Mai piĂą

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benjaminHo sempre affermato che non bisogna dimenticare e che bisogna preservare dalla “Damnatio Memoriae” quello che è stato definito come  l’Evento, cioè l’Olocausto;senza per questo dimenticare le altre immani tragedie che nel passato hanno sconvolto l’umanitĂ .

MAI PIU’!  

Va scandito in maniera forte e convinta, dovrĂ  succedere che l’uomo diventi belva per l’altro uomo.

 

 

 

Le buone intenzioni( di cui è lastricata la strada per l’Inferno) bastano perchĂ© la barbarie scompaia dal mondo umano? Credo di no. Soluzioni? Non saprei. Il rischio, però, è che la ripetitivitĂ  della celebrazione possa assumere, una volta scomparsi gli ultimi testimoni di quell’orrore, il linguaggio di una vuota retorica che apre all’indifferenza e all’oblio.  

Anche  perchĂ© sembra che l’uomo dalla storia non impari mai niente, se, ancora oggi, davanti alla tragedia che si sta consumando in Siria, l’ultima in ordine di tempo, le grandi potenze, chiuse nella difesa dei loro interessi, preferiscono indire conferenze che non servono certamente a chi è morto o sta morendo per fame o di chi vive giorno per giorno la propria morte. E l’ONU? Bene farebbero a chiudere questo organismo che sta mostrando, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, tutta la sua inutilitĂ .

Non dimenticare!

Ma come è possibile se l’anestesia dei sentimenti Ă¨ totale e sembra essere diventata irreversibile. Provate a guardare la foto (cliccare quidi questa ragazza,  Ă¨ una immagine che potrebbe creare eventuale disagio, e consideratse questa è una bambina.  Si chiamava Israa Masri , filmata pochi minuti prima che morisse nel campo di Yarzuk meno di due settimane faStupore,  dolore, incredulitĂ , rabbia, sono i sentimenti che agitano il nostro essere, ma, per i potenti del mondo, tutto ciò chenon rientra nel loro ordine del mondo non è altro che un “ accidente” della storia.

Se così è, allora bisogna temere che tutto possa ritornare e che, anzi, molto giĂ  fa parte della nostra memoria post – Auschwitz:  bomba atomica, armi chimiche, il genocidio in Rwanda, la pulizia etnica in Darfur, in Bosnia(come dimenticarel’eccidio di Srebrenica) l’Holodomor in Ucraina, dove morirono oltre tre milioni di persone, fosse comuni con migliaia e migliaia di morti sconosciuti. Per caritĂ , nonvoglio assolutamente paragonare tutto ciò con le atrocitĂ  e con la filosofia sottesa alla “Shoah” che resta l’Evento per antonomasia. Semplicemente voglio dire che l’uomo facilmente è portato a dimenticare piuttosto che a ricordare, ragion per cui Ă¨ necessario fortificare le difese sempre di piĂą se non si vuole che indifferenza e tesi negazioniste dell’Olocausto abbiano il sopravventsul ricordo di una memoria che tende a diventare sempre piĂą flebile e lontana.  

 

Beniamino Iasiello

 

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