Meglio per l'uomo non essere mai nato?

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (1 Vote)
Meglio per l'uomo non essere mai nato? 5.0 out of 5 based on 1 votes.

benjaminHo seguito, in questi ultimi mesi, come sempre gli avvenimenti sia locali, elezioni amministrative del 10 Giugno, soprattutto, che del mondo, ma con poca volontĂ  di soffermarmi ad analizzarli per cercare di capirne le dinamiche politiche ed emozionali sottese,perchĂ© la vita, quando meno te lo aspetti, ti ricorda che le cose importanti a cui tenere e da curare sono ben altre. Essa sembra attenderti al varco quando pare che il tuo orizzonte sia sgombero da nubi e il tuo sguardo possa spingersi in avanti senza timore nĂ© tremore. E la felicitĂ  che avverti, che senti scorrere dentro di te si trasforma, in un istante, nel peggiore degli  incubi. 

 

 

Ti prende una sorta di straniamento, di scoramento perchĂ© quando stai per cogliere l’edelweiss, che ha richiesto tempo e sacrifici, ti accorgi  che, all’improvviso, la roccia diventa friabile per cui finisci col precipitare a valle da dove, molto lentamente, questa volta, ricominci la scalata

L’incredulitĂ  iniziale, mista rabbia e disperazione, approda alla speranzaalla resilienza, soprattutto, che Ă¨ la capacitĂ  di affrontare, organizzare e superare le gravi difficoltĂ  (interventi chirurgici, chemio, radio e complicazioni, anche molto serie) che ti portano a lottare con una diagnosi di carcinoma al seno o con una maculopatia certamente non pericolosa, ma devastante dal punto di vista psicologico. E, quando in una famiglia si abbattonoentrambe le patologie, beh … tutto cambia perchĂ© il tempoassume una dimensione ed un significato nuovi e fra le tante domande che ti fai, che non trovano risposta, non  puoi fare a meno di chiederti: 

ma esiste la felicitĂ ?

Certamente, se la sua ricerca Ă¨ stata inserita nella “Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America”, sicuramente se un corso sulla felicitĂ  è risultato il piĂą frequentato, oltre 1200 giovani, nell’universitĂ  di Yale, ed ancora: Ă¨ il tema delle “Conversazioni” che, da qualche tempo si stanno svolgendo a Capri e che saranno al  centro di una “tre giorni” settembrinaorganizzata a Milano da “Il Corriere della Sera”.  E, infine, la giornata del 20 Marzo , Ă¨ stata proclamata dall’ ONU â€ś La Giornata Mondiale della Felicità” perchĂ© la sua ricerca è lo scopo fondamentale dell’umanitĂ .

Tutti ne parlano e ne scrivono, ma cosa è, come si manifesta, la si può cercare, la si può apprendere, la si può inseguire la felicitĂ ?

Difficile una risposta che possa essere esaustiva perchĂ© la felicitĂ  ha tante facce, tanti suoni, tanti colori all’interno dei quali, alla fine, si finisce col ritenerla invisibile o incompatibile con ciò che sappiamo dell’esistenza che sembra educarci soltanto al dolore e all’infelicitĂ . ChissĂ  che Arturo Schopenauer non avesse ragione quando affermava che la vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra dolore e noia, passando attraverso l’intervallo fugace, e per di piĂą illusorio, del piacere e della gioia.Estremo Ă¨ il pensiero di Sileno, dio degli alberi, secondo la mitologia greca, il quale, al re Mida che gli chiedeva cosa fosse desiderabile per l’uomo, rispose … non essere nato, non essere, non essere niente, ma la cosa migliore, in secondo luogo  per te, è morire presto; mentre il profeta Geremia maledice â€¦ il giorno in cui nacqui, il giorno in cui mia madre mi diede alla luce non sia mai benedetto.

