2 Giugno 1946 - Referendum istituzionale

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benjaminIl 2 Giugno del 1946,  settanta anni fa, l’Italia andò a votare per scegliere la forma istituzionale che avrebbe guidato la Nazione  dopo la catastrofe della seconda guerra mondiale.  Il Referendum, diversamente da quelli per i quali abbiamo votato negli ultimi tempi, era molto semplice nella sua forma, ma di una valenza politica eccezionale: Monarchia o Repubblica?  Il voto popolare, senza addentrarci in tutte le polemiche che scaturirono dal risultato,  cambiò la forma di Stato esprimendo un  consenso alle forze che avevano combattuto il nazifascismo;  il risultato. A livello nazionale il risultato fu il seguente: Repubblica voti 12.718.641 col 54,27%  -  Monarchia voti 10. 718.502 col 45,73.

 

Il Sud dell’Italia premiò la monarchia, oltre, a mio avviso. infatti in Campania,   vi furono percentuali che variarono dal 72 % di Benevento, al 78% di Caserta, al 77,67 di Napoli al 75% di Salerno e al 69, 25 di Avellino. E a Ceppaloni come votarono i nostri padri?  Questo è il quadro che scaturì dal voto referendario :  

Votanti:            2693 

Repubblica:      283   voti

Monarchia :       2410    voti

Circa  nove su dieci votarono per la Monarchia! Perché profondamente monarchici? No,  ma la Monarchia era l’unica  forma di Stato che avevano  conosciuto anche se aveva trascinato l’Italia in guerra, anche se il Re aveva abbandonato la Nazione scappando con Badoglio a Pescara e lasciando il popolo   senza una guida politica,  militare, morale. Anche se molti nostri paesani erano morti in guerra e tanti non fecero più ritorno dai “forni” tedeschi o dalle steppe innevate della grande Madre  Russia, e anche se molte famiglie  ancora aspettavano il ritorno di qualcuno che, forse, non sarebbe più tornato. Ecco, alla luce di queste brevi considerazioni, mi chiedo perché il nostro Comune, come tanti altri, espresse  un voto che era di adesione totale ad una forma di Stato che aveva  causato grande miseria e gravi lutti per l’intera Nazione. Mancano elementi certi di conoscenza del Comune di Ceppaloni  di  quel periodo che possano permetterci di individuare le motivazioni profonde che portarono  una intera comunità a difendere i valori di una Monarchia discreditata, ma capace di ottenere ancora un forte consenso. Fu la prima volta che le donne, a Ceppaloni, espressero il loro voto perché le elezioni comunali, diversamente che in altre parti d’Italia, vi furono dopo il voto referendario, cioè il 6 Ottobre del 1946.

Rinvio al prossimo appuntamento la possibilità di individuare qualche risposta che pure è possibile cogliere nella storia contraddittoria del nostro Comune. Perché cercare di capire chi siamo stati, forse potrà aiutarci per farci comprendere chi siamo  stati  e quale direzione potrà assumere la nostra storia. Chiaramente, se qualcuno vorrà dare il proprio contributo per  tentare un’analisi a più voci di quel periodo sarà il benvenuto.

 

 

Beniamino Iasiello

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