“Note”… politiche

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 (2 Votes)
“Note”… politiche 5.0 out of 5 based on 2 votes.

benjaminCon Little Tony,Jimmy Fontana, Franco Califano, Enzo Iannacci, ma già l’anno scorso con Lucio Dalla e molto prima con Fabrizio De André, Giorgio Gaber, sono, certamente, scomparsi cantanti che hanno segnato un tempo importante della biografia di tanta gente della mia generazione e della storia del Paese. Erano gli anni sessanta, mitici perché mi rimandano agli anni della adolescenza, anni belli, spensierati di quando il paese era pieno di vita e si pensava che “nel mondo che gira(va)”sarebbe arrivato anche il momento in cui , con un balzo, saremmo riusciti a prendere a volo questa immensa giostra per incominciare il grande giro della vita.

 

Molti furono portati lontano, altri restarono qui nel paese: chi portò con sé l’immagine di un paese, che è rimasto nei loro cuori, ma che, oggi, non esiste più, altri cercarono di dare impulso ad una realtà fortemente ancorata ai vecchi valori e impermeabile a qualsiasi tentativo di cambiamento. Erano gli anni sessanta, anni di passione, entusiasmo, di lotta per un rinnovamento globale del paese, erano gli anni, in Italia, in cui, nel panorama musicale, nasceva la mitica scuola dei cantautori, ma conquistavano la ribalta nazionale prepotentemente cantanti come Celentano, Adamo, Peppino di Capri, Peppino Gagliardi, Rita Pavone, Fred Bongusto, Gianni Morandi, Nico Fidenco, Don Backy e tanti altri che con le loro canzoni arrivavano “veloci alla mente e al cuore” della gente. Jimmy Fontana è ricordato soprattutto per “ Il Mondo”, canzone splendida che nasce da pochi e semplici accordi musicali, arrangiati magnificamente da Ennio Morricone,e “ Paese mio”, cantato dal complesso de “ I Ricchi e Poveri, che fu un successo internazionale. Il “Cuore Matto” di Little Tony continua ancora a battere attraverso le sue canzoni: come dimenticare “Riderà” un grandissimo successo del 1967 nato dall’incontro con un grande cantautore , Gianni Meccia, che aveva al suo attivo canzoni come “ Il Barattolo e il Pullover” ed era stato anche coautore de “ Il Mondo” cantato da Fontana. Gli anni sessanta prepararono grandi trasformazioni politiche, sociali, ma furono anni anche di grande tensione sociale e politica che videro, 12 dicembre 1969, l’inizio della strategia stragista(cinque attentati terroristici tra Roma e Milano) con lo scoppio di una bomba all’interno della “Banca dell’Agricoltura” di Milano che causò la morte di 17 persone e il fermento di circa cento; ma soprattutto operarono una rivoluzione totale dei “costumi”. A Ceppaloni come vivemmo quel tempo? Credo che non vi fu nessun grande fermento, pochi giovani cercarono di movimentare la vita del paese, dare un orizzonte più largo, ma con scarsi risultati. La tradizione era forte e dura da combattere anche se , ogni tanto, qualche crepa si riusciva anche a crearla. Gli anni sessanta, politicamente, non nacquero, però, sotto i migliori auspici, infatti, il 2 Agosto del 1961 i probiviri della DC espellevano dal partito il Sindaco ed alcuni consiglieri perché colpevoli di aver siglato un accordo con il PSDI, non autorizzato dalla segreteria DC provinciale. Mentre il 7 luglio del 1962 il giudice istruttore di Benevento dichiarò di doversi procedere contro alcuni consiglieri di Ceppaloni che erano stati accusati di essersi appropriati di una somma di danaro(trentamila lire) illecitamente.il Consiglio Comunale li aveva già dichiarati decaduti dalla carica di consigliere. L’Amministrazione, pur tra divisioni e incomprensioni, creò i presupposti per la costruzione degli edifici scolastici in tutto il Comune, per la discussione dei vari piani di zona, per strade di collegamento con Trocchia, Petrara,Penni,Venaglie,Iasielli; inoltre, vi fu la richiesta di un mutuo di 30.000.000 milioni per la costruzione di una scuola industriale agraria femminile nel capoluogo e di 9.000.000 milioni per la scuola elementare in località Manni. Nelle elezioni del 6 novembre 1960 furono eletti consiglieri:Barone