppaloni, Barba, S. Giovanni, la pulizia della piazza di Ceppaloni colma di tutti i detriti accumulatisi e il tratto Barba – S. Croce. Le giornate lavorative complessive furono 76 e il salario fu fissato dalla G.C. in lire 500 giornaliere[1]; a fianco di ciascuno era riportata la somma pagata per le giornate di lavoro eseguite dagli operai.

Alcuni mesi prima dell’alluvione, la Commissione Provinciale, per venire incontro alla dilagante disoccupazione, aveva inviato al Comune 100.000 lire che la Giunta ripartì in base al numero degli abitanti delle singole frazioni nel seguente modo: Ceppaloni lire 45.000 – Beltiglio lire 30.000 e S. Giovanni lire 25.000. Lire 24.975 furono impiegate per la riparazione della fontana pubblica in località Mernoni di S. Giovanni, mentre per il capoluogo e per Beltiglio le intere somme servirono per lavori di sterro nella piazza di S. Croce[2] e per la costruzione di banchi scolastici (1.659 lire), e per la ristrutturazione della mulattiera Cortoffo. La sorveglianza dei lavori fu affidata agli assessori Giuseppe Bosco, Giuseppe Di Donato, Valerio Catalano e Italico Lizza che … dovevano assumere mano d’opera disoccupata e bisognosa.

Questa delibera, inoltre, ci permette di capire come il salario , fissato dalla G. C., per la donna era inferiore rispetto a quello maschile, infatti, la giornata di lavoro di un manovale valeva 200 lire, mentre quella della donna lire 150 … giustamente proporzionata … concludeva la determina degli amministratori. Comportamento, per quei tempi, normale, naturale, oserei dire, in quanto “certificava” lo stato di “minus habens” della donna; d’altra parte, ancora oggi, anche se tanta strada è stata fatta, il lavoro della donna risulta penalizzato rispetto a quello maschile.

Comunque, l’Amministrazione tenne a precisare che non potendo in nessun altro modo programmare interventi di riparazione delle strade, questi sarebbero stati graduati stabilendo delle priorità e ne affidava sempre l’incarico agli assessori e consiglieri comunali … meglio disposti e disponibili.

Certamente un modo corretto e responsabile di gestire le risorse da parte di Amministratori che si facevano guidare dal buon senso e da una forte spinta etica che aveva come conseguenza la massima trasparenza delle operazioni nell’amministrare il danaro pubblico.

Oggi.

Alluvione Benevento del 15 ottobre 2015[3]

Beh, basta leggere i numerosi interventi proposti da “Cittadinanza Attiva”[4] su questo sito, per rendersi conto di come tutto sia cambiato, per capire che i valori di una volta sono diventati disvalori i quali, purtroppo, guidano l’azione di chi fa politica che, in nome dei tanti che l’hanno votato, ritiene di poter amministrare come meglio gli aggrada. E, a volte, preso da un delirio di onnipotenza, dimentica di essere stato eletto e come la “colomba kantiana”[5], ritiene di poter a fare a meno degli elettori, perché, convinto che alla fine riuscirà sempre ad ottenere il sostegno del… popolo bue[6]. E’ vero anche questo; purtroppo!!! Ma i cittadini col voto non consegnano il paese agli amministratori, gli affidano, anzi, un compito molto più delicato e gravoso che consiste nel governare correttamente la “cosa pubblica” nell’interesse della Comunità intera.

Quando ciò non si verifica il … bue, animale proverbiale per la sua pazienza, alla fine riesce sempre a liberarsi dal giogo a cui è stato sottoposto provocando rumorose cadute.

Per scongiurarle (le cadute rumorose) è bene evitare i silenzi assordanti per un valido motivo: è DOVERE degli Amministratori confrontarsi con i cittadini per dare risposte che mirino al Bene Comune che consiste nel creare condizioni di sviluppo e di progresso per l’intera comunità. Risultato, questo, che si raggiunge non con la protervia, l’intolleranza, il rancore che hanno fatto sempre male a sé stesso e agli altri, bensì col confronto dialettico, col dialogo che è la vera ’”Arma” dei forti, di chi non ha paura di confrontarsi con l’altro e riconoscere, se necessario, di aver sbagliato e valutare nuove soluzioni.

