Cosa è mai la vita?

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benjaminE’ già un mese e l’eco  della morte della piccola Maria Sofia  ancora rimbomba nel cuore del paese. Piccola, dicevo, ma grande nella sua volontà di opporsi al male che l’aveva colpita appena bambina (tre anni): un male subdolo che sembrava essere stato sconfitto   e che, invece, si ripresentava nuovamente continuando a sfibrare il suo corpicino che lottava contro un destino avverso che aveva già deciso l’esito della partita.

 

 

Alla fanciullezza   si associa la gioia di vivere, di stare con gli altri, di divertirsi, di scoprire il mondo, di crescere, di imparare, di iniziare a costruire lentamente e gioiosamente la propria vita: tutto questo è stato negato a Maria Sofia così come ai genitori la felicità di poter  vivere accanto alla propria figlia una vita normale fatta d’amore, di attenzione, di cure. Non c’è felicità maggiore che vedere crescere i propri figli, vederli felici, vederli piangere, sorridere, poi piangere e ancora sorridere e attendere il proprio tempo guardati e sorretti da loroperché è naturale che siano i figli a piangere i genitori e non il contrario. Quando, purtroppo, ciò siverifica, non ci sono parole, non ci sono emozioni,  non c’è immaginazione bastante per comprendere il dolore, il tormento, lo strazio di un cuore teso sull’orlo dell’abisso.

Si dice che chi muore giovane è caro agli dei, ma, con AleksandarEmon,  penso che la sofferenza non nobilita, non è un percorso che illumina o salva … la sofferenza e la morte di Isabel (la figlia, morta per un tumore raro: il teratoide rabdoide atipico) non hanno fatto niente per lei né per noi né per il mondo. L’unico esito importante della sua sofferenza è la sua morte â€¦ e Isabel non è certamente ascesa a un posto migliore, perché mai ci fu posto migliore per lei del seno di Teri (la madre), del fianco di Ella (la sorella), o del mio petto … senza di lei siamo stati costretti a vivere dentro un vuoto che soltanto la sua presenza avrebbe potuto colmare ….

Sopravvivere ai propri figli è â€¦  come un buco nero che inghiotte il tempo … Ã¨ il tempo che si ferma: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro.

Sono parole di Papa Francesco che continua dicendo che la morte di un  figlio piccolo o grande, è uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici d’amore consegnati alla vita che abbiamo fatto nascere â€¦ quanta gente, io capisco, si arrabbia con Dio, bestemmia, perché mi hai tolto il figlio la figlia, ma Dio non c’è, non esiste, perché ha fatto questo.  Papa Francesco capisce il dramma di una madre, di un padre che non riescono a trovare nessuna risposta ad eventi che sembrano avere nessun senso;  ma Papa Bergoglio consola e dà una prospettiva â€¦ 

i nostri cari non sono scomparsi nel buio del nulla, la speranza c’è, ci assicura che essi sono nelle mani buone e forti di Dio.L’amore è più forte della morte. â€¦ tutti i nostri cari che se nesono andati, tutti, il Signore ci restituirà e noi con loro ci incontreremo insieme, e questa speranza non delude.  Forse, la via indicata dal Papa Ã¨ l’unica per chi  ha grandemente sofferto e che porterà con sé, sempre  ed ovunque, il ricordo di una figlia, la cui vita è stata spezzata quando appena si affacciava alla vita.  

Brevi riflessioni, pensieri sparsi per essere vicino, e con me, certamente l’intera comunità, a Luca ed Italia che hanno vissuto per anni, tra illusioni e disperazione, un’enorme sofferenza  che non Ã¨ bastata per guarire la piccola grande Sofia: morta il 7Ottobre, quando aveva appena compiuto 12 anni (8 settembre).

Voglio riportare una poesia che scrisse, alcuni anni fa, Luigi Tranfa, che, come tutti nel paese, speravano nella guarigione definitiva:

Tre anni

Sei Piccola,

Talmente piccola che a stento ti vedi,

Giochi dietro al bancone, da piccolo giocavo anch’io.

 

Hai solo tre anni.

La malattia.

Tanta sofferenza. Pochi capelli, non più lunghi i riccioli d’oro.

 

La chemio. Che strazio!

Così presto. Non  Ã¨ giusto

Piango.

Non riesco a farmene una ragione.

 

E’ la vita … imploro.

A te Signore, giunge la mia supplica.

Tendi l’orecchio al mio lamento.

Forse invano, ma io continuo a pregare.

 

 

Maria Sofia, riposa negli spazi immensi e profumati del cielo che accolgono gli inermi, gli innocenti, e da lassù tu  possa essere un faro per i tuoi cari e per tutti quelli che t’hanno conosciuto e voluto bene.

Che la terra ti sia lieve

 

Beniamino Iasiello

 

 

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