Storie del tempo che fu 4°

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benjaminGli anni cinquanta e sessanta del Novecento, sono stati anni in cui i nostri amministratori iniziarono a porre le basi per l’ammodernamento del paese: fognature, strade, scuole, illuminazione esterna. Quante storie sono legate a quel periodo in cui si cercò di venire fuori da una situazione di degrado secolare. La storia che voglio raccontare questa volta, riguarda la costruzione dell’ edificio scolastico di Beltiglio perché attraverso essa possiamo meglio capire come le divisioni , le contrapposizioni , le furbizie degli amministratori abbiano arrecato solo ritardi e disagi ad una  comunità che aveva l’urgenza di incominciare a costruire e ricostruire per programmare il futuro del paese. Prima della costruzione degli edifici scolastici, le aule scolastiche erano delle stanze di appartamenti malandati che il Comune affittava da privati, quindi era giusta la preoccupazione di assicurare alle famiglie e ai bambini un edificio scolastico moderno con tutti i confort. Le basi  per la costruzione dell’edificio di Beltiglio furono poste il 31 Gennaio del  1957, in Giunta Comunale se ne discusse il 26 Settembre del 1956, mentre il Consiglio Comunale approvò il progetto  il 13 Marzo del 1957 e comunicò subito all’ufficio del Genio Civile le tre località tra le quali scegliere l’area su cui costruire il nuovo complesso scolastico. Le tre aree individuate furono: 1)Bivio Catalani - 2) Via Maielli -3) Piazza Chiesa; tra queste, il “Genio Civile” scelse l’area del“Bivio Catalani” non rispondendo le altre due ai requisiti richiesti.

 

