Per Leonard Cohen

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benjaminE’ morto Leonard Cohen. Solo ieri i giornali riportano la notizia della sua morte che, pare, sia avvenuta lunedì scorso. Una grave perdita per il mondo della musica, della poesia, perché sì, è stato il poeta che ha cantato il lato oscuro della vita, l’amore, la morte, fosse il suicidio o il futuro che non c’è più; è stato romanziere, cantautore che ha  influenzato intere  generazioni di giovani

È con profonda tristezza che diamo notizia della morte del compositore, dell’artista leggendario Leonard Cohen: così è stata annunciata la morte di Cohen dalla Sony che era la sua casa discografica.

 

Tra i tanti che hanno voluto dare ricordare il maestro della poesia in musica, voglio riportare la testimonianza  di Vinicio Capossela che era innamorato di Wird on a Wire … era il nostro inno all’ambizione … a essere più grandi di noi stessi … in quel momento Bird on a Wire era la colonna sonora, la marcia da parata all’attacco, della gioventù che non vuole morire.  

 Un grande,  il cui nome, più volte, era stato indicato per il premio Nobel per la letteratura; Bob Dylan l’ha preceduto, ma Cohen, è stato anche romanziere, nel 2011 vinse il premio “Principe delle Asturie” per la letteratura. Solo un mese fa aveva presentato a Los Angeles il suo ultimo lavoro dal titolo: You Want it Darker e niente lasciava presagire la sua prossima fine. Poesia in musica era quella di Leonard Cohen che ha influenzato molti cantautori che hanno cantato le sue canzoni, ma vi è stato anche chi  ha cantato e tradotto le canzoni – poesie di Leonard Cohen: Francesco De Gregori con So long Marianne(A presto Marianne) un classico a cui è legato, forse l’intera esperienza di una vita, e Tonight will be fine (Un letto come un altro).

Personalmente ho conosciuto Leonard Cohen, anni settanta, attraverso Fabrizio De Andrè che ritengo abbia reso in maniera splendida alcune dei testi del poeta canadese come Suzanne, Giovanna d’Arco, e Sems So Long Ago, Nancy (diventata “Nancy). Il cantautore genovese, tra il 1972 e 1975, tradusse e cantò le canzoni citate dandone una interpretazione magnifica. Tre splendidi testi e tre esecuzioni eccezionali di cui mi è molto cara “Nancy” per la struggente malinconia che circola in tutto il testo e per la  sensibilità con cui ha raccontato la storia di una ragazza sola, libera che non chiede mai niente e … che si suicida … cercò dal terzo piano la sua felicità …  molti hanno usato il suo corpo - molti hanno pettinato i suoi capelli -  ma nel vuoto della notte – quando hai freddo  e sei perduto - e ancora Nancy che ti dice- amore  ti ringrazio perché sei venuto - ti ringrazio perché sei venuto.

E’ una canzone che non mi stanco mai di ascoltare sia nella versione  di Leonard Cohen che di Farizio  De André che come il cantautore – poeta canadese ha una voce unica ed inconfondibile. Credo che il modo migliore per salutare Leonard Cohen sia ascoltare le sue canzoni e, se posso suggerirne qualcuna, consiglio Nancy (la versione live, del concerto tenuto a Napoli nel 1993 da Fabrizio De Andrè, è semplicemente superba) e Alleluia, un grande successo internazionale ,con cui, dagli inizi degli anno ottanta, è stato sempre identificato.  

Che la terra ti sia lieve.

Beniamino Iasiello

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