Storie del tempo che fu 4°

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benjamin

Dal 29 Gennaio 1959, anno in cui fu approvato il progetto dal Provveditorato alle OO PP di Napoli, bisogna attendere oltre un anno perché la convocazione di un ulteriore Consiglio Comunale per cercare di definire la costruzione dell’edificio a Beltiglio. Infatti, Il 10 Marzo del 1960 si svolgerà  un infuocato consiglio comunale laddove alla fine sarà approvata la proposta Zerella di rispondere al provveditore agli studi che aveva chiesto al Consiglio di indicare delle nuove aree. Su tredici presenti, sei si astennero , sei votarono a favore e uno espresse voto contrario. Il Sindaco avendo chiesto quali erano le aree da sottoporre al Provveditore:1) Chiesa Cataudi, proprietà Giovanni Andrea Testa incluso, 2) Piazza Chiesa- Testi,3) Piazza Chiesa contrada Lenguecane- Zerella-  Il consigliere Facchiano si astenne perché riteneva che il consiglio non poteva ripresentare nuove aree in quanto esse già erano state indicate anni addietro e già il progetto risultava  approvato. Passa ancora un altro anno e, il 27 Gennaio 1961, il Consiglio discusse ancora dell’edificio scolastico da costruire!!


Ma questa volta la convocazione fu imposta dal Prefetto che inviò ,il 17 Gennaio,una nota da leggere nel Consiglio, con la quale tendeva a scindere le sue responsabilità da quelle dell’Amministrazione. La nota nasceva dal disappunto nei confronti della Giunta Comunale che, con deliberazione del 22 Dicembre 1960, aveva richiesto il rilascio del decreto di occupazione d’urgenza delle aree sulle quali doveva sorgere l’edificio ed  intestate a Vincenzo Catalano e Augusto Mazzone. Ma con successiva delibera, nel confermare la richiesta,lamentava che la Prefettura non aveva ancora evasa la pratica. In effetti , la prefettura veniva “accusata” del ritardo, ma Il Prefetto, come si direbbe oggi, non ci st, … a questa erronea affermazione, è necessario, al fine, di ristabilire la verità dei fatti, bisogna ricordare l’iter della pratica, per cui ripercorre molti passaggi che noi già conosciamo , a partire dalla individuazione dell’area Catalani fatta la prima volta. Però , in questa ricostruzione del Prefetto troviamo altri  dettagli non conosciuti, ma interessanti. Per cui conviene seguire il cammino di questa pratica attraverso le parole della nota inviata dal Prefetto: … a questa prefettura furono presentati due esposti, firmati ognuno da centinaia di cittadini. A questo punto si ritenne di sentire anche il Provvedittorato agli studi il quale facendo proprio il parere del Direttore Didattico, suggerì di costruire diversi  edifici scolastici invece che uno più grande: costruzione di cinque aule scolastiche nel centro della frazione Beltiglio in cui potevano affluire 92 alunni di quella località, costruzione di due aule in località Catalani per 27 alunni provenienti da Catalani, Pizzirusso,  Varricchi e Masseria Alfieri. UNA SOLA AULA( il maiuscolo è mio)in zona intermedia tra Ripetelle e Cortoffo per 18 alunni, UN’Aula per S. Angiolillo che poteva raccogliere gli alunni  di quella lontanissima località UN’AULA a Petrara. Era un piano che poteva concepire solo una mente schizofrenica, ed infatti ,esso, successivamente, fu sconfessato dal Provveditorato che insieme col capo del genio civile delimitò altra zona sulla quale avrebbe potuto sorgere l’edificio. Il Consiglio Comunale, il 10 Marzo 1960,segnalò  altre tre aree dove l’edificio avrebbe potuto sorgere che, però, non furono segnalate , per competenza , al genio civile per la scelta …  Inoltre , la S. V. non solo omise di fare quanto avrebbe dovuto, ma sollecitò a più riprese che il genio civile differisse il sopralluogo a dopo le elezioni. Ciò premesso la invito formalmente a convocare il C C entro 10 giorni per dare lettura integrale della presente nonché di eventuali definitive proposte non essendo state ratificate quelle precedenti di giunta n. 144 e n.2. ricordando, in ogni caso, che l’idoneità della scelta dell’area è solo del genio civile. IL Prefetto : Bruschelli. “Nomen omen” affermavano i latini ed effettivamente più categorico e brusco di così il prefetto Bruschelli non poteva essere! Dichiarata aperta la discussione il consigliere Bosco Antonio ritenne che la pratica doveva essere decisa  perché,ormai si stava trascinando da tre anni, ma anche perché l’ing. Progettista aveva  già riscosso 30 milioni(!),ed anche perché erano stati stanziati fondi, dalle autorità superiori, per la costruzione di edifici a Petrara e Trocchia, per cui conclude il Consigliere, si costruisca l’edificio al centro , vicino alla Chiesa , prima che venga ritirato lo stanziamento.  Sostanzialmente le posizioni dei consiglieri, espresse anche in precedenti consigli, non mutarono, per cui si correva il rischio di un impasse che avrebbe potuto bloccare ogni decisione, finché il consigliere Parente Vincenzo non presentò il seguente ordine del giorno: il Consiglio  Comunale di Ceppaloni riunitosi il 27 Gennaio 1961, su invito del Prefetto, atteso che la popolazione di Beltiglio è stata delusa nelle sue legittime aspirazioni per quanto riguarda la costruzione dell’edificio, visto che già dal 1959 ,18 Febbraio, il genio civile aveva inviato l’elenco delle ditte per appaltare i lavori, RITENUTO CHE SUGLI EGOISTI INTERESSI DI PARTE DEVE PREVALERE l’INTERESSE GENERALE( il maiuscolo è sempre mio) il quale reclama che l’opera si realizzi al più presto, richiede il decreto di occupazione d’urgenza per poter procedere alla gara dì appalto(  particelle Bivio Catalani) DELIBERA: 1) di voler costruire l’edificio scolastico nella frazione Beltiglio sulle aree prescelte (Catalano Vincenzo  Giuseppe, Mazzone Augusto fu Angelo, a  suo tempo con verbale del 24 Luglio 1957-   2) d richiedere il decreto di occupazione d’urgenza delle aree, 3)di revocare, ritenendolo giuridicamente  nullo, ed inefficace  ogni atto precedente contrario al tenore della presente, 4) di dare mandato al Sindaco di svolgere tutte le operazioni relative alla occupazione del suolo e alla conseguente espropriazione e di indire subito la gara di appalto. Messe a votazione tutte le proposte, viene approvata quella di    Vincenzo Parente con voti 11 voti favorevoli e 9 contrari Alla fine il buon senso prevalse,e anche se solo per un voto, si sbloccò una situazione che sembrava senza vie d’uscita. Alla luce del poi, ritengo che Il consigliere Ferdinando Facchiano fece bene a non recedere dalla sua posizione che era l’unica lungimirante rispetto al territorio, ma anche rispetto alle altre soluzioni proposte, dettate dall’emotività,in parte e dalle contrapposizioni frazionali e da piccole faide locali.

Beniamino Iasiello

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