Come eravamo: Intervista a Nicola Nino Rossi 3°

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ninorossiLa storia dei “patti” si intreccia con quelli che furono gli avvenimenti politici che caratterizzarono il biennio che va dal 2000 al 2002 che per te rappresentarono il punto più alto della tua politica, ma che rivelarono anche la fragilità, però, della proposta politica messa in campo. Le elezioni amministrative del 2000 furono l’inizio della fine perché ,da quel momento, dopo un idillio durato troppo poco con i tuoi amici-nemici, le incomprensioni, le lotte all’interno della maggioranza si acuirono al punto tale che portarono la minoranza consiliare e quattro consiglieri della maggioranza
 
 
 
a presentare le dimissioni nelle mani del Segretario del Comune,che determinarono lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale in quanto non vi era piĂą una maggioranza qualificata. Politicamente,infatti, infatti le elezioni amministrative del 2000 crearono qualche problema anche nel tuo elettorato: si materializzò, al momento della formazione delle liste, una alleanza che nessuno avrebbe potuto mai immaginare, in quanto ti trovasti insieme con quelli che nella passata amministrazione erano stati i piĂą feroci oppositori . In politica non bisogna mai meravigliarsi di niente, ma oggettivamente, il nuovo quadro amministrativo che andava delineandosi, destò qualche preoccupazione in chi conosceva uomini e fatti, sulla durata, in caso di vittoria, della stessa maggioranza. Fosse dipeso da me, dice l’ex sindaco, non avrei mai accettato di formare quella lista, se essa non fosse stata il risultato di un accordo avvenuto ad un livello piĂą alto tra l’onorevole Ferdinando Facchiano, Il dott. Mario Cataudo e il giornalista Giovanni De Blasio. Non è secondario,poi, ricordare che tutti i candidati furono d’accordo nell’accettare quell’ accordo di cui il garante, per quanto mi riguardava, era l’ex ministro Ferdinando Facchiano.
Però, quando si fanno alleanze di tal genere, vuol dire che gli interessi da difendere o di cui occuparsi sono davvero forti oppure, più semplicemente,come in quel caso,credo, fu una lotta di potere all’interno dello stesso schieramento D. C., laddove alcuni volevano dimostrare semplicemente all’on Clemente Mastella che essi rappresentavano l’effettivo potere sul territorio e che senza di loro l’on. non avrebbe mai potuto vincere le elezioni?
Un po’ , come sempre succede, dice Rossi, è il figlio che cerca di “uccidere” il padre.
Avresti potuto non accettare quelle condizioni e presentare una tua lista, libera da ogni compromesso.
Forse si, dice Rossi, ma non avrebbe cambiato il corso della nostra storia.
Ma, a mio avviso, fu una occasione mancata perché se tu avessi vinto con una lista libera da condizionamenti, avresti mandato, d’un colpo, al macero la vecchia politica aprendo scenari davvero di rottura e di reale rinnovamento. Non è che fosti sedotto dalla sirena del potere, per cui come tutti i politici non riuscisti più a cogliere il senso reale di quello che stava succedendo? O pensavi di poter imbrigliare i nuovi compagni di strada pur sapendo che mal sopportavano una politica di cui essi non fossero i protagonisti?
Probabilmente ci fu qualche errore di valutazione,ma in ogni caso la maggioranza uscita dalle elezioni del 2003 non era minimamente in discussione anche se interessi particolari di alcuni della maggioranza non sempre coincidevano con quelli del bene pubblico e , forse giocarono un ruolo anche le vecchie contrapposizioni frazionali nel determinare l’agenda dei lavori pubblici a cui dare priorità.
Fino a quel 22 Luglio, giorno in cui i consiglieri di minoranza e i quattro della maggioranza determinarono la tua caduta, non ti eri accorto che qualcosa si era fortemente incrinato all’interno della coalizione?
Col senno di poi tutto diventa di facile comprensione,come tu dici, però credo che il consiglio del dieci Aprile 2002 avrebbe potuto farti capire che le cose stavano pigliando una brutta piega. In quel consiglio bisognava approvare il bilancio di previsione per l’anno 2002, quello pluriennale per il triennio 2002/04 e la relazione previsionale programmatica che, però, non aveva avuto il consenso dell’intera giunta, dove ci furono le astensioni di due assessori, mentre un altro,addirittura, preferì allontanarsi. Per cui la maggioranza si presentò divisa, con proposte diverse da parte di consiglieri ed assessori fino alla dichiarazione ultima fatta dal vicesindaco il quale, pur votando a favore del bilancio di previsione, affermava di prendere atto che all’interno della maggioranza c’era gente che faceva finta di non capire la drammaticità della situazione: “ne prendo atto e mi sento svincolato dal gruppo di cui facevo