Doppia Festa

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benjaminSettanta anni fa, il 10 Marzo del 1946, per la prima volta, le donne andarono alle urne per esprimere il proprio voto per il referendum costituzionale: Monarchia – Repubblica, per l’Assemblea Costituente e per eleggere i consigli comunali le cui prime elezioni vi furono proprio il 10 Marzo. In effetti, il diritto al voto era già stato concesso nel mese di Febbraio del 1945, però non era stato riconosciuto l’elettorato passivo, cioè la possibilità di essere elette nelle assemblee istituzionali.

 

 

Il Decreto del mese di Marzo 1946, art. 7, recitava: sono eleggibili cittadini e cittadine italiane che il giorno delle elezioni abbiano compiuto il 25° anno.  Nel nostro  Comune, le elezioni amministrative si tennero il 6 Ottobre del 1946 e le donne parteciparono al voto in maniera compatta, infatti, gli iscritti alle liste elettorali erano 3563 di cui 1580 uomini e 1683 donne; i votanti effettivi furono  rispettivamente 1327 e 1300 che diedero la vittoria alla lista col contrassegno : Elmetto e Chiesa con bandiera ( Liberale - Qualunquista) che partecipò alle elezioni insieme con le seguenti liste: ”Scudo Crociato  e Gruppo d’ Azione  -  Falce e Martello (Comunisti)  -  Falce Martello e Libro (Socialisti)   -- Torchio (Qualunquista)”.  Determinante era stato il voto, 2 Giugno 1946, delle donne anche per il Referendum e per l’Assemblea Costituente.

Auguri a tutte le donne per una festa che non sia un semplice rito che scivola sulle loro vesti, ma un momento di riflessione su di una condizione che giorno per giorno sembra diventare sempre piĂą debole, nonostante le grandi lotte di cui sono state capaci per emanciparsi da una condizione di subalternitĂ ,   sottomissione e rassegnazione. E soprattutto sia un messaggio forte per gli uomini che, spesso, incapaci di relazionarsi  civilmente all’altra metĂ  del cielo ricorrono alla violenza, alla forza bruta che è il potere che distrugge, che annienta vite e famiglie e condanna alla solitudine, alla desertificazione del cuore e dell’animo.   Sono tanti gli artisti che hanno immortalato la donna nei loro versi, sulle loro tele, nelle loro sculture, ma, voglio riportare la poesia di Madre Teresa di Calcutta perchĂ© profondamente diversa nell’ispirazione e nell’intento:

DONNA

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,

I capelli diventano bianchi

I giorni si trasformano in anni

Però ciò che è importante non cambia.

La tua forza e la tua convinzione non hanno etĂ .

Il tuo spirito è colla di qualsiasi tela di ragno

Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.

Dietro ogni successo una delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva

Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.

Non vivere di fotografie ingiallite …

Insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che arrugginisca il ferro che c’è in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

quando non potrai camminare, usa il bastone

Però non trattenerti mai.

Sarebbe stato piĂą intrigante scegliere tra Neruda, Tagore, Gibran, Prevert, Emily Dickinson, Antonia Pozzi, per citarne solo alcuni, ma questi versi di Madre Teresa, con grande forza e coraggio, ricordano il tempo che passa  e che rende i capelli bianchi e radi, ma fortifica l’animo che spinge la donna ad essere protagonista della sua  storia e di quella  del mondo; nella consapevolezza che dignitĂ  e rispetto  non sono conquistati una volta per tutte, ma vanno continuamente custoditi, difesi e vivificati.  

Beniamino Iasiello 

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