Un “venticello” attraversa il paese …

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Si sa che nei paesi, come cantava Fabrizio De Andre’, “una notizia un po’ originale non ha bisogno di alcun giornale, come una freccia dall’arco scocca corre veloce di bocca in bocca”. Le notizie corrono e più proseguono la loro corsa tanto più assumono connotazioni fantasiose fino a diventare prive di qualsiasi logica, ma più incredibili appaiono e più verosimili vengono considerate. Sembra quasi che la gente abbia bisogno di credere all’irreale per poter continuare a vivere nel reale.
 
 
 
 
Ma si sa, la vita del paese poggia sul sacrosanto diritto di “cronaca” che deriva dal “mos maiorum”che assolutamente non può essere messo in discussione!  Chi non ricorda , nel passato, che “fora a teglia” vi era, in pianta stabile, un”tribunale” formato dagli anziani del paese dal quale nessuno si salvava. Ognuno che passava doveva pagare il proprio tributo, nel senso che diventava soggetto di illazioni, di derisione, ma anche di grandi riconoscimenti e, inoltre,fatto strano, quasi sempre le voci  risultavano essere vicino alla veritĂ !  E da lì partivano e si costruivano le leggende paesane. Chiaramente , non era solo un fatto che riguardava la “teglia” di Ceppaloni, perchĂ© ogni paese aveva la sua “teglia”, la sua piazza da dove partivano voci incontrollate, inventate, ma capaci di assumere parvenza di veritĂ .  Il tempo è passato, la “teglia” ha perso la sua forza propulsiva, di vecchi non se ne vedono quasi piĂą, il “tribunale” è scomparso, ma le voci partono, corrono e si rincorrono allo stesso modo di una volta. Con la differenza che oggi  vi è la piazza telematica e le notizie non hanno piĂą bisogno dell’arco che è stato sostituto da uno strumento elettronico che ha abbattuto tutte le distanze. PerchĂ© questo lungo prologo? PerchĂ© la notizia che corre veloce appartiene a quella categoria di cui parlavo sopra: irreale, infondata, non credibile, eppure fa discutere e c’è giĂ  chi si dice pronto a giurare che oramai i giochi sono fatti e non c’è piĂą niente da fare! Qual è questa notizia?  Pare che le “agenzie di rating” del Comune di Ceppaloni abbiano declassato Ceppaloni – capoluogo, invece delle tre A, sono state date tre C, perchĂ© oramai non piĂą affidabile e incapace di onorare i suoi impegni, allora meglio sbarazzarsene! Come?, Ma è facile, dicono le voci,alle prossime elezioni amministrative, S. Giovanni e Beltiglio formeranno una lista composta solamente dai “naturali” di queste due frazioni, perchĂ©, pensano,  le elezioni possono essere vinte anche senza il Capoluogo, però  Ceppaloni , finalmente, capirĂ , se ancora ce ne fosse bisogno, di essere diventato periferia.  In tal modo, l’asse politico sarebbe completamente spostato  e chissĂ  che, un po’ alla volta, continuano insistenti le voci, non riescano  davvero a coronare quel sogno scissionista che sia S. Giovanni che Beltiglio accarezzano da prima  dell’UnitĂ  d’Italia. Si capisce subito che è una bufala, ma se molti la ritengono attendibile vuol dire che qualcosa non funziona correttamente nella dialettica interfrazionale. Salvo non pensare che giĂ  siano iniziate, con oltre un anno di anticipo, le manovre di posizionamento per le prossime elezioni amministrative. Così come, al proposito, l’anno scorso, ha tenuto banco la voce che la “ Signora “ avrebbe posto  la propria candidatura a Sindaco, una voce che  subito ha scatenato, all’interno del Comune, supposizioni e ipotesi le piĂą strane,si sono formati schieramenti, alcuni hanno visto vacillare posizioni acquisite e allontanavano i fantasmi affermando che la voce era assolutamente inconsistente,chi, invece, discuteva della positivitĂ  della notizia. Poi così come era nata,la voce, così è morta, almeno per il momento. Ma torniamo al “ venticello” che , adesso, maggiormente ci interessa, davvero è possibile che qualcuno abbia potuto immaginare una cosa del genere? E poi, è possibile realizzare , come direbbe Calderoli,”una porcata” del genere? Che qualcuno l’abbia pensato , è possibile. Che sia possibile come ipotesi, credo di si, che possa realizzarsi, non credo. Sono  assolutamente convinto della  infondatezza di queste voci, però, è giĂ  grave che una ipotesi del genere abbia potuto acquisire lo” status di voce”. Se qualcuno potesse avvalorare questo mio ottimismo, farebbe cosa grata a tutti perchĂ© sono convinto che la forza del nostro Comune consista nel contributo di idee che ogni realtĂ  territoriale riesce a dare e non nella contrapposizione e divisione permanente che giova ai pochi e danneggia i molti: perchĂ© il paese possa essere protagonista di un reale sviluppo, è necessario operare una rivoluzione copernicana nel modo di pensare: non prima le singole realtĂ  territoriali e poi il Comune , ma, prima il Comune di Ceppaloni e poi le singole realtĂ  locali che fanno parte di un disegno complessivo unico, che potrĂ  essere soltanto glocal, visto che la dimensione local ,che è stata, ed è, la vera dannazione di questo Comune, ha frenato lo sviluppo complessivo della comunitĂ . Una  notizia “falsa e tendenziosa”, come tante altre che si rincorreranno fino al momento delle elezioni,che, a volte, rappresentano il sale, quasi necessario(!), per sciogliere (non solo la neve) le tensioni e per trascorrere qualche ora a discutere, ad infervorarsi, a inventare e programmare nuovi scenari amministrativi che puntualmente verranno smentiti dai fatti. Mentre scrivo, la grande nevicata è passata da qualche settimana. Si sono verificati i soliti disagi a cui va incontro un paese non abituato a fare i conti con sessanta cm , ed oltre, di neve, anche se bisogna dire che era stata ampiamente annunciata dalle previsioni  meteorologiche e, quindi, qualche cautela in piĂą poteva essere presa.  