parte fin dall’inizio della seduta consiliare”. Di fatto, da quel momento la maggioranza non esisteva più e bene aveva detto il consigliere Ottavio Mazzone nel suo intervento quando, con fine humor, definì il documento economico finanziario “ un bilancio crepuscolare… al capolinea, si sa , bisogna scendere, semplicemente perché la corsa è terminata”. Credo che a quel punto si incominciava ad intravvedere il precipizio verso cui velocemente si stava andando. Infatti, da quel C. C. non passarono che pochi mesi e la maggioranza … si dileguò. Quando si ritornò a votare, erano in molti a ritenere che avresti potuto vincere nuovamente le elezioni: avevi una discreta base elettorale, uno zoccolo duro su cui poter contare,lavori pubblici fatti nel Comune per centinaia di migliaia di euro, soprattutto non ti era stato permesso di concludere normalmente la legislatura e queste cose la gente non le dimentica. Ma la discesa in campo di Clemente Mastella incominciò a sollevare più di un dubbio sulla effettiva capacità di tenuta della tua base elettorale. Il ragionamento che molti facevano era molto semplice: se Clemente si è candidato a Sindaco del Comune di Ceppaloni, per la terza volta, vuol dire che non ha contemplato tra le varie possibilità quella di poter perdere le elezioni, perché una sconfitta nel suo paese avrebbe comportato una battuta d’arresto nel suo cammino politico che in quel momento non poteva assolutamente permettersi.
Ritengo che le elezioni amministrative del 2003, dice l’ex Sindaco, rientrarono in un gioco a livello regionale e nazionale dove fui abbandonato dal mio stesso partito, che per non rompere equilibri istituzionali raggiunti e da raggiungere, “regalò” il Comune di Ceppaloni all’onorevole Clemente Mastella. D’altra parte, continua l’ex Sindaco, basta ricordare la dichiarazione che fece il segretario regionale dei D.S., Gianfranco Nappi ,che, se avesse dovuto votare a Ceppaloni, avrebbe votato per Clemente Mastella.
Certamente è una tesi suggestiva che potrebbe avere un fondo di verità. Come spieghi il violento attacco che ti fu rivolto,attraverso interviste rilasciate ai giornali locali, da quelli che fino a poco prima erano nella tua maggioranza?
Al di là della minoranza che faceva il proprio dovere, prosegue Rossi,cioè cercare di essere d’intralcio alla maggioranza e se possibile determinarne la caduta, per i quattro della maggioranza che firmarono le dimissioni, il problema consisteva nel vedere in me l’ostacolo per il raggiungimento di alcuni obiettivi personali ,che niente avevano a che vedere con gli interessi del paese, che io non avrei mai permesso.
Nelle polemiche scatenatesi subito dopo la decadenza dell’Amministrazione, qualche assessore della tua maggioranza, che aveva firmato le dimissioni , in una intervista abbastanza forte parlò di te come il Sindaco” che somigliava sempre più ad un despota che ad un punto di riferimento per noi. Ad esempio,sul Patto territoriale si è presentato con le nomine già in tasca e noi avremmo dovuto assecondare in silenzio i suoi desideri, cosa che sicuramente non poteva starci bene”.
Forse, dice l’ex Sindaco, qualche assessore di allora farebbe bene a ricordare che non riuscì mai a capire che la politica guarda agli interessi comuni e, come tale, io, quale Sindaco, ero tenuto a far rispettare principi elementari di carattere generale che , a volte , potevano cozzare contro interessi particolaristici. Se questo significa essere considerato despota, ebbene si , lo sono stato. Inoltre , voglio ricordare che quell’assessore non portò mai in giunta proposte da discutere e quindi da sottoporre al consiglio comunale e, inoltre partecipò sempre poco alla dialettica politica relativa al paese. In effetti, la verità è che alcuni della maggioranza e l’assessore in questione volevano che gli atti importanti dovessero essere approvati soltanto dalla maggioranza , mentre io volevo che essi passassero attraverso le commissioni consiliari e, per l’approvazione del piano regolatore,ad esempio, io credevo non solo importante il passaggio attraverso la commissione apposita, ma anche un ulteriore passaggio in un consiglio Comunale aperto, laddove i cittadini potessero esprimere liberamente il loro pensiero e dare suggerimenti se era il caso.
Si può dire che contro gli interessi di bottega di alcuni consiglieri e assessori, tu cercasti di salvaguardare il principio democratico del dialogo e del confronto politico?
Certamente fu così.
Ritieni che l’attuale Amministrazione stia ben operando per il paese?
Non sta operando, o meglio è del tutto insufficiente il modo in cui lo sta facendo. D’altra parte molte delle cose che stanno portando avanti appartengono ancora alla programmazione fatta dalla mia amministrazione, inoltre per il centro storico, tolto il castello che non è prerogativa di questa amministrazione che sta semplicemente gestendo la fase esecutiva, bisogna attendere il risultato finale.
