Come eravamo: intervista a Mario Cataudo

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Mario_CataudoIl dott. Mario Cataudo iniziò la sua attività politica- amministrativa oltre cinquanta anni fa con le elezioni comunali che si tennero nel 1956 dove, giovanissimo, appena ventidue anni, “sbarbatello “ fu definito durante un comizio elettorale dai rappresentanti della lista avversaria, ricevette molti voti, così da risultare il secondo eletto della sua lista. La passione per l’attività politica va datata , però, dagli anni del liceo che furono pieni di entusiasmo e di fede in una politica capace di trasformare la realtà. Politico ben voluto e rispettato dai suoi concittadini , tanto da ottenere, tutte le volte che è stato candidato, sempre un grande consenso . Innamorato del suo paese al quale ha dedicato una bella pubblicazione dal titolo “Il tiglio del mio paese”, dove percorre, insieme con il tiglio, la storia di Beltiglio.

Comunque, , quella del 1956, fu una elezione molto difficile e faticosa, non priva di qualche fatto inquietante come quando di ritorno , ad ora inoltrata, da un incontro elettorale da Rotola, non gli fu possibile rientrare con la macchina perché la strada era ostruita da un albero messo di traverso , mentre solo qualche ora prima essa era completamente libera. Il 21 Giugno, sotto la presidenza del consigliere anziano, geom. Costanzo Barone, si riunisce il consiglio comunale eletto nella elezione tenutasi il 26 e 27 Maggio 1956, risultarono presenti: Costanzo Barone,Mattia Rosa, Antonio Bosco, Enrico Iasiello, Francesco Esposito, Ennio Troise, Domenico Rossi,Secondino Lizza, Angelantonio Parente, Gennaro Parente, Giovanni Moretti, Erennio Menotti Parente,Giovannino Zerella , Mario Cataudo, Vincenzo Mignone,Fabio Penna, Teobaldo Catalano,Ferdinando Facchiano, Francesco Porcaro. Nel Consiglio Comunale del 26 Giugno venne eletto Sindaco, il consigliere Domenico Rossi, con undici voti su venti, perché undici furono i consiglieri che parteciparono a quel consiglio. La giunta fu costituita da: Francesco Porcaro,Antonio Bosco,Innocenzo Esposito,Ferdinando Facchiano che furono nominati assessori effettivi, mentre assessori supplenti furono: Secondino Lizza e Gennaro Parente. Discusse le condizioni di eleggibilità, tutti i consiglieri, nonostante molti ricorsi presentati , risultarono eletti. Ma, dopo oltre un anno, venne ripresentato un ricorso in sede giurisdizionale al Consiglio comunale di Ceppaloni da parte di alcuni cittadini di S. Giovanni , per … pronunzia di decadenza nei riguardi di Mario Cataudo, Vincenzo Mignone, Angelantonio Parente, Fabio Penna, Ennio Troise che con undici voti a favore decretò la immediata e provvisoria esecuzione della decadenza dei cinque consiglieri: … la GPA di Benevento bocciò la delibera, ma gli stessi firmatari inoltrarono appello alla corte di Appello di Napoli che ritenne esistente la lite pendente con il Comune. Il consigliere Mario Cataudo non fece opposizione alla sentenza emessa da Napoli, che, se, forse, formalmente era corretta( il contenzioso col Comune era nato per tutti e cinque i consiglieri, a causa di un ricorso prodotto contro la tassa di famiglia comunale che era stata ritenuta molto esosa ), nella sostanza liberò dagli scranni comunali ben cinque consiglieri contrari alla maggioranza che, fino a quel momento ,si reggeva col voto dell’avv. Ferdinando Facchiano , unico consigliere della minoranza eletto a Beltiglio, che si alleò con la maggioranza di Ceppaloni e S. Giovanni permettendo la nascita della nuova Amministrazione Comunale. Gli effetti della sentenza furono devastanti perché il Consiglio Comunale risultò formato da 15 consiglieri di cui undici di maggioranza e quattro di opposizione:come si fa a non credere che il tutto fu organizzato per creare