La musica è finita?

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benjaminIn questi ultimi mesi sono state pubblicate molte collections musicali che ripropongono vecchi successi degli anni sessanta – settanta. Francesco De Gregori ha presentato un C D con nove canzoni di Bob Dylan, scelte tra quelle meno conosciute. il complesso dei “Nomadi” è uscito con un cofanetto, 50+1(sono gli anni che calcano la scena musicale; 53, in verità) col quale propone vecchi  e nuovi successi a partire dalla voce mitica di Augusto Daolio, morto molto presto, fino al concerto tenuto per il cinquantesimo anno di attività tenuto nel 2013. Francesco Guccini che non canta e non compone più canzoni perché “non mi vengono più in mente le canzoni,” però, ha pubblicato un’antologia che raccoglie tutta la sua produzione dal 1967 al 2012.

 

 Il titolo del cofanetto è “Se io avessi previsto tutto questo … gli amici, la strada, le canzoni” che ha autopromosso insieme con l’ultimo libro (Un matrimonio, un funerale, per non parlare del gatto) pubblicato da pochi giorni dove racconta fatti della sua vita, ricorda i luoghi della sua infanzia e di un mondo, quello contadino, definitivamente scomparso. Jovanotti, con” Lorenzo negli stadi”, esce con un doppio CD + un DVD più un tributo a Pino Daniele, che non fa mai male. Vasco Rossi è presente sul mercato con un cofanetto comprensivo di un cofanetto con C D (rivisitazione di “Sono innocente) più un DVD con “Il decalogo di Vasco”. Tutte operazioni commerciali perché … Nihil novi sub sole”. Oggi, forse sono i rapper, i nuovi poeti del XXI secolo, i nuovi scapigliati. Sono in tanti come Emis Killo, Club Dogo, Fedez e senza dimenticare i napoletani Rocco Hunt e Clementino.

Seguo, non sempre con grande attenzione, questo tipo di musica, ma, devo dire che rap come “O vient” : parlo a nome di una generazione – che qui non ha più niente – ed è costretto a dipendere – sempre dalla gente … o vient’ song a voc’ e chi n’tien niente – mentre parton’ e bastiment’ – ce rimane sultanto O vient O vient.   Nel 1963, con “Blowin the wind”, di Bob Dylan: la risposta bisognava coglierla nel vento; cinquanta anni dopo Clementino, ha capito che purtroppo … ce rimaste sultant’ O vient !

Oppure come nu juorno buono di Rocco Hunt sono tra quelli più belli scritti da qualche anni a questa parte. Cantano il nostro tempo, le nostre città, le nostre miserie e le nostre speranze … la mia gente non deve morire – la mia gente non deve partire – il mio accento si deve sentire – la strage dei rifiuti – l’aumento dei tumori – siamo la terra del sole – non la terra dei fuochi … tagliate quella linea che divide Nord e Sud- Guardo il cielo per cercare chi purtroppo non c’è più – è un giorno buono anche per loro.

  Credo che davvero sia finita l’epoca dei cantautori che hanno segnato un tempo indimenticabile che non ritornerà né potrà ripetersi, perché nuove sensibilità, nuovi linguaggi, nuovi soggetti “leggono” e cantano un mondo che non è più possibile interpretare con le vecchie categorie novecentesche. Probabilmente,   i vecchi cantautori sono diventati … davvero vecchi e noi insieme con loro.

Beniamino  Iasiello

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