Uomini soli … al comando
"Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea, e al cospetto di tutto il popolo italiano che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale di quanto è avvenuto”. Discorso col quale il fascismo da “movimento” diventò regime, dopo l’assassinio dell’onorevole Giacomo Matteotti. Non so perché, ma l’assunzione di responsabilità di Matteo Renzi: “il provvedimentol’ho voluto io”, relativo a quanto è successo in Basilicata, ha riportato la mia mente al discorso pronunciato il 3 Gennaio del 1925 dal capo del governo Benito Mussolini.
Per carità , situazioni non comparabili, sensibilità politica e intelligenze diverse, Storia e storie differenti (anche se l’esercizio del potere tende a far riemergere il fascismo che è in ognuno di noi): il primo portò al rovesciamento di una situazione che aveva visto il fascismo in gravi difficoltà e che si concluse con l’approvazione delle cosiddette “leggi fascistissime” tra il 1925 - 1926; mentre il secondo alle dimissioni di un ministro, all’accusa di “lobbysmo”rivolta al Governo e, chissà , forse alla sconfitta della posizione del PD relativa al Referendum del 17 Aprile prossimo. Inutile (ri o stra) parlare di questione morale perché la nostra è una democrazia senza morale laddove resta sempre valido il “fulminante pensiero” di Ennio Flaiano, riportato da Stefano Rodotà , che affermava che gli italiani erano “scaltritosi nel furto legale e burocratico, a tutto riuscirete fuorché che ad offenderlo. Lo chiamate ladro, fa finta di non sentirvi. Gridate che è un ladro, vi prega di mostrargli le prove. E quando gliele mostrate: “Ah, dice, ma non sono in triplice copia”. Ecco, l’Italia del 2016 che passa attraverso annunci twitteriani di cambiamenti epocali, non riesce a scalfire minimamente il sistema corruttivo che, a quanto pare, rappresenta l’attività nella quale il “belpaese” riesce a dare il meglio di sé.
Beniamino Iasiello