una maggioranza più ampia e, quindi, sicura? D’altra parte amministrare con un solo voto di maggioranza avrebbe potuto creare molte difficoltà all’Amministrazione che, probabilmente, con il ricorso pilotato volle liberarsi della spada di Damocle che avrebbe potuto recidere all’improvviso la “ testa “ alla maggioranza consiliare,(… Quanto sopra, frutto palese di un “tiro mancino” della maggioranza contro l’opposizione, ha esacerbato maggiormente i rapporti tra i componenti del Consiglio, con riflessi nella popolazione divisa in due nette correnti pro e contro l’attuale amministrazione. Pertanto non è da escludersi che la situazione venutasi a determinare possa avere incresciosi sviluppi in sede di prossime riunioni del Consiglio Comunale, con prevedibili ripercussioni anche sull’ordine pubblico. L’Arma comunque, segue attentamente l’evolversi della situazione per la tempestiva adozione delle necessarie misure di vigilanza atte a prevenire qualsiasi eventuale tentativo di turbamento.( Dal rapporto della “Legione territoriale dei carabinieri di Napoli - Compagnia Interna dei Carabinieri di Benevento, in data 25 – 8- 1957, che ho consultato all’Archivio di Stato di BN).Ma, continua l’ex Sindaco, non proposi opposizione alla sentenza del tribunale, perché, purtroppo , io e la mia famiglia fummo colpita dalla perdita improvvisa di mio padre ed io fui preso dall’impegno degli studi universitari per conseguire la laurea in “ Medicina e Chirurgia”. Passeranno 14 anni prima il dott. Mario Cataudo ritorni alla politica attiva, partecipando alle elezioni del 1970 che , però, furono vinte dalla socialdemocrazia. Alle elezioni del 1972, rimase fuori dalla competizione elettorale, ma a quelle del 14 Maggio 1978, vinte ancora una volta dal PSDI, il dott. Mario Cataudo ritornò nel Consiglio Comunale tra i banchi dell’opposizione. L’ elezione del 1983 rappresentò una svolta nella vita politica del dott. Mario Cataudo,che, ormai, affermato e stimato professionista ,aveva conquistato un ruolo importante anche nella vita politica del Comune, per cui venne stabilito che, in caso di vittoria elettorale, sarebbe stato nominato Sindaco nella seconda parte della legislatura , cioè negli ultimi due anni e mezzo. Le elezioni furono vinte dalla coalizione DC- PSI, ma arrivati a metà legislatura , il Sindaco in carica non si dimise e, perciò venne sfiduciato. Caduta l’amministrazione, si riandò a nuove elezioni, però, questo passaggio diretto alle elezioni non mi è mai stato chiaro : se la maggioranza sfiduciò il Sindaco in carica perché non permetteva l’alternanza ,come era stato stabilito, perché il Consiglio non nominò Sindaco il dott. Mario Cataudo? Anche perché allora era possibile, diversamente da oggi, una simile soluzione, in quanto il Sindaco veniva eletto dal Consiglio Comunale e dello stesso avviso è anche l’ex Sindaco il quale con grande umiltà dice … ciò non accadde ed io accettai con serenità tale soluzione. Con le elezioni del 1986, inizia l’era “ Mastella” che durerà sino al Settembre del 1992 quando, eletto per la seconda volta Sindaco di Ceppaloni, si dimise. A questo punto fu stabilito che i rimanenti quattro anni di legislatura sarebbero stati suddivisi, relativamente alla carica di Sindaco, tra il dottore Mario Cataudo( i primi due anni) e il dott. Antonio Parente( gli ultimi due anni). In questi due anni profuse intelligenza ed impegno per la risoluzione dei gravi problemi esistenti nel Comune. Soprattutto ,il problema dei problemi era considerato quello del Castello: era un impresa difficile la sua acquisizione al patrimonio culturale e soprattutto trovare una soluzione per la collocazione in altri siti degli abitanti proprietari dell’Antica rocca. Vi furono molte riunioni anche con gli abitanti del Castello per venire incontro

