Decidetevi a non servire più, e sarete liberi 2^

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benjaminBisogna riconoscere che la lettura “Della servitù volontaria” è sconvolgente per la semplicità con cui affronta tematiche fino a quel  momento(e nemmeno successivamente) mai toccate dalla filosofia politica. E’ un discorso così rivoluzionario che  Michel de Montaigne, nonostante l’avesse promesso all’amico sul letto di morte,  non ne fa riferimento nei “Saggi”. Non c’è stato filosofo o intellettuale che negli anni e secoli successivi abbia ricordato questo piccolo saggio anche  se risulta chiaro, a mio avviso, che abbia influenzato alcuni grandi pensatori. Uno per tutti, chiaramente con tutti i distingui dovuti, Carlo Marx quando ne ”Il Manifesto del Partito Comunista” scrive che … il borghese non pago di poter disporre delle moglie e delle figlie dei loro proprietari considerano sedursi reciprocamente le mogli come il divertimento più piacevole.

 

Ancora Immanuel Kant quando, in un famoso scritto sull’ Illuminismo, scrive che colpa della minorità in cui l’uomo si trova è da imputare a se stesso  se la causa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione  e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidato da un altro(uomo).

In alcuni passi che qui sotto riporto, si provi a calare la situazione descritta da Etienne de la Boetie nel nostro tempo e si vedrà come esse siano fondamentalmente identiche. Ricordando di sostituire la figura del tiranno col potente di turno.

 Pare, come dicevo l’ultima volta, che la libertà sia la  cosa che l’uomo non desidera:

“popoli insensati,  continua de la Boetie, poveri e miserabili, o nazioni ostinate nel vostro male e cieche al vostro bene! vi lasciate portare via sotto gli occhi le ricchezze più belle e lucenti, devastare i vostri campi, svaligiare le vostre case …

e tutto questo disastro, questa disgrazia, questa rovina non vengono da molti nemici, ma da uno solo, quello che voi avete reso tanto grande, per il quale coraggiosamente andate in guerra, per la cui grandezza non rifiutate nemmeno di presentare le vostre persone al cospetto della morte…

 chi vi domina in tal misura ha soltanto due occhi, ha soltanto due mani, ha soltanto un corpo, e non ha  nulla in più dell’ultimo uomo del grande e infinito  numero delle vostre città, tranne il privilegio che voi gli concedete per distruggervi …  dove mai prenderebbe i tanti occhi con cui vi spia, se non foste voi a fornirglieli? Come disporrebbe di tante mani per colpirvi , se non le prendesse da voi? E i piedi con cui calpesta le vostre città, dove mai li troverebbe, se non fossero i vostri? Come mai farebbe ad avere potere  su di voi, se non gli provenisse da voi stessi? Come oserebbe mai attaccarvi, se non d’intesa con voi? Cosa potrebbe mai farvi, se non foste ricettatori del bandito  che vi deruba, complici dell’assassino che vi uccide e traditori di voi stessi?

Seminate i vostri campi, perché lui ve li devasti; arredate e addobbate le vostre case, perché lui ve le saccheggi; crescete le vostre figlie, perché lui abbia di che soddisfare la sua  lussuria; crescete i vostri figli, perché nel migliore dei casi, li manda alle sue guerre, li conduca al macello, ne faccia i ministri delle sue bramosie e gli esecutori delle sue vendette; vi schiantate di fatica, perché  lui possa godersi le sue delizie e sguazzare in piaceri sudici e volgari; vi stremate, perché lui  diventi più forte e più sicuro nel tenervi corta la briglia; e di tante indegnità, che neppure le bestie riuscirebbero  a immaginare o sopportare, voi potreste liberarvi se provaste  non a liberarvene, ma soltanto a volerlo fare. 

                                            Decidetevi a non servire più, ed eccovi liberi.

Non voglio che lo abbattiate o lo facciate a pezzi: soltanto,  non sostenetelo più, e allora, come un grande colosso cui sia stata tolta la base, lo vedrete precipitare sotto il suo peso e andare in frantumi.”

Ma dove è davvero profetico è quando analizza l’arcano e il segreto del dominio, il sostegno e il fondamento della tirannia …

“non sono gli squadroni di cavalieri, non sono le schiere di fanti, non sono le armi a difendere il tiranno: a prima vista non ci si crede, ma è davvero così: sono sempre quattro o cinque che mantengono il tiranno, quattro o cinque che gli tengono l’intero paese in servitù … quei sei consigliano talmente bene il capo che egli ora, grazie a questa loro intesa, deve essere malvagio non soltanto per via della propria malvagità, bensì  anche per via della loro. Quei sei hanno poi sotto di loro seicento profittatori, e questi seicento fanno ai sei quello che i sei fanno al tiranno: Questi seicento ne tengono poi  sotto seimila a cui hanno fatto fare carriera, affidandogli il governo delle province, o l’amministrazione della spesa pubblica, per avere mano ibera, al momento opportuno, in avarizia e crudeltà, compiendo nefandezze tali da poter resistere soltanto nella loro ombra, riuscendo cioè solo grazie a costoro a sfuggire a leggi e sentenze. Grande è poi la schiera che viene dopo, e chi volesse divertirsi a districare questa rete non ne vedrà seimila, bensì centomila, milioni, stare attaccati al tiranno con questa corda … nasce da qui l’istituzione di nuove cariche, la creazione di nuovi uffici: non certo, a guardar bene, dall’esigenza di riformare la giustizia, ma per creare nuove basi alla tirannia. Tra favori grandi e piccoli, tra guadagni e maneggi legati al tiranno, si arriva insomma al punto che il numero di persone a cui la tirannia sembra vantaggiosa risulta quasi uguale a quello di chi preferirebbe la libertà”.

Basta ricordare, in proposito, il discorso che ha tenuto il Governatore della Regione Campania Enzo De Luca ai 300 Amministratori, 15 Novembre, a lui vicini per la mobilitazione porta a porta per far votare “si” al prossimo Referendum. Quanto vale un voto:  una frittura di pesce, un giro sullo Yacht e, a volte, nelle piccole realtà, pochi euro. Etienne de la Beotie, anche se giovanissimo quando scrive ”Della Servitù volontaria”, mostra di conoscere in maniera profonda i meccanismi che “regolano” l’animo umano.

Ricordo soltanto che oggi, in Italia sono circa 1.500.000 le persone che vivono solo di politica, che costruiscono il consenso, con favori grandi e piccoli, e che “imprigionano” le energie necessarie che una società deve possedere per ricercare un cambiamento radicale.

Beniamino Iasiello

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