Rispetto, soprattutto

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benjaminCi sono notizie che hanno la forza distruttiva di uno tsunami. Ti lasciano senza parole, ti raggelano; una afasia totale ti avvolge. Un adolescente  ha compiuto l’estremo gesto col quale ha spezzato la sua vita che appena incominciava a schiudersi ai sogni, alle speranze che si coltivano nello scrigno e nel segreto del proprio cuore.

 E’ la stessa tragedia che molti anni fa vivemmo io ed alcuni amici per il suicidio di un caro amico di cui  nessuno aveva capito il dramma che l’avrebbe portato a terminare presto il suo cammino terreno.

 

Questa mattina,  negli occhi dei suoi amici, nei loro visi smarriti, increduli, tristi, incapaci di profferire parola ho rivisto le stesse emozioni, lo stesso dolore che, quel giorno di tanti anni fa, provai io e i miei amici.

Forse, sono i piĂą sensibili , ma anche i piĂą deboli che, rispetto alle difficoltĂ  della vita, che in quel momento appaiono  insormontabili, finiscono per soccombere. Per chi resta, il modo migliore per ricordare è il silenzio,  â€śsovrumani silenzi e profondissima quiete”.  Credo che la poesia – canzone che Fabrizio De Andrè scrisse per il suicidio di Luigi Tenco nel 1967, possa ricordare l’amore per una giovanissima esistenza che, alle corse per i colorati sentieri della vita, ha scelto di  precorrere, con molto anticipo, “l’ultimo viaggio”.

PREGHIERA  IN   GENNAIO

Lascia che sia fiorito                                                                                               

Signore, il suo sentiero                                            

Quando a Te la sua anima                                        

E al mondo la sua pelle                                             

DovrĂ  riconsegnare                                                  

Quando verrĂ  al tuo cielo

LĂ  dove in pieno giorno

Risplendono le stelle.

Quando attraverserĂ 

L’ultimo vecchio ponte

Ai suicidi dirĂ 

Baciandoli alla fronte

Venite in Paradiso

Là dove vado anch’io

Perché non c è l’inferno

Nel mondo del buon Dio

Fate che giunga a Voi

Con le sue ossa stanche

Seguito da migliaia

Di quelle facce bianche

Fate che a voi ritorni

Fra i morti per oltraggio

 Che al cielo e alla terra

Mostrarono il coraggio

Signori benpensanti

Spero non vi dispiaccia

Se in cielo e i mezzo ai Santi

SoffocherĂ  il singhiozzo

Di quelle labbra smorte

Che all’odio e all’ignoranza

Preferirono la morte.

Dio di misericordia

Il tuo bel Paradiso

Lo hai fatto soprattutto

 Per chi non ha sorriso

Per quelli che han vissuto

Con la coscienza pura

L’Inferno esiste solo

Per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno

Mai ti potrĂ  indicare

 Gli errori di noi tutti

Che vuoi e puoi salvare.

Ascolta la sua voce

Che ormai corre nel vento

Dio di misericordia

Vedrai, sarai contento,

Dio di misericordia

Vedrai sarai contento.

Egli continuerĂ  a vivere nei cuori di chi lo ha conosciuto e nella realtĂ  magica dell’amore. VivrĂ  per sempre negli spazi profumati della eternitĂ , come ebbe a dire Fernanda Pivano per De Andrè, dove si raccolgono gli inermi eroi della pace e dell’amore.                                                                              

Beniamino Iasiello 

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