Ceppaloni nel Risorgimento italiano

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benjaminLa famiglia Parenti, nell’Ottocento, viveva a Ceppaloni nel palazzo che si trova ancora in via Piazzetella.   L’intero abitato, composto di 22 stanze, un cortile interno ed un giardino, apparteneva alla famiglia Parenti che a S. Croce era proprietaria anche del suffeudo  â€śdue Torri”. Dal ”Catasto onciario” del 1753 risulta che deteneva  una ricchezza che ammontava ad oltre 800 ducati.

 

 Politicamente si differenziava dalle altre poche famiglie che detenevano il potere  nel paese, infatti, mentre le famiglie Sellitti, Iannotti, Francione tendevano alla conservazione dello “ status quo”, la famiglia Parenti viveva  tutte le contraddizioni del suo tempo, perchĂ© fondamentalmente  di idee repubblicane come testimoniano alcuni documenti :

“Don Francesco Parenti  si è trovato sempre rubricato come liberale, perciò sempre perseguitato, sorvegliato, diligenziato in casa  per affari pubblici”. Nonostante ciò, Giuseppe Parenti fu nominato Sindaco di Ceppaloni  per il triennio 1847 – 1849 da Ferdinando II, Re delle due Sicilie. In questo periodo di grandi fermenti rivoluzionari, le autoritĂ  del Principato Ultra, per fondati sospetti, decisero di sciogliere la Guardia Nazionale di Ceppaloni, oltre quella di S. Martino V.C.,  Pannarano e Roccabascerana,  perchĂ© ritenuta troppo vicina al Sindaco.

 Il colonnello, Conte Scotti, nel ricostituire la nuova G. N. arruolò militi che sfuggivano al controllo del Parenti che, perciò,  creò grandi difficoltĂ  all’ufficiale  perchĂ©  non volle firmare, per l’approvazione, l’elenco della nuova Guardia  Nazionale … “permettendosi, scrive il colonnello, anche alcune impertinenze perchĂ© non venivano ammesse persone sue ligie.”

Tale gesto di insubordinazione, però, gli costò caro perchĂ©, il Conte Scotti, informato che il primo cittadino del Comune di Ceppaloni aveva una corrispondenza segreta con alcune persone di  Benevento,  dispose una perquisizione nella sua casa dove vennero trovati “ un bastone armato e diverse carte di dubbia interpretazione”. Immediatamente l’autoritĂ  provinciale sospese il Sindaco, anche perchĂ© era considerato uno di coloro che si riteneva avesse fatto parte della “Setta dell’UnitĂ  Italiana” che era operante nei Comuni di Pannarano, Roccabascerana, Arpaise e Ceppaloni … “i piĂą attendibili soggetti sono in Ceppaloni 1) don Francesco Antonio, Don Onofrio e Don Giuseppe Parenti”.

 Inoltre, la famiglia venne accusata, insieme con altri individui di cui non sono specificati i nominativi, di cospirazione  contro la sicurezza interna dello Stato per “tramutare la forma di governo in quella di repubblica”. Infatti, ad Avellino, erano convinti che nella Provincia fossero state organizzate “ forti cospirazioni, alimentate da un’indomita febbre di radicali mutamenti politici e tenuta dal vincolo di segreto e di una di esse si fa esplicitamente il nome: La Setta degli Unitari Italiani, riforma della Carboneria e della Giovane Italia.

In seguito a questi fatti,  la Gran Corte Criminale,   ordinò di “spedirsi mandato di arresto contro  Don Francesco e Don Giuseppe e si riserbò la domanda di giustizia per D. Onofrio Parenti”. In questi anni, come risulta da un certificato rilasciato dal Municipio di Ceppaloni,  10 Febbraio 1861, i fratelli Onofrio, Francesco, Giuseppe e l’arciprete Carlo Parenti “sono  sottomandato e latitanti per circa tre anni per imputazione politiche dopo del 1848”.  

 Ma la famiglia Parenti partecipò attivamente anche alle insurrezioni che portarono alla fine del Regno dei Borbone. Infatti, nella  â€śMonografia storica su Altavilla Irpina” di Michele Severini, si trova scritto che all’alba del 3 Settembre del 1860 una  colonna, formatasi ad Altavilla Irpina,  mosse alla volta di Ariano, passando per Montefusco, per   portare aiuto al comitato insurrezionale, il cui presidente,  Lorenzo De Conciliis, si era giĂ  recato ad Ariano per proclamare il governo provvisorio. A Montefusco, a questa colonna si unirono   altri liberali , fra cui “Francescantonio Parenti che montava una cavalla avente addosso una bisaccia e alcune vettovaglie”.

 In un  documento rilasciato dal Comune di Ceppaloni, 10 febbraio 1861, traspare la grande considerazione in cui era tenuta la famiglia Parenti nel paese, infatti,  il Decurionato affermava che “tanto nel 1848 che al presente, i detti  fratelli Parenti, stando nelle cariche di Amministrazione Comunale hanno reso infiniti servigi, vantaggi ed utilitĂ  al pubblico, e di fatto solo nel tempo che questi hanno amministrato non si sono commessi furti e misfatti, ci costa alla pari che  i medesimi hanno contribuito grandemente per la causa nazionale”.  

