Anestesia dei sentimenti e sonno della ragione

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benjaminUn  continuo susseguirsi di attentati terroristici, di guerre che non finiscono mai stanno portando il mondo sull’orlo del collasso totale. Le vittime sacrificali sono sempre cittadini inermi che nemmeno conoscono le motivazioni per cui  muoiono.  Uomini, donne , bambini vivono  col terrore di essere uccisi da un momento all’altro, la barbarie sembra essere ritornata(forse non è mai scomparsa): governanti diventati padri – padroni, donne schiave, bambini che non hanno visto mai un’aula scolastica; è  il popolo che soffre, che muore, che paga un prezzo enorme alla sconsiderata  follia di sogni espansionistici o  di fanatismi religiosi.

 

Non risulta che negli attentati e nelle guerre, che vengono combattute … in nome del popolo e per il popolo … muoiano sul “campo”  politici, capi di Stato,  grandi magnati, no!  PerchĂ© essi vivono nelle loro torri d’avorio superprotetti.

Sono i  corpi straziati dei cittadini, in strada per una passeggiata, che, come birilli, cadono sull’asfalto colpiti da TIR impazziti o mitragliati ciecamente e furiosamente, in qualche night, da kamikaze che non danno nessun valore alla vita umana. Ho giĂ  avuto modo, poco tempo, fa di analizzare la situazione tragica in cui vivono ( ma è un vivere o piuttosto un  aspettare la morte?) i cittadini di Aleppo; sempre in Siria, l’altro giorno:  un raid  sul  villaggio siriano di Khan Sheikhoum  ha provocato 83 morti di cui 30 bambini. Un attacco con sostanze chimiche: il “Sarin” che è un gas nervino classificato come arma di distruzione di massa.

Colpisce il sistema nevoso, i primi sintomi sono difficoltĂ  di carattere respiratorio e la contrazione delle pupille, seguita dalla perdita del controllo delle funzioni corporee e dal vomito, infine lo stato comatoso che porta al soffocamento e a spasmi convulsi: morte violenti ed atroci che, per qualche ora, per qualche giorno  mettono in crisi il nostro essere.  

Se muore  un nostro congiunto, afferma U. Galimberti, soffriamo, se muore il nostro vicino di casa facciamo le condoglianze, se ci dicono che ogni otto secondi muore di fame un bambino nel mondo, ciò finisce con l’essere solo una statistica che non tendiamo ad approfondire perchĂ© evidenzia l’impotenza dell’uomo rispetto a simili eventi. La guerra civile in Siria, negli ultimi sei anni, ha prodotto circa cinquecentomila morti e oltre 4 milioni di rifugiati, mentre oltre 12 milioni hanno bisogno di assistenza umanitaria perchĂ© privi di tutto.

 Anestesia dei sentimenti e sonno della ragione hanno lasciato campo libero ad una geopolitica che conosce solo disegni strategici di  grandi potenze interessate  ad occupare determinate aeree del mondo che ritengono strategicamente importanti(la Russia, per non perdere le basi portuali di Tartus e Lataquia, deve difendere il regime dittatoriale di Assad). E in questa visione, l’uomo non conta assolutamente niente perchĂ© ogni Stato, ritenendosi portatore dello “Spirito del mondo”, come affermava Hegel, tende a “produrre la  STORIA” o a “farsi Storia” all’interno della quale il singolo non ha alcun senso.

 O, forse, sempre con Hegel, i potenti del mondo ritengono che la guerra abbia un carattere di necessitĂ  ed inevitabilitĂ , ma anche un alto valore morale … come il movimento del vento, scriveva il grande filosofo tedesco, preserva il mare dalla putredine, nella quale sarebbe ridotto da una quiete durevole, così la guerra preserva i popoli dalla fossilizzazione alla quale li ridurrebbe  una pace durevole e perpetua.

Ma, oggi, domina la “RazionalitĂ   tecnica” o “strumentale” che esclude qualsiasi forma di emozione, di passione, di pulsione  perchĂ© essa è razionalitĂ  assoluta finalizzata  solo e soltanto a ciò che può essere utile. Se così è, allora  davvero non c’è piĂą spazio per l’uomo e il suo mondo fatto di un intreccio di relazioni , amore odio, gioia, felicitĂ , che sfuggono o non rientrano nella sfera  della RazionalitĂ  tecnica, dove i morti per guerra o per terrorismo, non sono altri che numeri che non suscitano nessuna pietĂ , compassione.

Nel mondo della razionalitĂ  assoluta scompare l’etica che per secoli ha accompagnato l’agire individuale e collettivo. 

Non è il mondo che vorrei, ma è quello con cui, certamente, i giovani dovranno relazionarsi e comprendere fino in fondo se non vogliono restare esclusi dai grandi processi della storia.

Anche se personalmente, sono certo che, come afferma Schopenauer, non essendo l’uomo solo … una testa d’angelo alata senza corpo … (pura conoscenza), l’istinto, la passione, il volere  saranno sempre parte fondamentale del nostro mondo; d’altra parte,  nell’ordinamento del mondo, scriveva Hegel, le passioni e il momento razionale sono due momenti di cui le prime sono l’elemento attivo …  dobbiamo dire in generale che nulla di grande è stato compiuto nel mondo senza passione.

Beniamino Iasiello

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