Troppe memorie … nessuna memoria

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benjaminIl 4 Luglio scorso,  imovimento 5 stelle pugliese ha presentato, alla Regione Puglia, una mozione con la quale ha chiesto di istituire la â€śGiornata della memoria per le vittime meridionali dell’unitĂ  d’Italia”. Mozione che, poi, è stata presentata anche in Campania, in Basilicata, in Abruzzo e in Molise. La mozione tende, perchĂ© il tempo è maturo (!), affermano i grillini, arileggere  e rivalutare gli eventi  verificatisi dopo del 1860 quando il Regno di Napoli  fu annesso all’Italia.

 

 

La data della commemorazione è stata fissata per il 13 Febbraio che è il giorno in cui la fortezza di Gaeta, dopo oltre cento giorni di assedio, si arrese  all’ “invasore piemontese”Ad essere onesto, non ho capito qual Ă¨ il senso di una proposta che, tout court, vuole stabilire una giornata della memoria per noi poveri meridionali, colonizzati, pauperizzati, privati delle tante ricchezze e dei tanti primati che il Sud aveva raggiunto sotto la guida illuminata di Ferdinando II e poi Francesco II: il primo dopo del 1848 creò un regime reazionario, illiberale; il secondo, invece, fu incapace digovernare il regno delle due Sicilie, come dimostrano i pochi anni che rimase al potere. D’altra parte, la storiografia ufficiale non ha mai tralasciato di esaminare, indagare  le grosse e gravi contraddizioni con cui  fu raggiunta l’UnitĂ  d’Italia; da subito, altepersonalitĂ  politiche, Massimo D’Azeglio, riconobbero che … vi fu qualche errore, e bisogna cambiare atti o principi.  Bisogna sapere dai napoletani, un’altra volta per tutte, se ci vogliono o no.

Oppure il discorso del deputato Giuseppe Ferrari che, 2 Dicembre 1861, in Parlamento parlò delle violenze ed eccidi  a cui  erano stati sottoposti alcuni paesi del Sud (Pontelandolfo): gli abitanti di questo villaggio commisero il piĂą nero dei tradimenti e degli atti di mostruosa barbarie, ma la punizione che gli venne inflitta, non fu per questo meno barbara. Un battaglione di bersaglieri entrò in paese uccise … saccheggiò …. mise il fuoco al villaggio intero che venne completamente distrutto.  

E’ difficile intendere il senso dell’l’istituzione di una giornata della memoria dove morirono meridionali che combattevano per Francesco II, ma anche meridionali che combattevano con l’esercito irregolare di Garibaldi per la realizzazionedell’Unificazione d’Italia: nel drammatico decennio post – unitario sarebbero morti circa 10.000 briganti, circa 5.000 militari e guardie nazionali (queste ultime tutte meridionali) e circa 5.000 civili di cui la maggior parte uccisa dai briganti che combattevano per restaurare i Borbone!! Senza dimenticare che l’ultima battagliacampale, quella del Volturno, vide contrapposte le forzegaribaldine e l’esercito borbonico, e le prime, formate da circa 25.000 combattenti, per la maggior parte erano meridionali.

Infine Ă¨ convinzione comune, come giustamente ha fatto rilevare  il professore Paolo Macry, che â€¦ anche storici di alto profilo come Paolo Malanima, John Davis, Emanuele Felice non hanno valutato in modo negativo le conseguenze  di lungo periododell’Unificazione. La giornata del ricordo non potrebbe non ricordare i briganti come Ninco Nanco, Michele Caruso(Beneventano) o il famoso Carmine Crocco,  che Josè Borges, un ufficiale spagnolo che combatteva per restaurare il regime borbonico, defin젠… miserabili e scellerati dediti ai furti, eccidi ed altri fatti biasimevoli

Sono passati 150 anni dalla fine dei Borbone e noi stiamo ancora a discettare di primati che nessuno mette in dubbio, ma che certamente non avrebbero salvato un Regno che si dissolse sotto l’incalzare dei mille di Garibaldi (!!) e  per scelte economiche, come precisa Macry, non in grado di tenere il passo con i processi di sviluppo dell’Europa centro â€“ settentrionale. Garibaldi diede la spallata definitiva ad un regno che aveva perso il consenso dei sudditi e delle  Ă¨lites. Infine, e non per importanza, al di lĂ  delle RUBERIE DEL NORD, per il mancato sviluppo del Mezzogiorno, gravi sono state (e sono) le  colpe delle classi dirigenti del Sud, rappresentate da notabili, proprietari terrieri … signori delle rendite e sensali dei voti … piĂą interessati a conservare il proprio potere che a migliorare le sorti dei propri cittadini.. Sono eroi questi ultimi (come giĂ  i briganti) che sull’ignoranza e sulla povertĂ  di gran parte dei sudditi finirono per  costruire un potere immenso che condizionò (e condiziona?) per lunghi decenni lo sviluppo del Sud?

In ogni caso ben venga qualsiasi nuovo studio e approfondimento che possa dire qualcosa di nuovo di quel periodo, certamente importante della storia del Mezzogiorno che oggi, però, ha ben altri e gravi problemi da risolvere. Perciò, i Borboni, nel bene e nel male, lasciamoli riposare senza che ad ogni piè sospinto arrivi una proposta di resurrezione di un Regno scomparso da oltre 150 anni e che certamente non rappresentò un etĂ  dell’oro, come tantivorrebbero far credere

La capogruppo M5S ha affermato, nel presentare la mozione: 

Quello che è successo è stato un risveglio della coscienza, assolutamente. Tantissimi giovani, e non solo giovani, hanno imparato a  valorizzare il territorio e ad amarlo, perchĂ© qualcuno ha spiegato loro che non è vero che siamo fannulloni, non è vero che non ci piace fare nulla, non è vero che siamo stati sempre così. Siamo stati un popolo  che ha motivo di essere orgoglioso della sua storia..

Ma davvero i deputati della Regione non hanno altro, in un momento difficile come quello attuale,  di cui occuparsi? 

E’ verol’estate, ancora  in atto, sarĂ  ricordata come quella piĂą calda da molti decenni a questa parte, e chissĂ , forse, il sole picchiava davvero forte quel 4 Luglio!

                                                                                

                                                                                                         Beniamino Iasiello

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