La piattaforma Rousseau

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benjaminE’ la piattaforma informatica del “Movimento Cinque Stelle” dove vengono votate le varie proposte e  decisioni del Movimento. Anche l’eventuale premier, in caso di elezioni, sarĂ  votato dagli iscritti collegandosi alla piattaforma. Perché“ Rousseau” e non Montesquieu o altri? PerchĂ© certamente è voluto essere un riconoscimento  a Jean Jacque Rousseau che Grillo e Casaleggio considerano il padre della democrazia diretta: il popolo riunito in Assemblea decide e legifera, ma ciò era possibile, specificava  Rousseau, solo nella piccole Nazioni: la Svizzera ad esempio

Ma è proprio così?

 

 

Rousseau  Ă¨ un figlio dei “Lumi” del Settecento, ma anche il precursore del Romanticismo ottocentesco: una figura molto complessa, difficile da delineare in maniera unica ed assoluta. E’ colui  che tracciò le linee fondanti della Pedagogia moderna e nello stesso tempo si occupò di filosofia politica  con il  Discorso    â€śSull’ origine e i fondamenti dell’ineguaglianza tra gli uomini” e il “Contratto Sociale”.

 L’interpretazione del suo pensiero politico ha dato adito a  discussioni ed interpretazioni che hanno messo in luce l’aspetto totalitario del pensiero Rousseauiano che è considerato l ispiratore del momento piĂą cruento della Rivoluzione francese. Per il Ginevrino  la “VolontĂ  generale”, fulcro della sua teoria, si realizza solamene quando tutto il popolo agisce come se fosse riunito in assemblea.  

Ma il popolo per Rousseau  è una moltitudine cieca, che vuole sempre il bene ma non sempre lo vede  e affinchĂ© la “VolontĂ  generale”, che non  è la somma delle volontĂ  individuali, nĂ© gioco di maggioranza e minoranza,  possa affermarsi ha bisogno  di due condizioni: che non vi siano partiti in quanto sono portatori sempre di interessi particolari e non generali e di una Guida che educhi gli uomini trasformando  la loro natura così da adeguarla  alla ragione.

E chi  dissente, chi non e d’accordo? Deve piegarsi alla “VolontĂ  generale” perchĂ© essa bada all’interesse generale e non può sbagliare, sono gli altri che devono riconoscere di aver sbagliato, devono riconoscere la VeritĂ .  

Quindi chi  pensa diversamente non ha diritto di combattere per le proprie idee, non gli è permesso di poter volgere la minoranza in maggioranza. In questi ultimi secoli quante “GUIDE” ha avuto il popolo: da Robespierre a Babeuf e Marx, da Mussolini ad Hitler, da Lenin a Stalin a Mao.

Tutti capi che hanno insegnato la veritĂ  al popolo che in virtĂą di essa ha perso la propria libertĂ  e l’”habeas corpus” che garantiva la salvaguardia delle libertĂ  individuali. Il popolo ha lottato e ha dato la vita per quelle veritĂ  che, alla fine,  hanno rivelato il grande inganno su cui poggiavano.

Per carità, lontano da me voler affermare che Grillo possa essere considerato un novello Robespierre, ma la “Piattaforma” a me sembra ricordare uno dei capisaldi che era alla base del Comunismo internazionale: il Centralismo Democratico, cioè la possibilità di poter discutere nel partito o nel Movimento, ma alla fine tutti, anche chi aveva espresso opinioni diverse, dovevano seguire la linea dettata del Partito che era sacra, inviolabile, in una parola: la VERITA’.

Un po’ come Grillo ha operato a Genova annullando la vittoria di Marika Cassimatis sancita dal voto degli iscritti alla Piattaforma o  come, insieme col PD e FI, sta costruendo  la riforma della legge elettorale che, ieri davanti ai lavoratori dell’ILVA, ha definito in questo modo: stiamo facendo una legge elettorale che non capisce nessuno. Salvo poi cambiare versione nel corso della giornata.

 In veritĂ , per quanto riguarda quest’ultima, credo che nessuno abbia inteso i lavori effettivi  della Commissione Affari Costituzionali: ogni giorno una versione diversa, si accetta tutto e il contrario di tutto. Chi non ricorda quando Renzi, qualche anno fa, ponendo la fiducia, sosteneva che la legge elettorale approvata ci sarebbe stata invidiata e addirittura copiata dalle altre nazioni!

Una classe politica senza idee (ha bisogno di volgere lo sguardo sempre a leggi vigenti in altri paese ) che va   alla ricerca spasmodica di una legge elettorale, non importa quale, così si è espresso anche il candidato premier Luigi Di Maio, che porti il paese subito a votare. Ma perchĂ© bisogna votare se c’è un governo in carica che nella primavera de 2018, pochi mesi ancora, giunge alla conclusione naturale della legislatura?

Per soddisfare voglia di rivincite di chi ritiene che la politica  non serva a fare gli interessi della Nazione ma semplicemente a rifarsi di una sconfitta referendaria ben meritata. E possibile varare una legge di cui giĂ  si sa che non indicherĂ  nessun vincitore, nessuna maggioranza chiara, col rischio reale di ritornare a votare!

E possibile affidate il destino di una nazione a dei politici che la storia e i  cittadini hanno giĂ  rottamato?

Davvero è questa l’Italia che vogliamo?

La politica del nostro Paese ricorda, per riprendere una immagine di Gustavo Zagrebelsky, editorialista di “Repubblica” la “Nave dei Folli” - Stultifera navis” di Sebastian Brant del 1494: una nave stracolma di persone che non sanno dove vanno, certamente alla deriva o affonderanno, ma a nessuno sembra interessare; la pazzia è generale perché nessuno si preoccupa di dirigere la nave. Non c’è segno di consapevolezza del pericolo che incombe. … questa è pazzia: agitarsi ciascuno per proprio conto, girare alla cieca, senza futuro.

Davvero è quello che meritiamo?

 Non è mai troppo tardi per renderci conto che il destino della  Nazione e di qualsiasi realtĂ  territoriale, piccola o grande che sia, dipende solo e soltanto da noi. Se prendiamo coscienza di questo semplice assioma … beh, tutto potrebbe cambiare: decidiamoci a non servire piĂą, come affermava Etienne de la Beotie, e saremo liberi!

Dipende solo da noi e non da una malasorte, da un destino avverso: impegniamoci a mandare a casa, col voto, coloro che hanno dimostrato e dimostrano di far prevalere solo e soltanto il proprio particulare: basta non dare  il nostro consenso a chi non ha fatto nulla per meritarlo.  

 

Beniamino Iasiello

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