Il Teatro a… Ceppaloni

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benjaminNon molto tempo fa, ho avuto il piacere di assistere a Benevento a due atti unici di Eduardo De Filippo, interpretati magistralmente dall’amico e paesano Clemente Rossi con la sua compagnia di cui fanno parte Anna Rita Baldini. Vincenzo Mercurio e Lia Marotti  . Due atti,  Pericolosamente e Farmacia di Turno, scritti  rispettivamente nel  1930 e nel 1938 e presenti nella raccolta de “La Cantata dei giorni pari” di Eduardo De Filippo. La passione di Clemente per il teatro risale alla sua adolescenza, poi, si sa, la vita non obbedisce mai a quelle che sono le inclinazioni di ognuno e, dopo aver recitato, adolescente, al teatro “Diana” di Napoli,  continuò negli studi, si occupò, si sposò,  ma l’antica passione non era mai morta e, non potendo fare diversamente, coltivò questo suo amore nel luogo di lavoro organizzando spettacoli teatrali di forte spessore.

 

L’etĂ  della pensione e l’affrancamento dal lavoro  gli permettono di realizzare, oggi, corsi di teatro per i giovani di cui uno dovrebbe aprirsi anche a Ceppaloni. Quindi fin da piccolo possedeva quella  voglia di recitare, di immedesimarsi nei personaggi, di calarsi nella vita dello spettacolo capace di regalare allegria, mestizia, felicitĂ , dolore.  I complimenti vanno all’intera compagnia e alla regia dello stesso Clemente Rossi che è stata sempre attenta , misurata, mai fuori dalle righe. Mantiene   la scena con quella  innata e consumata esperienza di cui sono dotate le persone che avvertono  nel teatro  quelle pulsioni vitali , quegli archetipi ancestrali capaci di produrre, creare, trasformare la  realtĂ  mediante l’incontro – scontro con l’altro che aiuta a comprendere, a riflettere, a crescere.  

ChissĂ , forse Clemente ha sacrificato l’aspirazione  artistica  a quella che, oggi Checco Zalone, chiama  il mito  (dei nostri padri? ) del posto fisso,  che, molte volte, mortifica aspirazioni, sogni e il desiderio desiderante.

Avrei rivisto con piacere quelle due “pieces”; infatti sapevo che prima di Natale, in una struttura da teatro Tenda, in Piazza, a Ceppaloni avrebbe dovuto portare in scena   i personaggi di Don Saverio i farmacista  e Michele, un uomo che dopo quindici anni  di America ritorna a Napoli. Purtroppo non è stato possibile perchĂ© è stata negata l’autorizzazione dalle autoritĂ  competenti, in quanto la data scelta coincideva con i mercatini di Natale che erano stati organizzati al Castello. Non mi è chiaro il nesso di causalitĂ , ma se così è stato deciso, certamente dovevano esserci buoni motivi. 

 Mi auguro, che la prossima volta,  la comunitĂ  possa assistere alle due performance di Clemente che porteranno, in questo caso, una ventata di allegria di cui tutti  abbiamo bisogno.

 Beniamino Iasiello

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