Cavi telefonici ed elettrici  sono crollati sotto il peso di un  manto bianco e soffice, ma pesantissimo, che, nel volgere di poco tempo, ha messo in ginocchio gran parte del paese.  Personalmente, ho subito, come molti altri, oltre al disagio, danni consistenti alle apparecchiature elettriche ed elettroniche dal  termo camino alla caldaia per riscaldamento piĂą il monitor PC, modem, motore elettrico per il cancello di ingresso “et alia”:tutto da rifare. Per circa due giorni , senza energia elettrica come tante famiglie, addirittura qualche paese è rimasto completamente senza energia per alcuni giorni. E’ vero che erano circa trenta anni che non si verificava una nevicata del genere, ma è pur vero che ogni volta che si presenta qualche evento eccezionale gli Enti pubblici stentano ad assumere il ruolo decisivo che a loro compete (basta ricordare cosa è successo a Roma). Soprattutto perchĂ©, nel tempo bello, non viene fatta nessuna prevenzione dagli Enti preposti siano essi pubblici o privati: da qui, poi , nasce l’eccezionalitĂ .  Per il nostro Comune, ritengo che non tutto sia andato male. Dopo una sbandata iniziale, forse dovuta al fatto che i nostri amministratori non credevano di dover fronteggiare una situazione così difficile, le strade provinciali sono state rese percorribili per quanto bastava, anche se il collegamento Ceppaloni- S. Giovanni è risultato di difficile percorrenza per molti giorni, soprattutto nel doppio senso di marcia. Per  le strade interne del Comune, invece, il discorso va differenziato perchĂ© le posizioni  si diversificano a seconda che il giudizio viene dato dagli abitanti di S. Giovanni,  di Beltiglio o di Ceppaloni , in quanto ogni frazione afferma di essere stata penalizzata rispetto alle altre,anche se voci attendibili tendono ad affermare che, forse, chi ha pagato un prezzo maggiore a questa ondata di maltempo sia stato il capoluogo .  Personalmente, posso semplicemente dire che Sabato, quattro Febbraio,  le autoritĂ  comunali, a partire dal Sindaco, verso le ore 22.00 erano presenti,mentre  un operaio con un apripista cercava di liberare la strada comunale di via Cerze,  ostruita da un enorme ramo di quercia che nel cadere aveva tranciato il filo dell’energia elettrica. Per la ripida discesa di via Cerze, incontrarono grandissime difficoltĂ ,  superate solo con l’aiuto di un residente della zona, Angelo Rosa, che con molto coraggio e determinazione   tagliò il grosso ramo su cui poggiava il cavo elettrico scoperto che avrebbe potuto rivelarsi molto pericoloso. Quindi, sono stati presenti ed operativi, però, vorrei ricordare solo che il centro storico del paese è rimasto completamente isolato per molti giorni con una coltre di neve di oltre 50 cm di neve e, forse, sarebbe bastata  una squadra di spalatori per creare piccoli viottoli percorribili all’interno del paese(come si faceva una volta). Per cui, importante è stata l’opera svolta da una squadra del paese, formatasi autonomamente  che, fornita di pale per la neve, nella mattinata di Sabato,11 Febbraio( ad una settimana dalla prima nevicata), ha creato dei piccoli varchi  rendendo raggiungibile parte del centro storico( cliccare per vedere le fotografie). Ed hanno fatto benissimo,mostrando senso di altruismo e responsabilitĂ , perchĂ©   â€śnon si può sparare sempre sulla Croce Rossa”, a volte, bisogna anche sapersi  comportare  da crocerossine. Positivo, è stata la costituzione di una Task force con a capo il responsabile della protezione civile del Comune, il geometra Clementino Martino, che servendosi del  suo piccolo trattore,per arrivare al Comune, ha cercato di essere sempre presente così come pure i vigili e l’ing. Capo,  (in qualche foto si vede, a sera tardi , la sede del Comune aperta e il Dirigente Claudio Rossi ancora al lavoro).  Molto bisogna,però, ancora fare per alleviare i disagi della popolazione in simili frangenti, e, certamente, questa esperienza servirĂ  ad approntare piani di interventi piĂą specifici e piĂą mirati, perchĂ© dalla loro accuratezza, spesso , può dipendere la vita dei cittadini. Se mi è permesso un suggerimento: l’amministrazione sia inflessibile con chi , lungo le strade del paese non taglia gli alberi o i rami troppo vicini alle strade, perchĂ© proprio la caduta di alberi e grandi rami hanno determinato, in molti casi, gravi danni per la linea telefonica e per l’erogazione dell’energia elettrica, che a sua volta ha comportato anche rilevanti danni economici a molte famiglie del Comune.  La politica è fatta anche( o, forse, soprattutto) di  piccole cose che se trascurate,nel tempo, assumono la violenza di uno tsunami che tutto travolge e porta via. Mentre, una prevenzione costante del territorio, potrĂ  evitare di farci esclamare la prossima volta: è stato un evento eccezionale! E’ vero che la forza della natura diventa incontenibile, ma è pur vero che l’uomo ha l’intelligenza e i mezzi , se approntati in tempo,per limitare i danni.
Beniamino Iasiello
 

 

 

 

 
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