alle esigenze e alle problematiche di ogni famiglia per arrivare all’acquisizione al patrimonio comunale dell’antica struttura. Alla fine, continua l’ex Sindaco, … con l’impegno di tutti gli amministratori di ogni parte politica e di quello dell’ on. Mastella e della sua signora Sandra Lonardo, oggi, il castello è in fase di ristrutturazione. Alla domanda: perché, pur potendo, non assegnaste i contributi per il terremoto del 1980? Devo fare una premessa, dice l’ex Sindaco, personalmente mi assunsi la responsabilità di firmare e inviare a Roma tutte le pratiche di richiesta del contributo che ammontavano alla cifra di 14 miliardi delle vecchie lire. All’ ispezione effettuata dal direttore generale del ministero, dott. Trebeschi, al comune di Ceppaloni, pur trovando perfetta l’istruttoria delle pratiche, disse che era necessario una certificazione, firmata dal sindaco, che attestasse la veridicità dei danni, diversamente il Ministero non poteva procedere all’erogazione delle somme necessarie. Cosa che io feci, dopo poco, furono erogati prima 7 miliardi e 200 milioni e poi,altri sei miliardi e 200 milioni. Nonostante qualche amico amministratore o funzionario e qualche legale m’avessero sconsigliato dal firmare tutte le pratiche, ma lo feci con convinzione e coraggio nell’interesse della comunità ceppalonese. Bisogna riconoscere che fu davvero una grande assunzione di responsabilità per permettere l’avvio della ricostruzione, ma non spiega la mancata attribuzione dei decreti. Dice l’ex Sindaco:alla vigilia delle elezioni del 1996, la maggioranza consiliare convenne di rinviare di qualche mese, solo per il periodo pre- elettorale, la erogazione dei decreti proprio per non influenzare l’esito delle elezioni e per non turbare l’esito delle elezioni e la tranquillità della campagna elettorale. Fu una cosa giusta? Credo di si. Fu un errore? Forse. Per quanto riguarda, invece, i circa due miliardi di avanzo di amministrazione, afferma : compito di un amministratore è quello di essere oculato e programmare in base alle reali somme presenti nelle casse del comune, ed è quello che io feci: evitare spese superflue, quelle di rappresentanza, limitazione, nel possibile, dello straordinario per i dipendenti comunali. Ogni spesa veniva accuratamente valutata perché non bisogna dimenticare che si era appena usciti da un dissesto finanziario. Inoltre era stata programmata,Consiglio Comunale del24 Febbraio, la spesa dei circa due miliardi in opere pubbliche su tutto il territorio. Però, le lezioni la DC le perse, e sia l’erogazione dei contributi che l’avanzo di amministrazione furono una vera manna per i nuovi amministratori! Ritieni che davvero l’amministrazione Rossi che vinse le elezioni de 1996, rappresentò un cambiamento nel modo di amministrare la cosa pubblica?Per me, non ci fu nessuna svolta rispetto al passato in quanto dovette ricorrere agli stessi equilibri del passato, aveva con sé persone delle passate amministrazioni ed inoltre, anche lui, dovette subire le intemperanze di alcun i e contrastare gli interessi e le furbizie di altri. Non vi fu niente di veramente nuovo e significativo, tranne , forse un certo populismo che non sempre è bene per la comunità. E la prova del non cambiamento è data dal fatto che nelle successive elezioni del 2000 fu costretto, per vincere, ad inserire nella sua lista, molti candidati espressione del gruppo storico avversario. Tutto ciò senza nulla togliere al suo impegno, alla sua onestà di comportamento. Ogni intervista l’ho chiusa chiedendo sempre un giudizio sull’attuale amministrazione e la sua capacità di costruire in positivo il futuro del paese, e, quindi, non potevo esimermi dal chiederlo anche al dott. Mario Cataudo, anche se l’attuale Sindaco, dott. Claudio Cataudo, è suo figlio. Ed infatti, egli esprime un giudizio altamente positivo sull’operato dell’attuale amministrazione che assicura, ogni giorno,la presenza costante … nella casa comunale, del Sindaco e degli assessori e ciò facilità l’interazione col cittadino, coesione e collaborazione , pur nel confronto dialettico del punto di vista di ognuno fra gli amministratori che è fondamentale per una retta amministrazione e buon funzionamento della macchina amministrativa. D’altra parte, conclude l’ex Sindaco, una Amministrazione che in appena tre anni ha già ultimati lavori per svariati milioni di euro( oltre tre milioni di euro) e molti altri ancora per i lavori che sono in esecuzione( Ristrutturazione del Castello,Completamento rete fognaria comunale …), senza dimenticare circa cinque miliardi tra le opere programmate e in attesa di perfezionamento del mutuo e finanziamento regionale, vuol dire che sta lavorando alacremente e bene nell’interesse della comunità. Nel ringraziare il dott. Mario Cataudo, faccio presente di aver di proposito saltato l’intera amministrazione Mastella( 1986 – 1992) perché, mia intenzione è di concludere con Clemente Mastella, attualmente parlamentare europeo, che fu Sindaco di Ceppaloni anche dal 2002 al 2007.