Alla domanda se è intenzionato a candidarsi nuovamente alle prossime elezioni amministrative del 2013, risponde affermativamente, e con quali forze politiche e per fare cosa?
Con tutte le forze disponibili sul territorio per portare avanti il progetto iniziato nel 1996 che ritengo ancora fondamentale per lo sviluppo del paese. Eventualmente, però, dovessero esserci nuove forze con un programma politico credibile, sarei disposto a farmi da parte e dare tutto l’aiuto possibile per permettere la nascita di una amministrazione che, nel solco tracciato già nel 1996, riesca effettivamente a creare le basi per una democrazia partecipativa . Viste, però le difficoltà in cui si dibatte la politica del paese, non sarebbe peregrina l’idea di una amministrazione di “salute pubblica” che sola può combattere una battaglia di moralizzazione contro il familismo amorale che caratterizza un po’ le nostre zone e che certamente comporta gravi danni per un corretto funzionamento della democrazia . Oppure, i candidati che parteciperanno alle prossime elezioni sottoscrivano un documento col quale si impegnino a non inserire nelle proprie liste, per una questione di opportunità,chi abbia parenti diretti che lavorano nella struttura comunale.
A me pare che l’opposizione abbia perso molto del suo entusiasmo iniziale. Qual è il tuo pensiero in merito?
Ritengo che il gruppo di minoranza, di cui sono il capogruppo, si sia mosso bene e abbia seguito con attenzione i problemi del paese, anche se bisogna dire che l’ Amministrazione ha frapposto molte difficoltà quando venivano chieste documentazioni specifiche per meglio capire ed approfondire alcuni problemi. Ha posto sempre una specie di veto, non consegnando mai le certificazioni richieste per le quali adducono sempre cavilli per non consegnarle. Eppure una amministrazione che opera in modo corretto non può aver paura di essere trasparente anche attraverso la consegna di documenti che evidenzierebbero la loro rettitudine e moralità Senza contare che quando abbiamo esposto problemi anche attraverso manifesti pubblici, invece di indagini per quello che avevamo denunciato, siamo stati chiamati a giudizio(settembre 2012) quali imputati, perché un assessore si ritenne offeso perché, in un manifesto pubblico del18 gennaio 20) veniva apostrofato come “padre- padrone” . Non perché si abbia paura di recarsi al tribunale, ma è per lo meno strano che mentre noi diventiamo imputati, dei fatti da noi esposti, pare, non si sappia più niente.
Passano altri cinque anni e nelle elezioni del 2008, ancora una volta fosti presente alla competizione elettorale come candidato a Sindaco. Devi ammettere che fu molto difficile formare una lista che riuscisse solo per un momento a far credere nella bontĂ  della proposta politica che portavi avanti. Non sarebbe stato meglio per te, a quel punto desistere e lasciare spazio agli altri permettendo di incominciare a costruire una alternativa, ma soprattutto un nuovo nucleo dirigente?
Probabilmente si, però si correva il rischio di non riuscire a presentare nemmeno la lista, vista la frammentarietà delle altre proposte in campo. Perché le liste dei candidati non si improvvisano all’ultimo momento, ma sono il frutto di una presenza e di un impegno costante nel Comune da parte di chi vuole impegnarsi per migliorare il proprio paese e di una politica di ampio respiro costruita giorno dopo giorno, anno dopo anno a contatto con la gente.
C’è qualcosa che hai fatto e che non rifaresti?
Sono rimaste molte cose che avrei voluto fare, ma non ricordo niente di importante che ho fatto e che oggi non rifarei. Credo di aver lavorato nell’interesse del paese, anteponendo sempre l’interesse generale a quello personale, poi ,chiaramente, si può anche sbagliare nel leggere o nell’interpretare la realtà, ma sempre senza dolo, ecco perché penso di poter essere fiero del mio sindacato perché ho sempre tenuto fede agli impegni presi e non ho mai ingannato gli elettori. Infine, ho cercato in ogni modo di tenere unita la comunità adoperandomi perché si andasse al di là del frazionismo che è sempre deleterio per l’intera comunità che ha bisogno, per essere protagonista di sviluppo e di progresso, dell’apporto tutte le forze politiche, sociali ed economiche presenti sul territorio .
Ringrazio il dott. Nicola Nino Rossi per la disponibilitĂ  mostrata e per aver permesso con il suo aiuto di ricostruire una parte, davvero,molto importante della storia della nostra ComunitĂ .
Riporto le liste elettorali e i relativi risultati delle elezioni amministrative del 2000, 2003 e 2008.
 