E che i fatti fossero andati proprio così fu attestato anche dai Senatori del Regno d’Italia  Giuseppe Capone e Lorenzo de Conciliis che erano stati rispettivamente Presidente e Segretario del Governo provvisorio Irpino durante l’insurrezione della Provincia del Principato Ultra. Essi sottoscrissero che la famiglia Parenti aveva sempre nutrito sentimenti liberali per i quali, dopo le vicende del 48, soffrì persecuzioni e processi, e che  anche  â€śnell’ultimo movimento liberale della Provincia , il sig. Parenti suddetto ( Francescantonio) prese le armi per la causa della libertĂ  e concorse con altri mezzi alla buona riuscita della stessa”.

In effetti, già da qualche tempo,sul nostro territorio, si erano formate bande insurrezionali in appoggio al movimento unitario italiano e già qualche famiglia importante, i Sellitti di Ceppaloni, si era avvicinata ai “Parenti”, perché aveva fiutato che il vento oramai andava in direzione ostinata e contraria a quello dei Borbone. Una certificazione sottoscritta il 30 Dicembre del 1860 dal Sindaco Parenti affermava che già dal

 â€ś2 Settembre i ceppalonesi erano insorti, in difesa della causa nazionale, con le armi insieme ad altri dei Comuni vicini onde unire questa Provincia di Avellino insieme alle altre d’Italia sotto lo scettro costituzionale di Vittorio Emanuele”. Tutti  furono mantenuti a spese del Signor Parenti Francesco,  Sellitti Don Giovanni ed altri per molto tempo,  cioè dal momento della insurrezione fino a che non fu ordinato dal Governatore della Provincia di far ritirare gli insorti che avevano concorso  â€śa frenare la reazione in Montemiletto, Ariano e Ceppaloni”.

Dall’esame dei documenti risulta che Giuseppe Parenti fu Sindaco del Comune di Ceppaloni, nominato da Ferdinando II, dal 1847 al 1849, ma fu anche il primo Sindaco del Regno d’Italia nominato dal Re  Francesco II( !!!). Sembra impossibile, eppure credo di poter affermare che avvenne proprio così. Quando Francesco II, con molto ritardo, cercò di salvare il proprio  Regno,  richiamò quale primo ministro  Carlo Filangieri ( 8 giugno 1859, 10 marzo 1860) Principe di Satriano e proclamò la Costituzione ( luglio 1860); questa svolta, che scontentò tutti, comportò, certamente, anche nelle amministrazioni periferiche un rinnovamento che portò  a nominare  rappresentanti piĂą vicino al popolo e che maggiormente avvertivano il cambiamento   impresso dagli avvenimenti al corso della storia. Per cui Giuseppe Parenti fu nominato Sindaco di Ceppaloni  con decreto regio di Francesco II, Re delle due Sicilie,  il  4 agosto 1860. Chiaramente,  fu riconfermato, dopo pochi mesi, anche dal Re Vittorio Emanuele che non poteva augurarsi miglior Sindaco per la comunitĂ .

 Il suo primo atto  fu quello di chiedere che il Comune di Ceppaloni ( facente parte della Provincia di Avellino), fosse accorpato nella nuova Provincia di Benevento che si era appena costituita. Giuseppe Parenti fu Sindaco dal 1860  al 1863 e dal 1867 al 1870,  contemporaneamente il fratello Onofrio  fu eletto Consigliere Provinciale in rappresentanza del Comune di Ceppaloni e di Arpaise, mentre Francescantonio,  con decreto del 13 agosto 1860, fu eletto Capo compagnia della Guardia Nazionale.

 Ringrazio il signor Giuseppe Parenti, un discendente del primo Sindaco post-unitario di Ceppaloni, per  avermi  dato la possibilitĂ  di esaminare  alcuni documenti, gelosamente custoditi, risalenti all’Ottocento, che mi hanno permesso di riportare alla luce una bella pagina di storia del Comune di Ceppaloni e di  salvare dalla “damnatio memoriae” una famiglia che fu  grande  protagonista degli avvenimenti della vita del nostro paese.

Beniamino Iasiello

P S

Il suddetto articolo è stato pubblicato nella pagina culturale de “ Il Sannio Quotidiano” il 23 Febbraio  c. m. col titolo: La Famiglia Parenti - Essere repubblicani a Ceppaloni

Sono grato all’amico Giuseppe Rossi per l’attenzione con cui segue le mie note e per i suggerimenti dati che aprono nuove finestre a chi è interessato a capire le dinamiche dei processi sociali, politici ed economici del passato in relazione al presente.

Commenti   

 
0 #1 RE: Ceppaloni nel Risorgimento italianoAlfredo Rossi 2014-02-28 19:27
Complimenti Beniamino, per l'interessante articolo che aggiunge un'ulteriore e importante tassello alla Storia della nostra ComunitĂ . Un affettuoso saluto.
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