Il “Nobel” contestato

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benjaminDario Fo e Robert Albert Zimmermann, in arte Bob Dylan  accomunati dalle polemiche infinite seguite dal conferimento del premio Nobel  per la letteratura.

Fo è stato elemento di divisione: uomo di sinistra malvisto dalla destra, ma  inviso alla stessa sinistra perchĂ© non allineato e schierato con i No Global, I girotondi e, ultimamente, con i grillini . D’altra parte la motivazione con cui ottenne il prestigioso riconoscimento ricordava proprio che egli aveva fatto prendere coscienza degli abusi e delle ingiustizie della vita sociale … mescolando il riso alla gravitĂ  e nella tradizione dei giullari medievali fustigato il potere e sostenuto la dignitĂ  degli umili.

 

Certamente la chiave di volta della sua scrittura e del suo essere attore è stato il “grammelot”: lo sproloquio, come l’ha definito lui stesso, onomatopeico a imitare lingue straniere e dialetti storici senza che siano articolate frasi di senso compiuto , per cui  il significato  dipende dall’espressivitĂ  dell’artista.

 Dario Fo è morto lo stesso giorno in cui ad un altro “irregolare” veniva conferito il premio Nobel per la letteratura 2016: Bob Dylan. Erano venti anni che il suo nome compariva tra i probabili papabili, da quando il professore Gordon Bal propose la candidatura al Nobel scrivendo che il cantautore …  aveva restituito dignitĂ  alla tradizione orale creando in parole e musica un universo illimitato che ha pervaso il globo. Non a caso lo stesso Dylan, facendo riferimento alla canzone Joey (l’uccisione del bandito Crazy Joe Gallo), affermava … non per vantarmi, questa canzone è come una ballata omerica.

D’altra parte come dimenticare che nell’antica Grecia la letteratura nacque come parola cantata accompagnata dalla musica inventata da Orfeo che rappresenta la massima espressione dell’artista che grazie ad essa aveva acquistato poteri quasi sciamanici: Alla sua musica dolce cessava il fuggire rapido del torrente, l’acqua dimenticava di seguire il suo corso, perdendo il suo impeto, persino le belve uscivano dalle loro tane al suono melodioso del suo canto (Seneca).

 Dagli inizi degli anni sessanta, quando sconosciuto girava per il Greenwich Village,  che era il luogo  d’incontro di  scrittori, musicisti, attori, poeti che daranno poi vita al movimento Hippy, Dylan fu uno dei protagonisti , con le sue canzoni, delle lotte per le libertĂ  civili e contro la guerra , erano i tempi  in cui era legato artisticamente e sentimentalmente con Joan Baez, icona  del pacifismo e della lotta per i diritti civili, soprattutto contro la guerra che l’America stava combattendo in Vietnam. Ma al di lĂ  degli aspetti biografici, Bob Dylan, come cantautore,

ha meritato d’essere insignito del Premio Nobel? Credo di si perchĂ© le sue canzoni sono poesia  perchĂ©, alla fine, non sono le melodie ad essere importanti, ma le parole. E quelle di Mr. Tambourine man  - The times thei are a changin - Blowin in the wind ( diventò la colonna sonora  anti Vietnam), sono versi che illuminano il presente e anticipano il futuro. Un cantautore che con le sue canzoni – poesia  ha accompagnato intere generazioni di giovani insieme con le grandi trasformazioni  sociali  che vanno accettate come canta in “Like Rolling Stone; o come in The times theiy arer a changin  dove, rivolgendosi ai padri e alla madri dice di non criticare  … quello che  capire non potete. Oltre cinquanta anni di carriera sempre ai massimi livelli, instancabile se si tiene presente che col suo Never Ending Tour ha girato per L’Europa e per L’America dal 1988.  Sempre capace di meravigliarti, come con  Modern Times di alcuni anni fa dove con quella voce diventata ancor piĂą nasale e cavernosa canta delle ballate, ( è il Dylan che preferisco) che vorresti non finissero mai.

Ma diciamo la veritĂ  anche se il Nobel fosse stato assegnato a Philip Roth , uno dei piĂą grandi scrittori ancora in vita, o  a Murakami o Carole Oates o Don DeLillo, lo stesso ci sarebbero state critiche feroci. Allora auguri al “Menestrello”  che  smascherando i  Master of War ( voi non avete mai fatto nulla – se non costruire per distruggere – Voi giocate col mio mondo – come se fosse un vostro piccolo giocattolo – Voi mettete un fucile nelle mie mani – e vi nascondete dai miei occhi – e vi voltate e correte lontani –quando volano veloci le pallottole …)   ha demistificato gli inganni, i soprusi, le violenze  del potere.

 

Beniamino Iasiello

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