Domenico, Bosco Antonio, Catalano Ennio, Facchiano Ferdinando, Iasiello Enrico, Felice Lizza, Secondino Lizza, Domenico Manno, Mignone Arturo, Michele Moretti, Gennaro Parente, Vincenzo Parente, Simone Porcaro, Mattia Rosa, Domenico Rossi, Giuseppe Simeone, Barone Costanzo, Giovanni Testa, Erennio Parente, Mazzone Antonio. Il Sindaco fu il prof Domenico Rossi, mentre la giunta fu composta da: Barone Domenico, Bosco Antonio, Ennio Catalano e Ferdinando Facchiano. Assessori supplenti furono nominati: Mignone Arturo e Gennaro Parente Tra alterne vicende, l’Amministrazione completò la legislatura e nell’elezioni del 22 novembre 1964 per la prima volta una compagine socialdemocratica scese in lizza contro la DC.Le elezioni furono vinte dalla DC che elesse Sindaco Osvaldo Parente, maIl più votato fu il consigliere di minoranza rag. Carmine Rossi che con 477 voti diventò assessore anziano( un po’ come l’attuale Presidente del Consiglio Comunale) e che, nelle elezioni amministrative del 1970, diventerà sindaco di Ceppaloni. A dimostrazione che, anche se lentamente, pure nel nostro paese“Il mondo gira(va) negli spazi senza fine” che, però, nel Comune erano ancora molto angusti,racchiusi, politicamente tra due forze totalizzanti: la Democrazia cristiana di matrice dorotea e il Partito Social democratico che a livello nazionale era un’appendice della DC. Per quanto riguarda l’evoluzione dei costumi e la possibilità di una stratificazione sociale percepita diversamente dal passato, bisognerà attendere ancora molto tempo perché la fitta nebbia iniziasse un po’ alla volta a diradarsi. Nella legislatura dal 1964 al 1970 non si riscontra niente di particolare, al di là dell’impossibilità del Comune di installare tre fontanini di cui uno a Portanovella, un altro nelle vicinanze del Castello ed un altro in località Lizzi( mancanza assoluta di danaro!). Il consiglio del 22 maggio 1965 commemorò la scomparsa del geometra Cavaliere Costanzo Barone, già Sindaco del Comune, Consigliere Provinciale e certamente un protagonista della vita politica del Comune. Con la proposta di legge 2169, in discussione al parlamento, Tufara Valle chiese di costituirsi come Comune autonomo; l’intervento nel consiglio comunale del 14 aprile 1966, dell’ assessore Bosco Antonio è importante perché fa cogliere, oltre l’endemica depressione economica in cui versava il Comune, come già allora Tufara Valle era una zona a forte potenziale industriale: considerato che il Comune di Ceppaloni, già economicamente depresso, verrebbe a dissanguarsi ulteriormente con la perdita dei migliori terreni e delle uniche industrie esistenti , tanto da compromettere la propria autonomia. Rilevato che le aziende industriali e commerciali , in continuo sviluppo, sorte nell’abitato di Tufara situate lungo la statale n.7 possono da sole garantire la vita di un piccolo comune. Atteso che gli inconvenienti cui abitualmente sono soggetti i cittadini della frazione Tufara appartenenti a 5 comuni e due province possono essere facilmente eliminati o costituendo nuovo comune senza retroterra o più economicamente, aggregando al viciniore comune di Montesarchio l’intero centro abitato di Tufara ove si possono istituire uffici comunali distaccati indispensabili, evitando così le rilevanti spese alle quali tutti i comuni vanno incontro per garantire i servizi pubblici. Fa VOTI affinché la proposta di legge n. 2619 venga opportunamente emendata ai fini delle precedenti considerazioni al fine di non compromettere la stessa esistenza del comune di Ceppaloni. E’ da ricordare che già nel febbraio del 1962, la camera dei deputati, su proposta n. 3952 dell’onorevole Francesco Cacciatore, socialista di Mercato San Severino, discusse dell’identico problema rispondendo negativamente alle aspettative degli abitanti di Tufara Valle che, ancora oggi, fanno parte di cinque comuni ( Ceppaloni, Roccabascerana, S. Martino Valle Caudina, Apollosa, Montesarchio) e due province( Benevento e Avellino). Beniamino Iasiello

Sei qui: Home La rubrica di Benjamin “Note”… politiche
Find us on Facebook
Follow Us