Il Natale ceppalonese

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benjaminQuest’anno il Natale sembra essersi presentato sotto una luce diversa sia perchĂ© la piazza principale del paese è stata piĂą illuminata degli altri anni, sia per l’entusiasmo col quale le associazioni locali come la “Pro Loco” e“Antigone”  si sono impegnate per creare nel paese un clima che facesse avvertire il senso della festa. La “Pro loco” ha realizzato una “nuzzola” (forse dal latino: Nuceola che significa nocciola?) come viene chiamata, cioè  un’ enorme pila di legno alta circa tre metri e con un diametro di circa 5, a cui si è dato fuoco sul far della sera del 24 Dicembre. La fiamma, sprigionata da quintali di legna accatastata, riflessa sulla facciata della Chiesa, ha creato un gioco di luci che ha dato reso ancra piĂą bellal’intera la piazza.

 

 

L’associazione “Antigone”, invece, ha realizzare la “Casa di Babbo Natale”, curata in tutti i particolari e una slitta trainata da due renne, davvero strepitosa nella sua esecuzione. Mi sono recato due volte per meglio ammirarla ( avrebbe fatto la sua bella figura in qualsiasi manifestazione natalizia di un certo rilievo), così come ero in piazza quando  le prime fiamme hanno iniziato ad avvolgere l’immensa pila. Tutto bello, anzi bellissimo, ma il tutto si è svolto nell’assenza quasi totale della gente: in pochi davanti al fuoco e poche le presenze anche nella casa di Babbo Natale. Eppure,anche se è vero che il paese si sta spopolando, di gente c’è ne ancora da riempire uno spazio circoscritto così da rendere piĂą bella la festa  e piĂą vivo il”presepe”; ma pare che a Ceppaloni, come diceva “Nennillo” in “Natale in casa Cupiello”,  â€¦  o’ presepio nun me piace.

 E niente abbiamo fatto  e facciamo per farcelo piacere; oramai c’è uno scollamento totale tra il paese e i cittadini che tendono a non vivere piĂą la vita della piazza che resta sempre l’unico centro effettivo di aggregazione, e, chiaramente, il risultato non può che essere quello che abbiamo tutti i giorni davanti agli occhi: desertificazione quasi totale di un  territorio che ha conosciuto tempi migliori. 

Ma è Natale, perciò viviamo in spirito di serenità e di pace questi giorni di festa che ci hanno impegnato e ci impegneranno ancora per la scelta del regalo da far trovare sotto l’albero a parenti ed amici.

Personalmente suggerirei  di regalare qualche libro di lettura interessante che  faccia conoscere aspetti poco conosciuti della storia recente, come, ad esempio: “Le Assaggiatrici” e“M – iI figlio del secolo” rispettivamente di Rosella Pastorino eAntonio Scurati.  Il Primo, premio Campiello 2018 e libro dell’anno Fahreneit Radio 3, narra la storia di Rosa Sauer, ispirata alla vita di Margot Wolkl, e di un gruppo di altre nove donne che assaggiavano il cibo destinato ad Hitler, sotto la stretta sorveglianza delle guardie che dovevano accertarsi che il cibo non era avvelenato. La storia si svolge nella caserma di Krausendorf, quartiere generale di Hitler nascosto in una foresta vicino alla Tana del Lupo … il mio corpo aveva assorbito il cibo del Fhurer e il cibo del Fuher mi circolava nel sangue … racconta Rosa Sauer.

M – Il figlio del secolo, di Antonio Scurati,  docente di Letterature contemporanee, presso lo IULM di Milano, è “il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini, il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo”. Un Romanzo laddove tutto ciò che l’Autore ha riportato è documentato e il periodo narrato va dal dal 3 Marzo 1919, data di fondazione dei Fasci, fino al delitto di Giacomo Matteotti e al discorso che Mussolini tenne  nell’aula di Montecitorio dove affermò: “ebbene signori, io dichiaro qui al cospetto di questa assemblea di tutto il popolo italiano che io assumo, io solo, la responsabilitĂ  politica, morale, storica di quanto è avvenuto. Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventĂą italiana,a me la colpa! Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere. Da questo momento il Fascismo “movimento” si trasforma in “Regime” secondo la nota interpretazione del Fascismo dello storico Renzo De Felice. 

Sono 838pagine che si leggono tutto d’un fiato e lo scorrere degli eventi è sostenuto da una scrittura chiara, lineare  che rende ancora piĂą avvincente la lettura di un periodo fondamentale della nostra storia. Ci si imbatte in figure leggendarie come Gabriele D’Annunzio, si capisce meglio la storia di una sinistra eternamente avviluppata nelle sue divisioni,  e contraddizioni infinite, ma emerge anche la grande statura morale, politica, umana di Giacomo Matteotti. L’importanza che ebbe Margherita Sarfatti per Benito Mussolini che in un rapporto di polizia  del 1919 veniva descritto â€ś come intelligente, di forte costituzione, benchĂ© sifilitico, emotivo, audace , facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale.

 Buona lettura ed Auguri a tutti quelli che hanno avuto la bontĂ  e la pazienza di leggere queste poche note.

Relativamente alle foto pubblicate, assicuro che non sono state scattate in  â€śnotturna”, ma nelle ore centrali di queste giornate festive! E vanno dalla Nuzzola del 24 Dicembre a quella giĂ  pronta per la fine dell’anno 

Purtroppo il paese insieme con tante anime, ha perso anche l’ANIMA, nel senso dell’identitĂ , senza della quale qualsiasi comunitĂ  non ha futuro.  

 Beniamino Iasiello 

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