Chiesa e Convento dell’Annunziata: note in margine al convegno

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benjaminViviamo in  un mondo  che pare possa  fare a meno  della storia, la globalizzazione  sembra aver  divorato il  passato non lasciandone alcuna traccia. “Qui e adesso” è la vita: un eterno presente incapace di  intravvedere le … antiche vestigia … che narrano chi siamo stati, chi siamo o quelli che avremmo potuto essere e, forse, che saremo.

Merito, perciò, a chi  con passione ed entusiasmo cerca di recuperare dall’oblio la storia del proprio paese perchĂ© diventi un bene comune senza del quale il futuro di una comunitĂ  diventa piĂą incerto. 

L’amico Alfredo Rossi ha portato a compimento la seconda fatica(la ricerca storica comporta  un lavoro lungo e difficile di studio, di organizzazione, di analisi, di interpretazione dei dati ) relativa alla storia del Comune di Ceppaloni. La prima” Ceppaloni – Storia e societĂ  di un paese del Regno di Napoli” è un grande affresco della storia del Comune a partire dalle origini alla fine del Settecento. Opera centrale per chi vuole conoscere la Storia del Comune di Ceppaloni che è analizzata in maniera rigorosa, scientifica , con una metodologia storiografica di cui è pienamente padrone. 

 

 

 

 Qualche giorno fa, il 13 Giugno, nella Chiesa dell’Annunziata di Ceppaloni, alla presenza dell’Arcivescovo Metropolita di Benevento, Mons. Felice Acrocca, ha presentato   al pubblico presente e al paese: La Chiesa e il Convento della SS. Annunziata in Ceppaloni. Dopo i saluti del Sindaco e della Pro Loco, Don Renato Trapani, sacerdote del paese, ha dato via al Convegno dando la parola, oltre che all’Arcivescovo, a don Mario Iadanza e  al frate cappuccino Mariano Parente. 

Alla fine l’autore, nel ricordare  i motivi centrali della sua opera, ha ringraziato tutti quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione. 

 Il volume ha una bella veste grafica e splendide fotografie che raccontano la storia della Chiesa: il coro ligneo che è un’opera che risale agli inizi del 1700, delle splendide tele pittoriche, il busto di S. Lucia, un altro gruppo ligneo rappresentante l’Annunciazione(bellissimo); ma  ciò che è estremamente importante è il magnifico lavoro svolto da Alfredo che dĂ  ragione  di tutti gli avvenimenti che hanno interessato lo stabile negli ultimi 500 anni. Conoscere la storia della Chiesa e del Convento significa cogliere l’evoluzione dal punto di vista degli ordini religiosi presenti nel Convento, ma anche la storia dell’Universitas, come allora erano chiamati i  Comuni.

 Avvenimenti che l’autore traccia con   la consapevolezza di chi ha una profonda conoscenza   della storia del nostro passato. Convento e Chiesa furono assegnati, inizialmente ai francescani, appartenenti all’Ordine dei  Frati Minori  osservanti, successivamente sono stati presenti I Servi di Maria e poi di nuovo i Francescani. Interessanti anche le due tavole che riportano i nomi dei Padri francescani  riformati e dei frati laici francescani riformati di Ceppaloni neri secoli XVIII e XIX. L’intero stabile dell’Annunziata è stata descritto in tutti i minimi dettagli: troviamo  una mappa catastale relativa allo stato del complesso del 1939 e il progetto di restauro portato avanti dopo del terremoto del 1980. Belli sono anche alcuni  disegni  che ricostruiscono   il Convento della SS. Annunziata alla fine del XVIII sec.  di cui, uno, di fattura dello stesso Rossi.

Grazie ad Alfredo  per l’impegno e l’intelligenza profusi in un’opera di grande valore storico  che è la misura della passione e dell’amore con cui cerca di portare alla luce e capire un passato del quale, se qualche volta riuscissimo a ragionare con la mente sgombra da pregiudizi, ne capiremmo la grande bellezza e la grande forza propulsiva che possiede e che aspetta di “esplodere” per illuminare l’intero Comune.

Lodevole anche la “Pro Loco – Ing. Giuseppe Di Donato” che, insieme con l’Arcidiocesi di Benevento – Ufficio per la cultura e i Beni Culturali, ha promosso il Convegno; 

ma, soprattutto, certa dell’importanza culturale che la ricerca assumeva per l’intero Comune, ne ha sostenuto, come “Editore” la pubblicazione.   

 

                                                                                                     Beniamino Iasiello

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