La Chiesa di Ceppaloni e il Fascismo (2)

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benjaminCome  ho scritto, precedentemente, don Pietro Rossi, parroco di Ceppaloni, per essersi rifiutato di comunicare  dall’altare il proclama del Commissario prefettizio, cav. Giuseppe Rosa, fu ammonito dal vescovo di Benevento Agostino Mancinelli.

Che però, nel rispondere ufficialmente al Commissario, ricordò che se il parroco aveva… mescolato una questione locale con un problema nazionale, è anche vero che la Chiesa non poteva essere considerata megafono  per  avvisi prettamente civili per i quali il Commissario poteva servirsi dell’albo comunale, di manifesti murali o di altri mezzi di comunicazione.   

 

Non tutti gli avvisi, continuava il Vescovo, possono essere letti in Chiesa, altrimenti al sacerdote non resterebbe il tempo necessario   per la predicazione e per gli avvisi parrocchiali.

Ora, non si può negare, scrive il vescovo,  che il secondo e terzo punto riguardavano  questioni connesse all’asilo infantile e che niente avevano a che fare con le istruzioni emanate dalla chiesa; ma, e lancia il suo j’accuse,  …   chi è responsabile dell’attuale deplorevole stato dell’asilo se non l’attuale Commissario prefettizio che ha licenziato le suore, ha permesso ad una maestra laica di  â€śconsumare” tutto l’arredamento dell’Asilo, abbandono della chiesa al cui mantenimento è obbligato, tanto che i vetri delle finestre sono tutti rotti. Questo stato di cose ha creato nella popolazione diffidenza e disistima verso l’Opera  asilo infantile. A Ceppaloni si è creata una condizione difficilmente sanabile, mentre lo spirito della popolazione rimane contraria.  

Come si vede, si era creata una situazione esplosiva all’interno del paese tra il potere civile e quello religioso;  la popolazione era schierata con don Pietro Rossi, d’altra parte, viste le condizioni nelle quali l’asilo versava, minacciare le mamme perchĂ© accompagnassero i propri figli all’asilo era assolutamente ridicolo. Inoltre, credo che il riferimento alle dicerie e maldicenze stupide voci degli antifascisti  non fu felice, perchĂ© quelle …. stupide voci da buffoni e malevoli … mai furono piĂą vere, avendo trovato la loro conferma nella parola del Vescovo che concluse:          

E’ opportuno che il Commissario Prefettizio si astenga dal chiedere pubblicitĂ  dall’altare di quanto riguarda l’asilo. Questo è quanto ho ricavato dall’incidente che per quanto riguarda la  prima parte non dovrò piĂą rinnovarsi.  

La Chiesa, quindi, era pronta a fare il proprio dovere tute la volte che la Patria lo richiedeva, ma non poteva docilmente obbedire all’autoritĂ  civile. Furono rapporti tesi quelli tra la Chiesa e il fascismo che, però, sembravano  riguardare non tanto diverse posizioni politiche, quanto la contrapposizione  tra il parroco ed il commissario prefettizio dovuta a situazioni contingenti della vita del paese.

D’altra parte, chi furono e quanti furono gli antifascisti di Ceppaloni?  L’esame dei documenti disponibili, permette di capire che l’unico antifascista del paese fosse il sig. Serafino Barone; infatti  in un esposto del 30 Dicembre 1944, firmato da oltre cento persone e inviato al Prefetto di Benevento, l’Italia del Sud era giĂ  stata liberata dalle forze alleate, la prima firma è di … Barone Serafino, ammonito e perseguito politico.  E, in effetti, c’è chi ricorda ancora  che davvero  fora a teglia  era l’unico a (s)parlare del regime, per cui i RR CC , alcune volte,  lo prelevavano dalla sua casa e per qualche notte lo tenevano “al fresco” nella cella della caserma del paese.

Beniamino Iasiello

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