Sarebbe troppo lungo e inutile  tenere presente  come nel tempo la filosofia, la letteratura, la religione, l’arte l’ hanno definita e rappresentata perchĂ©, piĂą della definizione (a che servirebbe?)ritengo che ciò che conti sia il modo come ognuno  la percepisce e la viveper cui non ho mai capito l’incipit del romanzo â€śAnna Karenina” di Leone Tolstoi dove scrive che ogni famiglia felice lo è allo stesso  modo (come se esistessero delle regole codificate), mentre ogni famiglia infelice lo è in maniera differente. Forse la felicitĂ  consiste in uno stato d’animo che ti accompagna lungo un progetto di vita in cui impegni tutto il tuo essere e lungo il qualeessa ti cammina a fianco e, a volte, diventa visibile come un’apparizione che tende subito a svanire: è un attimo, Ă¨ l’istanteche si inserisce nel tempo dell’uomo dandogli pienezza di significato.

La felicitĂ , come la veritĂ , si lascia intravedere per poi subito dileguarsi e poi ancora riapparire: non la si conquista una volta per tutte; l’infelicitĂ  si materializza subito nel dolore, nella sofferenzafisica e psicologica, che ognuno avverte nella sua persona. Il senso della vita acquista una dimensione dove gli affetti, la famiglia diventano, piĂą di prima, il vero centro dell’esistenza, il vero punto di forza … ma vale anche la cerchia degli amici con cui puoi tirare fuori rabbia ed angoscia per ciò che ti è capitato. Aiuta ad elaborare. Ascoltare è la dote di chi ti sta vicino.

Il Nobel per la letteratura, Salvatore Quasimodo, così delinea, in tre incisivi versi liberi, la condizione dell’uomo:   

Ognuno sta solo sul cuore della terra 

trafitto da un raggio di sole: 

ed è subito sera.

Meglio per l’uomo non essere nato … Ă¨ funesto a chi nasce il dì natale .. come affermava anche Leopardi? ChissĂ ! Certo è, però che una volta “gettati nel mondo”, come dicevano gli esistenzialisti, l’avventura umana vale la pena di viverla perchĂ©, Ă¨ vero, la vita è solitudine, precarietĂ , male di vivere, angoscia, disperazione, tormentoche con la morte ti ruba ogni illusione e felicitĂ , ma basta  quel raggio di sole, per quanto trafitto,  a darti la forza per superare le grandi avversitĂ  di cui la trama enigmatica della vita è intessuta e che ti porta a sperare, con la preghiera con cui terminavano le rappresentazioni teatrali indiane, che:

tutti gli uomini possano essere liberi dal dolore

E, in un moto di empatia (che spesso, però, vacilla) per l’umanitĂ ritenere che la poetessa Alda Merini sbagli quando afferma che la migliore vendetta è la felicitĂ  … perchĂ© non c’è niente che faccia impazzire la gente piĂą del vederti felice. 

In quanto se così fosse, sarebbe terrificante!

                                                                                                                         Beniamino Iasiello 

P.S.

Se dovessi dire, oggi, in cosa consiste, per me, la felicitĂ , rispondereinella guarigione, come sta avvenendo, della patologia da cui mia moglie è stata colpita (a Settembre prossimo sono 40 anni di matrimonio piĂą 10 di fidanzamento!) e nell’allegria che sento ogni volta che i miei nipotini ritornano a casa perchĂ© ti aprono al mondo della magia e dell’ incanto di cui solo i bambini sono capaci. Con loro, su â€śyou tube”, ho imparato l’intero canzoniere dello “Zecchino d’Oro” che mi è così tanto entrato nella testa che, pure quando vanno via, continua a ronzarmi nella testa, per cui in macchina, spesso, mi capita di cantare non piĂą De Andrè o Guccini, ma … Il Coccodrillo, Chuchua Chuchua, La Salvietta, Volevo un gatto nero, Birichino , Veo Veo â€¦ e potrei continuare per una pagina intera!

Forse la felicitĂ , davvero, Ă¨ fatta di dettagli, di piccole cose che, per ognuno di noi, però, diventano il centro attorno a cui ruota l’intera esistenza.

Sei qui: Home La rubrica di Benjamin Meglio per l'uomo non essere mai nato?
Find us on Facebook
Follow Us