Elezioni Comunali del 16 e 17 Aprile 2000
Le liste:
1)UnitĂ  Democratica per il Comune : Voti di lista n. 1464
Candidato a Sindaco: Nicola Nino Rossi
Candidati:
1)Cataudo Claudio – 2) Cataudo Alfredo – 3)De Blasio Ettore Carmelo – 4)Donisi Giuseppe – 5)Imbriani Silvano – 6)Manganiello Alffreo – 7)Mazzone Bruno – 8) Mignone Raffaele - 9)Parente Angelo – 10) Pepicelli Saverio – 11)Porcaro Nicolino – 12)Principe Giovanni – 13)Rossi Leonardo Maria – 14)Sabatino Antonio -15)Tedeschi Costantino – 16)Verrusio Leopoldo

2) Ceppaloni 2000: Voti di lista n. 1117
Candidato a Sindaco Cosimo Barone
Candidati:
1)Mastella Mario Clemente- 2)Barone Enzo – 3)Cavaiuolo Rinaldo – 4) Francesca Erminio – 5) Iannace Paolo – 6) Mazzeo Mario – 7) Mazzone Ottavio – 8) Parente Pasquale – 9)Porcaro Saverio – 10) Principe Gaetano – 11)Pugliese Giovanni – 12)Rossi Clemente – 13)Russo Giuseppe – 14)Russo Pasqualino – 15) Tranfa Concettina – 16) Zerella Tommaso-
Alcuni candidati tradizionalmente schierati sempre con l’on. Mario Clemente Mastella, in questa elezione, si candidarono con la lista del dott. Nicola Nino Rossi determinandone, forse, il successo.
 