I candidati alle lezioni del 1956 furono:

Per Ceppaloni

Per la Rinascita del Mezzogiorno (20)

( simbolo: una tromba)

Partito Monarchico (284)

( Simbolo:due leoni che reggono una corona)

Democrazia Cristiana (547)

(Scudo Crociato)

Ambrusco Carmine Sellitti Giovanni Porcaro Francesco
Belluno Angelo Mostacciuolo Angelo Barone Costanzo
Galasso Sebastiano Porcaro Giuseppe Iasiello Enrico
Malegieri Otello Raucci Cosimo Bosco Antonio
Mammero Carlo Tranfa Nunzio Esposito Innocenzo
Troise Ennio Rosa Mattia
(nessun eletto) ( solo due eletti) ( TUTTI ELETTI)

Per San Giovanni

Democrazia Cristiana (376)

Partito Monarchico(91)

Partito Liberale (124)(bandiera tricolore con scritta P L I)

Rossi Domenico Cavuoto Rinaldo Parente Angelantonio
Moretti Giovanni De Blasio Giuseppe Troisi Antonio
Lizza Secondino Mignone Pietro Parente Pasquale
Parente Gennaro Parente Silvio Lonardo Antonio
( TUTTI ELETTI)

(NESSUN ELETTO)

(solo uno eletti)

Per Beltiglio

Lista D .C. A. (321)
(simbolo “Spiga di Grano)
Lista C. R. O. (389)
(Simbolo: Crocedi guerra con stella centrale)
Facchiano Ferdinando Parente Erennio Menotti
Catalano Vincenzo Catalano Teobaldo
Di Lorenzo Cosimo

Cataudo Mario

Manno Civita Mignone Vincenzo
Mazzone Antonio Penna Fabio
Testa Angelo Gabriele Zerella Giovannino
( UN SOLO ELETTO) ( TUTTI ELETTI)

Faccio presente che la lista civica “Rinascita per il mezzogiorno” era di ispirazione comunista . Le cifre riportate tra parentesi rappresentano i voti che ciascuna lista ottenne. Non ho trovato nessuna ulteriore notizia, per le liste di Beltiglio,che mi permettesse di decifrare il significato delle due sigle D. C. A e R .C .O se non, chiaramente, che erano due liste civiche.

Beniamino Iasiello

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