IL Consiglio del 27 Agosto 1957 sembrava aver dato il via definitivo alla costruzione dell’edificio, perché i consiglieri dell’opposizione furono soddisfatti della spiegazione che il consigliere Ferdinando Facchiano aveva dato in merito ad alcune questioni relative all’edificio da costruire. Ma, nel consiglio comunale del 28 Novembre, i consiglieri Erennio Parente e Giovannino Zerella si dissero non d’accordo sulla scelte dell’area indicata dal Genio  Civile di Benevento e che l’indicazione non convincesse nemmeno i beltigliesi,o una parte di essi, fu avvalorata da un ricorso che il Sacerdote don Eugenio Catalano inviò alla Prefettura di Benevento . Molti erano convinti che la scelta non rispondesse alle esigenze della popolazione in quanto l’area era troppo periferica rispetto al centro del paese. Vi furono degli incontri tra il sacerdote e gli amministratori della frazione Beltiglio  per individuare una area più rispondente ai desideri dei cittadini e fu convenuto che l’edificio scolastico sarebbe dovuto sorgere alle spalle della Chiesa. Anche il Sindaco , nel ripercorrere tutti i passaggi , Consiglio del 5 Febbraio 1959, fece presente che la scelta dell’area in “Contrada bivio Catalani” era non rispondente alle esigenze della popolazione della frazione Beltiglio, in quanto sita in zona periferica e promise agli esponenti politici ed allo stesso sacerdote  vivo interessamento per  far ritornare nuovamente i funzionari del genio civile così da individuare l’area più idonea e più rispondente ai desideri della popolazione che oramai era ritenuta quella che si trovava  alle spalle della Chiesa Parrocchiale. Dopo circa un mese, a seguito di pressanti richieste, si recarono a Beltiglio il Provveditore agli studi e l’ingegnere capo del Genio Civile,ricorda il Sindaco,prof. Domenico Rossi: fu un Venerdì mattina , era una giornata fredda e piovosa e in Piazza Chiesa, l’ingegnere Giliberti confessò che la scelta dell’area era stata fatta con giusti criteri e che non c’erano motivi efficaci per promuovere una nuova scelta , tanto più che il progetto era già stato presentato ed approvato. La posizione del Provveditore agli studi fu invece più conciliante in quanto disse che invece di un unico edificio si sarebbero potuto costruire 6 aule a Beltiglio e due altri edifici rurali   in contrada Cuonti- Mignoni e l’altro sulla strada provinciale in via Maielli, …  non nascondo, disse il Sindaco che questa soluzione la vedevo positivamente  perché più vantaggiosa anche come programma di realizzazione di opere pubbliche rispetto alla soluzione di un unico edificio ai Catalani. Di ciò fu informato anche il sacerdote, ma, nonostante ciò “calarono”  a Beltiglio ...  S.E.  Vetrone,l’avvocato Guido Delcogliano segretario politico della DC e l’on. Iervolino positamente per  far constatare de visu lo sconcio che si veniva a creare con la costruzione dell’edificio scolastico in Contrada Catalani. Tutti promisero che avrebbero fatto il possibile per riprendere la pratica così da permettere la scelta di una nuova area, ma concretamente niente fu fatto. Il sindaco continua( intanto il Ministero dei LL PP aveva già approvato il progetto),  affermando che con lettera del 29 Gennaio 1959 è pervenuto il decreto da parte del ministero dei LL PP dell’approvazione del progetto e della concessione del contributo :sembra quasi che la pratica del contributo  abbia bruciato le tappe a dispetto di coloro che volevano fermarla, per avviarla su una strada migliore. Comunque egli respinge ogni accusa di responsabilità per la cattiva scelta dell’area e conclude che, allo stato delle cose, non restava altro che …  ringraziare le autorità superiori per aver accolto la voce degli antenati che tanto ardentemente aspirano acché essi ed i loro figli apprendessero i primi insegnamenti della cultura e della educazione in aule igieniche e salubri, per aver concesso all’amministrazione comunale la possibilità di costruire l’edificio scolastico.. Ma è anche doveroso, da parte dell’amministrazione, per accogliere al cento per cento le richieste della popolazione di Beltiglio,fare voti agli organi competenti affinché la costruzione dell’edificio avvenga alle spalle della chiesa e non al bivio Catalani, senza però che l’opera da edificare subisca nessun ritardo (è il caso di dire che non era possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca). Dopo alcuni interventi dell’avv. Erennio Parente, Giovannino Zerella, Teobaldo Catalano, prese la parola il consigliere Costanzo Barone che Sentita la relazione del Sindaco, affermò di essere rimasto molto perplesso nel rendersi conto dove veniva costruito l’edificio, perché, osservò, la costruzione al bivio Catalani agevolava  meno di un terzo della popolazione scolastica, mentre  provocava  maggiore disagio alla maggior parte dei cittadini ,per cui,constatato il vivo malcontento che serpeggiava nella frazione propose che fosse votato, per appello nominale il seguente odg:constatato che la scelta del suolo risulta decentrata, considerato che le aule tenute in fitto dal comune sono state situate sempre nei pressi della chiesa che rappresenta il centro effettivo dell’intera popolazione ove è situato l’ufficio postale, il bar, l’ufficio di stato civile,botteghe ecc. e vi è suolo edificatorio disponibile uguale o migliore del prescelto, invita il sindaco a formulare vibrata protesta per la modifica del progetto dell’edificio già approvate senza ritardare l’opera, venga determinata altra scelta dell’area del costruendo edificio scolastico .Il consigliere Ferdinando Facchiano si oppose energicamente per evitare che venisse messo a votazione il suddetto odg  perché affermò: 1)il Consiglio  Comunale adotta deliberazioni e  formula voti che non hanno nessun valore amministrativo- 2) l’odg non può essere votato perché non è presente tra i punti da discutere.3) il Consiglio non può pronunziarsi avendo già approvato definitivamente il progetto, 4) il consiglio non ha nessuna competenza nella scelta dell’area che è già stata ritenuta idonea da tutte le autorità competenti, 5) la pratica è sta approvata non solo dal genio civile, ma dal Provveditorato agli studi, dalla GPA , dall’Ispettorato del lavoro, 6) il progetto è stato già approvato dal Provveditorato OO PP di Napoli e registrato dalla corte dei Conti al n.222 del registro  del 13 Gennaio 1959, quindi l’ odg del consigliere Barone risulta inutile  perché il decreto è già stato firmato. L’evidente fine delatorio  cui tende l’odg, non può non essere riprovato da quanti hanno a cuore la realizzazione dell’opera. Infine, ammonì i consiglieri  della grave responsabilità che si assumevano nel votare a favore della proposta Barone, perché la scelta di una nuova area avrebbe comportato  l’iter di un nuovo progetto e la perdita del finanziamento già ottenuto. Si riservò, e concluse l’intervento, ogni azione popolare a norma dell’art.225 della legge comunale e provinciale per l’eventuale danno arrecato alla frazione Beltiglio con l’eventuale approvazione dell’ odg del consigliere Costanzo Barone.. In segno di protesta,il consigliere Ferdinando Facchiano abbandonò l’aula consiliare, mentre il Consiglio approvava l’odg del consigliere Costanzo Barone all’unanimità,  con tredici voti /13! … continua

Beniamino Iasiello

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