Elezioni Comunali del 25 e 26 Maggio 2003 .
Questa elezione anticipata fu determinata dalle dimissioni dei consiglieri di minoranza più quattro , tra consiglieri ed assessori della Maggioranza che, alle ore 13. 50, del 22 Luglio del 2002, presentarono le dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale, scrivendo: I sottoscritti, preso atto della inadeguatezza della attuale conduzione amministrativa, rassegnano, ai sensi del D. Lgs. 18 Agosto 2000,n. 267 e successivi, le dimissioni irrevocabili dalla carica di Consiglieri comunali di Ceppaloni. Seguono le firme dei consiglieri di minoranza : Barone Cosimo ,Cavaiuolo Rinaldo, Mazzone Ottavio,Russo Giuseppe,Tranfa Comncettina – Poi , i quattro consiglieri di maggioranza: Alfredo Cataudo , Leopoldo Verrusio, Bruno Mazzone,Ettore Carmelo Leopoldo De Blasio-
Le liste:
1) “Unità Democratica per il Comune”. Voti di lista n. 1213
Candidato a Sindaco : Nicola Nino Rossi
Candidati:
1)Cataudo Claudio –2) Ermelindo Cavuoto – 3)Giuseppe Cavuoto –4)Elio Graziano Fiorillo – 5)Silvano Imbriani – 6)Giovanni Martino – 7)Raffaele Mignone – 8)Andrea Parente – 9)Angelo Parente –10)Saverio Pepicelli – 11)Stefano Porcaro - 12)Giuseppe Pugliese – 13)Nicola Rosa – 14)Leonardo Maria Rossi –15)Costantino Tedeschi – 16)Manfredi Verrusio .

2)“Ceppaloni al Centro”. Voti di lista n. 1451
Candidato a Sindaco : Mario Clemente Mastella
Candidati:
1) Alfredo Cataudo – 2) Giustino Calabrese – 3)Rinaldo Cavaiuolo –4) Ettore Carmelo Leopoldo De Blasio- 5)Errico De Nicola – 6)Alfonso Di Donato – 7)Giuseppe Fantasia – 8)Bruno Mazzone –9) Ottavio Mazzone –10) Domenico Parente –11) Giuseppe Russo – 12) Carmine Tranfa – 13)Concettina Tranfa – 14)Leopoldo Verrusio – 15)Tommaso Zerella – 16)Maria Zollo-
 
 
Elezioni del 13 e 14 Aprile 2008
Liste:
1)“Uniti per Ceppaloni” - Voti di lista n.1504
Candidato a Sindaco : Claudio Cataudo
Candidati
1)Angela De Luca -2) Emilio Barone -3) Giustino Calabrese .4)Rinaldo Cavaiuolo -5) Ettore Carmelo Leopoldo De Blasio – 6)Sergio De Cuonzo – 7) Giuseppe Fantasia – 8) Bruno Mazzone – 9) Ottavio Mazzone – 10)Aggettino Parente – 11) Angelo Parente – 12) Domenico Parente – 13)Antonio Russo – 14) Giuseppe Russo( detto Geppino) – 15) Evelina Antonietta Testa – 16) Leopoldo Verrusio.

2) “Unità Democratica per il Comune”- Voti di lista n. 1167
Candidato a Sindaco: Nicola Nino Rossi
Candidati:
1)Barone Luca -2) Catalano Angelantonio – 3)De Blasio Marinella – 4)De Petris Emilio – 5)Donisi Massimo – 6) Fiorillo Elio Graziano – 7) Mastella Dorato Mara – 8)Mazzeo Giuseppe – 9)Parente Andrea – 10)Stefania Pepicelli – 11) Nicola Rosa ( detto Nino) – 12) Angelo Rossi – 13)Emiddio Santarcangelo – 14) Giuseppe Silvestri – 15)Costantino Tedeschi – 16) Federico Tranfa
 
 
Beniamino Iasiello
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