Una vita per gli altri

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don LauroAvevo visto Don Lauro il Mercoledi di Pasqua. Mi ero recato a Castelpoto per gli auguri e non avevo assolutamente pensato che sarebbe stata l’ultima volta che l’avrei visto. L’avevo trovato, compatibilmente con l’età, piuttosto bene. Era sempre una gioia  incontrarlo perché ricordava, ricordava,   ricordava e nei suoi ricordi si stagliava sempre il  paese che gli era rimasto nel cuore e che non riusciva a dimenticare.  Parlare con Don Lauro era un piacere  inappagabile perché ti portava con sé nel suo mondo dove si materializzavano, fino a sembrare di vederli, le persone di cui era popolato il paese, quando, giovane parroco, arrivò a Ceppaloni.  Era una miniera di ricordi che erano sempre presenti alla sua coscienza, per cui  ancora prima che parlasse vedevi “fisicamente” il ricordo diventare realtà attraverso gli occhi che si illuminavano e il viso che esprimeva un sorriso felice, ma anche  carico di nostalgia.

 

Mi diceva sempre: Beniamì, io sono nato a Castelpoto, ma ci ho vissuto poco, voglio bene a tutti e tutti me ne vogliono, ma gli anni più belli sono legati a Ceppaloni dove ho svolto il mio ministero con entusiasmo, amore, carità e dove i giovani mi sono stati e mi sono ancora vicino. Sai, continuava, mi ha telefonato Nicola dalla Sardegna, Raffaele da Milano, però sono profondamente addolorato perché tanti che ho conosciuto non ci sono più( si ricordava di “Ciccio” Mostacciuolo, Nicola ‘o figlio da Cardella) ma  li tengo  sempre presenti nelle mie preghiere. Ricordava, divertendosi, di quando arrivò a Ceppaloni. Cercava una abitazione che avesse anche il bagno, ma, nel 1951, era difficile trovare una casa fornita di questo ”comfort” . L’unica, mi diceva, era quella di Sebastiano Galasso, ma i parrocchiani l’avevano sconsigliato perché era  un comunista di cui, alla fine, non solo affittò l’appartamento, ma divenne un caro amico che spesso l’accompagnava a S. Croce o Barba con la sua moto, quando il mitico “galletto” ancora non faceva la sua comparsa. Ti ricordi di Don Gennaro ‘o dentista, un’altra cara persona, anche lui comunista; sai che le figlie  mi vengono ancora a trovare! E ze’ Ritella  e …….. Nel nostro paese, 56 anni fa, si preoccupò di quelli che avevano poco, che erano tanti, di chi abitava in case “sgarrupate”, si impegnò per la creazione di qualche Cantiere di lavoro per alleviare l’enorme disoccupazione che vi era nel paese: alcuni mesi fa mi chiese come era cambiato il paese se vi erano dei poveri per i quali avrebbe potuto fare qualcosa. Dovessi sintetizzare in un twett, scriverei: Don Lauro una vita per gli altri.  Mi dispiace non poter essere presente ai funerali perché in questo momento sono lontano dal paese , ma idealmente, come tutti i suoi ragazzi, non potrò non ricordare chi mi(ci) ha portato dentro al suo cuore per una vita intera. Mi diceva, spesso, tra il serio e il faceto: che si dice al mio paese, che dicono i miei Compaesani! Era in quei momenti che ti rendevi conto dell’amore smisurato che Don Lauro aveva portato e portava per Ceppaloni e di quanto fosse orgoglioso  di essere stato nominato Cittadino Onorario di Ceppaloni.

Che la terra vi sia lieve. 

Beniamino Iasiello  

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