La “Viva Voce” di De Gregori

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benjaminL’uscita del doppio CD di Francesco De Gregori mi dĂ  la possibilitĂ  di ritornare alle origini. La rubrica di Benjamin nacque per seguire i sentieri delle note musicali, delle passioni e dei ricordi. Ebbene De Gregori mi permette di coniugarli insieme questi momenti perchĂ© la passione per De Gregori è sostanziata di ricordi per le tante  note e versi che il “Principe”ci ha regalato in oltre quaranta anni di carriera. E, in questa doppio, Viva voce, ripropone 28 canzoni, alcune famose, qualche altra di meno, ma qui non ci sono canzoni maggiori o  minori perchĂ© … c’è dentro la mia vita.  Generale o un Guanto,  brano meno conosciuto, dice il cantautore, hanno pari dignitĂ  in un doppio CD che sognavo da tanti anni.

 

De Gregori ha riproposto il meglio della sua produzione: Alice La Storia, Buonanotte Fiorellino, La Donna Cannone( cantata insieme con Ligabue),Rimmel, Generale, Titanic, Gambadilegna a Parigi( sempre bellissima)i, Vai in Africa Celestino, Cardiologia e tante altre.  In “Santa Lucia” , alla fine, ha inserito il riff di “Come è profondo il mare “di Lucio Dalla, mentre non manca un riferimento a Bob Dylan( una versione di “Fiorellino sul blues di Rainy Day Women”)  e di  una cover, “Il Futuro” di Leonard Cohen, il poeta – cantautore di fama internazionale, di cui Fabrizio De Andrè tradusse e cantò due stupende canzoni: “Susan” e “Nancy”.

 Ma, De Gregori ha sempre la capacitĂ  di spiazzare i suoi fans, infatti ha inciso 28 canzoni con nuovi arrangiamenti. In veritĂ , è una polemica vecchia quella che vede contro De Gregori e i suoi fans per il vezzo che ha, durante i concerti, di cantare versioni diverse dalle originali,   perchĂ©  ritiene di non essere un replicante che deve cantare e suonare sempre allo stesso modo.  La musica è improvvisazione, dice il cantautore,  e se “non consente al pubblico di cantare ma chi se ne frega”.

Non so se in questa polemica de Gregori abbia ragione, ma gli appassionati, secondo me, ne hanno da vendere, perchĂ© il biglietto che pagano è per ascoltare un classico che , come tutti i classici, non può essere diverso da quello che è: la versione(in questo caso l’interpretazione)  Ă¨ unica. Se poi De Gregori ha cambiato modo di fare musica … perchĂ© pioggia e vento cambiano la faccia … ebbene, vuol dire che esprimerĂ  questi nuovi ritmi, questa nuova sensibilitĂ  nelle nuove melodie a cui, certamente, si starĂ  dedicando.

Il “chi se ne frega”, in veritĂ , sa un po’ di arroganza e superbia intellettuale perchĂ© se gli anni, giustamente, lo hanno cambiato è anche vero che anche  i fans, insieme con lui, sono diventati diversi in questi quaranta anni. Hanno i capelli brizzolati o del tutto bianchi, però vanno al concerto o comprano i suoi dischi perchĂ© sono legati a quel  â€śGenerale” a quel “Buffalo Bill” e non ad accordi musicali e modulazioni vocali sempre diversi.

L’identico, diceva qualche filosofo, è la “quiete della morte” e in ciò, forse, il cantautore ha ragione, ma,  in una societĂ  “liquida”, dove il tempo ha subito una forte accelerazione e tutto scorre velocemente,  per lo meno De Gregori, con le sue canzoni, di cui ci innamorammo qualche tempo fa(!), ci regali l’illusione di poter fissare nell’istante un frammento della nostra storia individuale e collettiva.  SarĂ  nostalgia di un tempo, di un’etĂ  felice e triste;  ma si paga il biglietto o si compra il CD anche per questo!

                                                                                                             

Beniamino  Iasiello

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