Ma, poi, la politica non è stata sempre mediazione di interessi diversi, conciliazione del “particulare” col generale? Quando, invece, tende a realizzare solo e soltanto il particulare, smarrisce … la dritta via … e corre il rischio di arrecare notevoli danni a tutti, perché il Comune è una casa … COMUNE e non una proprietà privata al servizio di chi amministra o degli amici di chi amministra o di una frazione piuttosto che di un’altra. La trasparenza, il confronto la parola servono non solo a rendere consapevoli i cittadini di come il paese viene governato, ma anche a stemperare quella contrapposizione che deriva da tensioni frazionistiche tenute artificialmente in piedi da chi, invece di muoversi nella direzione dell’l’inclusione, mostra di essere divisivo negli atteggiamenti, nei comportamenti e nei ragionamenti. Sembra, per dirla con lo scrittore William Faulkner, che nel nostro Comune … il passato non è mai morto. In realtà non è neanche passato.

 

Beniamino Iasiello

 

P.S.

Ho letto che nel parco di Almedalen, nella cittadina medievale di Visby a Gotland, che è la più grande delle isole svedesi, ogni anno nella prima settimana di luglio “accorrono” leader di partito, ministri, deputati, giornalisti, sindacalisti, oppositori, cittadini, lobbisti, militanti, semplici cittadini, al di là di ogni differenza ideologica, che hanno la possibilità di discutere, stare insieme … è un luogo favoloso per chi ha a cuore il futuro della propria comunità.

Mentre leggevo la notizia, pensavo che, in scala molto ridotta, sarebbe interessante poter organizzare una manifestazione del genere che permetterebbe di incontrare, nel nostro Comune i rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali, delle associazioni culturali, delle parrocchie presenti sul territorio. Un incontro civile per cercare di costruire insieme sogni e aspettative per le future generazioni, il cui destino non può, né deve essere l’urlo eduardiano del … fuitevenne. C’è bisogno di un progetto che fermi l’emorragia demografica che ha colpito il Comune, altrimenti sarà sempre più duro vivere in questi luoghi destinati alla completa desertificazione.

Perché, è la prima cosa che mi è venuta in mente, non organizzare, un “Festival delle parole … liberate[7]”, potrebbe essere un progetto da considerare e certamente da approfondire, perfezionare con tutti quelli che hanno a cuore le sorti del nostro Comune che anche se non diventerà un luogo favoloso, potrebbe rappresentare un primo momento di riflessione per il futuro. Qualcosa bisogna pur fare, per cui la mia è un’idea come un’altra con la quale ci si può trastullare per il periodo estivo, oppure valutare seriamente la possibilità di realizzarla per ridare, vita ad un borgo tra i più belli della provincia che in questo momento sta mostrando tutta la sua sofferenza e vulnerabilità.

È necessario guardare avanti per non raccontare solo e soltanto il passato che, in ogni caso, ha sempre tante cose da insegnarci.

Benvenuti a tutti quelli che vorranno partecipare ad una discussione corale portando altri suggerimenti ed altri progetti.

 



[1] I Sindacati erano completamente assenti

[2] S. Croce e Barba erano, allora, parte integrante di Ceppaloni – Centro.

[3] Due morti e danni quantificati per 121 milioni di euro.

[4] Riporto da Ceppaloni. Info del 28 gennaio 2019: “Fondi per l’alluvione: sfida accettata … e VINTA” che racconta di come “gli unici beneficiari dei due importi concessi dal Comune di Ceppaloni per gli eventi alluvionali dell’ottobre del 2015, furono i parenti dell’allora Sindaco Claudio Cataudo e di un ex assessore comunale per importi di circa 60 mila euro ciascuno”.

[5] La colomba, famosa metafora della filosofia kantiana, ritiene che l’aria sia un limite al suo volo, un ostacolo senza del quale volerebbe certamente meglio; senza rendersi conto che è proprio la resistenza dell’aria che permette che il battere delle ali si trasformi in volo.

[7] “Liberate” dalla “prigione” nella quale ognuno le tiene nascoste per diffidenza, indifferenza, o perché, forse, oggi, mancano reali occasioni d’incontro per poter parlare, confrontarsi con gli altri. Liberare le parole significa ripulirle di quella patina di ruggine che tende a soffocarle, a bloccarle, vietando che esse giungano in maniera chiara e comprensibile all’esterno.

Sono centinaia, d’altra parte, i festival che si tengono in Italia durante il periodo estivo. Ad Almedalen è fdenominato “Festival della Ragione”.

 

 

 

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