La corruzione 2°

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benjaminQualcuno potrebbe dire: qual è il senso di questa narrazione, beh … l’illusione che conoscere cosa è successo nel passato possa creare gli anticorpi necessari rispetto a movimenti, partiti che si presentano sulla scena della storia intrisi di giustizialismo e moralismo verso il passato e il presente perché ritengono di rappresentare la coscienza ingenua e pulita della società, se non dell’umanità: sono i duri e i puri che dimenticano, spesso, che c’è sempre, nel corso della vita e della storia, qualcuno più puro che ti epura, come affermava Pietro Nenni.

Mauro Canali e Clemente Volpini, gli autori del saggio, dedicano molto spazio a Edmondo Rossoni, che, tra i gerarchi fascisti che si arricchirono illecitamente, occupa, certamente, un posto di primo piano.

 

La vita del sindacalista rivoluzionario fu molto movimentata fino a che, con la marcia su Roma, aveva già 38 anni, diventerà capo dei sindacati fascisti, deputato per tre legislature, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Ministro dell’Agricoltura, membro del Gran Consiglio. Un immenso potere sorto dal niente e in tanti si chiedevano come avesse fatto ad accumulare enormi ricchezze: un lussuoso appartamento ai Parioli che lasciò per trasferirsi in via Veneto, un podere di 5 ettari a Tresigallo , paese natio, oltre, secondo l’OVRA[1], la polizia politica segreta del Regime, ad un appartamento … addirittura principesco … con salotti numerati, servi in livrea, camerieri e governanti. Quando, nel 1925 ottenne il monopolio della rappresentanza operaia e poi il riconoscimento giuridico di un solo sindacato per categoria, Rossoni diventò uno degli uomini più potenti d’Italia e, come lo definì Curzio Malaparte, la migliore forchetta del Regime … sua eccellenza beveva in un calice elegantissimo, pasteggiando con posate d’oro, mentre quelle dei suoi ospiti erano d’argento.

Mussolini cercò di limitarne il potere, ma Rossoni rispose ordinando un memoriale, a scopo ricattatorio nei confronti del Duce. Si racconta che nella villa lussuosissima, acquistata ad Anzio, intestata alla sua amante, ex prostituta, con acqua di colonia corrente nel bagno. Intestò a insieme ad altri benefici alla sua amante, ex prostituta … batteva i marciapiedi di via Condotti per sovvenzionare l’amante del cuore, un certo Oscar … secondo L’OVRA. Alla caduta del fascismo, riparò in Vaticano e poi in Canada; amnistiato tornò in Italia deciso a difendere i suoi beni e quelli della famiglia a cui, nel 1942, aveva ceduto un complesso di 47 fabbricati per un totale di 631 vani che in totale valevano 65 milioni di lire, al nipote aveva regalato una tenuta di 60 ettari valutata 18.000.000. Nell’insieme, tra Rossoni, la figlia e il nipote, la Finanza accertò, nel 1948, beni per 112 milioni di cui l’erario, dopo una lunga battaglia legale chiusa con un concordato, nel 1952, ottenne soltanto 26.660.326 lire.

Non da meno fu Roberto Farinacci, il ras di Cremona, fucilato dai partigiani il 28 aprile del 1945, … integerrimo e votato alla causa, impegnato in una personalissima battaglia contro gli affaristi corrotti, e i profittatori di regime, contro chi sfruttava il partito per arricchirsi. L’ inchiesta sui suoi profitti illeciti durò dal 1946 al 1956 e il patrimonio fu valutato, nel 1949, in 614 milioni e 627 mila lire di cui i suoi eredi riuscirono a salvare oltre 600 milioni, pagando, a rate, una cifra irrisoria e e cedendo appena due ettari di terreno e una società in gravissime economiche che nessuno più voleva.

Alessandro Pavolini, fondatore delle Brigate nere, fu segretario del Fascio di combattimento a 23 anni, Federale del PNF a 25, deputato a 31 e ministro della cultura popolare a 36. Una carriera da invidiare. Sposato con tre figli, ma anche amante di Doris Duranti, diva del cinema fascista a cui diede molti milioni, un appartamento pagato un milione e mezzo … arredamento di lusso fatto da antiquariati … pellicce, gioielli e la formazione della società “Nazionalcine” che il Ministro costituì solo per lei e il produttore Fontana. Diventato ministro del Minculpop[2] accentrò nelle sue mani ogni potere di cui si servì per favorire in ogni modo la sua amante … non posso negare che il nostro amore abbia portato vantaggi professionali a me e e a Eugenio Fontana … tra il 42 e l’inizio del 43 interpretai da protagonista almeno otto film importanti, quasi tutti prodotti da Fontana. Qualche mese dopo la caduta del fascismo gli furono bloccati un libretto al portatore, una cassetta di sicurezza e un deposito con 1.788.000 lire in azioni industriali. Quando, oramai, tutto era perduto, Pavolini costrinse la sua amante, che ne frattempo si era innamorata davvero del gerarca, a varcare il confine e riparare in Svizzera insieme con Fontana, mentre lui, intercettato dai partigiani presso Dongo, fu catturato, dopo strenua resistenza, e fucilato. La moglie, dopo anni di battaglie locali chiuse un lungo contenzioso versando allo stato la somma di lire 250.000 in dodici tate bimestrali senza interessi

Molto interessanti sono gli ultimi due capitoli dedicati al “Clan Petacci” e allo stesso “Mussolini Duce e Padrino”. La famiglia di Claretta Petacci, amante preferita del Duce, si arricchì in maniera spropositata, l’OVRA parlava di una passione insana che nutriva per Claretta … da quando è divenuta amica del duce ha potuto farsi una graziosa villa, vicina a Roma, in località Camilluccia … che pare sia costa 7 milioni. Molti benefici, addirittura scandalosi, li ottenne il fratello al quale, dopo aver ottenuto la laurea e l’abilitazione all’insegnamento senza studiare, avrebbe dato un posto a Venezia che gli rendeva 100.000 lire all’anno, ma soprattutto, con un concorso ad personam per vincere la Cattedra di libera docenza di Patologia chirurgica all’Università statale di Milano per poi passare a Venezia, due anni dopo, quale direttore del reparto di chirurgia dell’ospedale militare. In effetti egli non svolse mai l’attività di chirurgo perché i suoi interessi erano rivolti agli affari che gli permisero di accumulate un’ingente ricchezza.

A fine guerra il patrimonio accertato comprendeva, oltre al Castello di Merano di tre piani e 18 vani, azioni per un valore di870.000 lire e danaro in contanti per 700.000 lire. Marcello Petacci troverĂ  la morte per mano dei partigiani, mentre il corpo di Claretta, con quello di Mussolini, fu appeso a Piazzale Loreto.

Riporterò la prossima volta la posizione del Duce e della moglie Rachele Guidi e di qualche eventuale arricchimento illecito avvenuto anche nel nostro Comune.

                                                                                           

Beniamino Iasiello



[1] Organizzazione di Vigilanza e Repressione dell’Antifascismo

[2] Ministero della Cultura popolare

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