Padre Innocenzo Polcari (1818 – 2018)

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (3 Votes)
Padre Innocenzo Polcari (1818 – 2018) 5.0 out of 5 based on 3 votes.

benjaminChi è costui? Dirà qualcuno. E ne avrà ben ragione perché sono pochi quelli che ricordano che il Comune di Ceppaloni, nel mese di Febbraio del 1958, celebrò il cinquantenario della morte di Padre Innocenzo Polcari con una grande manifestazione e con la posa di una pietra di marmo, affissa sulla facciata dell’aula consiliare del Comune, dove vi è’ scritto:

 

 

A Padre Innocenzo Polcari –Insigne latinista – cantore finissimo dell’Immacolata – vanto dell’ordine ignaziano – onore della cultura e della fede – espressione purissima di questa terra – nel cinquantenario della morte – a chiusura dell’anno centenario – delle apparizioni di Lourdes – l’Amministrazione civica - dedicò questa lapide – a ricordo. Ceppaloni 12 – 2- 1959.

L’organizzatore della commemorazione fu il parroco del paese don Laureato Maio che, in seguito, analizzò l’opera di Innocenzo Polcari , soprattutto per l’aspetto poetico. Chi diede un grande contributo per far conoscere la figura del padre gesuita fu Mario Mazzeo, nato a Ceppaloni nel 1889 e morto a Napoli nel 1973: Direttore dell’ Istituto di Igiene dell’Università di Napoli, con lo scritto “La terra di Ceppaloni e P. Innocenzo Polcari S.I.” Di questo lavoro, riporto la premessa[1] che ritengo quanto mai attuale:

Ai giovani del Comune di Ceppaloni, specie i più sensibili,raccomando l’amore allo studio delle memorie patrie. Nel passato della loro terra troveranno di che arricchire la loro mente, scaldare il loro cuore, sentirsi spinti ad attività formatrici della loro anima, incrementatrici del bene del prossimo, elevanti alla glorificazione di Dio.

Da famiglia di agiata condizione, Innocenzo Polcari, figlio di Domenico, uomo di profonda fede, e Maria Bottillo, nacque a Barba di Ceppaloni il 7 Agosto del 1818. Innocenzo fu battezzato dall’arciprete Giuseppe Bosco nella parrocchia di S. Nicola dove aiutò, per qualche tempo il parroco nell’opera del ministero pastorale e … in una circostanza, scrive Don Laureato in un breve articolo pubblicato per l’occasione … riuscì con la sua autorità e fermezza a ricomporre un increscioso equivoco sorto tra il popolo e il parroco del tempo. Il genitore per avere più vicino a sé il figlio sacerdote e per dare ai fedeli di Barba un luogo di preghiera, fece erigere nella borgata un oratorio in onore della Vergine. Forse non fu estraneo alla sua prima formazione, lo zio Innocenzo che era sacerdote ed economo curato della Chiesa Arcipretale di Ceppaloni di cui fu anche “Maestro Primario” e di cui ho narrato ne “Il Comune di Ceppaloni nel Regno delle due Sicilie”.

Di intelligenza pronta, Innocenzo Polcari frequentò a Benevento la scuola dei Gesuiti nel cui ordine appena sedicenne chiese di entrare. Successivamente, la Compagnia di Gesù gli affidò molti incarichi direttivi sia relativi all’insegnamento che ad altre impegnative attività. Fu scrittore, insegnante di Italiano, Latino, Storia, anche di Matematica all’interno del collegio dei gesuiti che, dopo gli eventi storici del 1860,i si trasferirono nel collegio provenzale di Aix in Francia da dove Padre Innocenzo ritornò 4 anni dopo, portando nella piccola chiesa di Barba l’immagine dell’Immacolata che diventò, per quella gente, il più caro patrimonio spirituale.

Avanti negli anni fu chiamato, 1892, dall’Arcivescovo Camillo Siciliano di Rende a dirigere l’ufficio di Direttore spirituale del Seminario di Benevento che, insieme con quello di Prefetto degli Studi, mantenne negli ultimi 16 anni della sua vita. Fu sommo latinista e di lui si ricordano molte opere letterarie tra le quali certamente spicca il Poema in latino sulla “Immacolata Concezione” (In Beatam Mariam Virginem a Pio IX sine labe originem proclamatam) scritto dopo che il Papa Pio IX ne aveva proclamato il dogma: poema che fu pubblicato nel 1905, tre anni prima che morisse.

In esso rifulge … la meravigliosa vena poetica e la perizia altamente classica e virgiliana dei versi che rivelano, con una tempra d’insigne poeta quella di latinista fra i massimi del nostro tempo.

Don laureto Maio tenne, nell’articolo già citato, a ricordare il rapporto intenso che Padre Innocenzo Polcari ebbe con la terra natia e con la sua parrocchia; nei suoi versi se ne avverte tutta la nostalgia: .. Boschi e valloni romiti – ove trascorsi i fervidi – dì della prima età … me sol diletta il vivere – in libertate agreste – dove son brevi i palpiti – temprate son le feste – né v’è la fosca invidia – cupo ardor non v’è.

Bellissimi i versi quando, ritornando verso il paese natio, rievoca la chiesetta, l’altare, la Vergine e la figura del genitore: Sprona, auriga, i rapidi – corsieri, impenna l’ale … - Vola a recarmi supplice presso l’ardente altar; - dove perenne lampada – accese il padre mio … E tu pietosa, i languidi – passi senil reggevi … Lo veggio ancor … di lagrime – molle inchinar il volto, - quando levando l’ostia – sacrata, al ciel rivolto, - il pio levita al popolo – chiedeva da Dio pietà.

Il duecentenario della nascita di Padre Innocenzo Polcari, uno dei pochi ceppalonesi illustri, meritava di essere ricordato con una manifestazione così come avvenne nel 1958, ma … erano altri tempi e, oggi, siamo poco attenti o abbiamo dimenticato del tutto la splendida premessa che il prof. Mario Mazzeo pose all’inizio del suo lavoro su Padre Innocenzo Polcari. Mi piace concludere con le parole che don Laureato Maio terminò quel breve articolo intitolato” Innocenzo Polcari e la sua Parrocchia” … la parrocchia e la cittadinanza di Ceppaloni, nel ricordare questo suo figlio, non ha inteso soltanto onorare il grande latinista, il poeta, lo scrittore, ma ancora l’uomo, il sacerdote, il maestro che, nonostante le svariate vicissitudini della sua vita, circondò di premuroso affetto la propria terra e pose al servizio di essa il suo grande cuore, la sua vasta intelligenza e il suo immenso prestigio di gloria.

  Beniamino Iasiello

P.S.

Ricordo che Don Lauro, quando mi raccontava come si era svolta la manifestazione, mi diceva, sorridendo, che il sindaco del Comune, prof. Domenico Rossi, chiamandolo in disparte gli aveva detto : don Lauro, non ricordate se per caso anche a S. Giovanni c’è stato qualcuno che abbia dato lustro al paese così da onorarlo così come Ceppaloni ha fatto per Padre Innocenzo Polcari? E’ possibile vedere alcune fotografie di quella manifestazione che vide la piazza del paese stracolma ed il Sindaco che, in piedi su di una panchina, illustra ai cittadini il senso della manifestazione. In una posizione simpatica, ma “ducesca”!

fullsizerender-1p
fullsizerender2p
fullsizerenderp



[1] Carmine Porcaro: Ceppaloni tra Cronaca e Storia (876 – 1982) p.113

Sei qui: Home La rubrica di Benjamin Padre Innocenzo Polcari (1818 – 2018)
Find us on Facebook
Follow Us