L'Olocausto (quasi) dimenticato

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benjaminAuschwitz,Buchenwald, Dachau, Mauthausen: sono diventati nomi tristemente famosi perchĂ© sembrò che, per milioni di persone, Dio fosse scomparso dal loro orizzonte e dalla storia . Molti hanno sostenuto  che se Dio davvero esistesse non avrebbe dovuto permettere le efferatezze che si consumarono in quei lager nazisti, se invece, pur essendo presente ,non riuscì ad evitare quell’immane inferno sulla terra, allora vuol dire che Gli manca  un  attributo fondamentale per poter essere Dio: l’Onnipotenza.

 

 

Senza voler addentrarmi in problemi complessi di natura teologica, mi preme dire, questo anno, che insieme con gli ebrei  ci furono altri popoli e comunitĂ  coinvolti nella pazzia hitlerina della razza ariana, di cui, forse, si parla di meno. E’ la popolazione dei diversi: Gli zingari(Rom, Sinti, kale, romanichals)omosessuali  passati anche loro per il camino. Come gli ebrei erano riconoscibili per  un triangolo di stoffa gialla cucito sul vestito, così gli zingari )(Rom, Sinti avevano un triangolo marrone e gli omosessuali uno rosa, nero, invece era per gli asociali e rosso per i prigionieri politici. La percentuale di omosessuali che non tornò mai piĂą dai campi di concentramento sfiorò il 62%, così come alta fu quella  dei rom e dei Sinti. Sarebbe troppo lungo voler narrare la loro storia, qui basta ricordare che l’olocausto  dei Rom e dei Sinti,è conosciuto come “Porraimos”, che significa “ Distruzione, Divoramento”, nel quale furono sterminati oltre 500.000 persone. Alcuni parlano  di una cifra vicino ai due milioni.  E' un “Olocausto” che passa  quasi sempre sotto silenzio e che, forse, nemmeno i libri di storia riportano. Le comunitĂ  romanès  sono popoli nomadi e molto antichi  della cui cultura ancora si discute, ma certamente non hanno mai rinunciato  al nomadismo e a quelli che sono i fondamenti della loro cultura: la libertĂ  e il movimento( dromomania). Ad Auschwitz fu istituito tra il 1943 – 1944 una sezione  soltanto per loro e nella notte del primo luglio furono annientati, nelle camere a gas, oltre 4.000 zingari. Anche in Italia, in forme e maniere diverse, vi furono arresti e deportazioni di zingari in Agnone, Boiano, Vinchiaturo, Cosenza. Essendo gli zingari gli ultimi degli ultimi,non potevano non destare l'attenzione di  chi è stato sempre schierato con la sua chitarra,la sua voce, la sua visione del mondo con “i dannati della terra”:  Fabrizio de AndrĂ© che nell'album, prima di morire nel 1997, “ Anime Salve” dedicò una bellissima canzone ai Rom e Sinti dal titolo” Korakhanè( a forza i essere vento)” che era, appunto il nome di una tribĂą di zingari per i quali, in uno dei suoi concerti ebbe a dire che, se era vero che gli zingari rubavano perchĂ© non riuscivano a tenere a freno i loro impulsi primari,  però non aveva mai sentito dire che rubavano tramite banca( quanta veritĂ  c'è in queste parole dette  circa venti anni fa, alla luce di quanto oggi sta succedendo!). Fabrizio de AndrĂ© non aveva dimenticato, ma nessuno deve dimenticare perchĂ© RICORdARE è un dovere verso quelli le cui ceneri volano ancora nel vento , verso noi stessi e per i nostri figli e nipoti. Altrimenti, il rischio sarĂ  quello denunciato in una bellissima poesia, di anonimo, ma riportata da Martin Nieòmeller:

Quando sono venuti a prendere gli ebrei

sono rimasto in silenzio perché non ero ebreo

Quando sono venuti a prendere gli omosessuali

sono rimasto in silenzio perché non ero omosessuale

Quando sono venuti a prendere i comunisti

 

sono rimasto in silenzio perchĂ© non ero comunisti 

Quando dono venuti a prendere gli zingari

sono rimasto in silenzio perchĂ© non  ero zingaro

Quando sono venuti a prendere me, non c'era piĂą

nessuno che potesse difendermi.    

 

 Beniamino Iasiello

 

                                           

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