Storie del tempo che fu 3^

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benjaminLa fontana di Ceppaloni venne approvata dall’intero Consiglio Comunale, come ho detto precedentemente, perché, al momento della votazione, il consigliere Lizza Maria Pietro, aveva già abbandonato l’aula consiliare! Comunque, la presenza di qualche sorgente in più o in meno nel Comune, certamente, non risolveva i problemi della popolazione e delle donne, soprattutto, perché erano loro che dovevano recarsi alle fonti a prendere l’acqua con le conche in testa, erano loro che dovevano recarsi ai lavatoi perché a loro competeva la funzione domestica . Ma quali erano i “punti- acqua” nelle varie frazioni che permettevano alle famiglie di procurarsi l’acqua necessaria per i bisogni della vita quotidiana?

 

Per quanto riguarda Ceppaloni centro, forse, prima della costruzione della fontana nella piazza centrale del 1899, erano le sorgenti del  Rannolo, quella dei” Varevieri” e dei pozzi , alcuni privati, altri fatti costruire dalle autorità comunali il cui costo,allora, come si desume da una delibera di quel tempo, per un pozzo fatto costruire a S. Croce, era di lire 100. Altri “punti-acqua”, nel capoluogo, erano tra la fine di via Cretazzo e la strada provinciale per Benevento, un altro , denominato ”Pozzetiello” era, grosso modo, di fronte alla Pizzeria “All’ombra del Castello”( di cui si serviva soprattutto la gente di Portanovella), un altro verso “ u noffe”( è la strada  che dalla piazza del paese scende verso la località Rione e si ricongiunge alla provinciale oltre il bosco i) e, andando verso S. Croce, prima di arrivare alla località Deposito, vi era una fonte nella proprietà del sig. Cosimo Barone. La borgata di S. Croce aveva a disposizione una fonte sul Deposito,di cui si serviva anche Ceppaloni, un’altra , oggi non più visibile, all’altezza della frana verificatasi alcuni mesi fa e quella sorgiva con rubinetto che si trovava e si trova, a metà strada tra S. Croce e  il Deposito.  In S. Croce- centro, invece,  vi era una fontana   alla via Arianova, attuale via Fontana. Di pozzi e fontane, ve ne erano, ma proviamo a pensare le difficoltà alle quali si andava incontro per rifornirsi d’acqua che, chiaramente, era sempre poca  rispetto ai bisogni della famiglia che allora  era quella” estesa”, cioè numerosa, ma non  come   noi oggi intendiamo questo termine. L’acqua serviva solo per fare da mangiare e lavarsi perché non vi erano bagni in casa. Tanti, forse, ricorderanno che la via che portava a Cretazzo( attualmente un breve sentiero impraticabile al di sopra della strada che porta alle Poste ed alla scuola elementare  e media)) , dove si andava a giocare a pallone,  fungeva da  bagno pubblico del paese; percorrerla  significava allenarsi ad una corsa ad ostacoli abbastanza impegnativa(!) e spesso il tragitto era occupato da persone”accoccolate” , intente  a” liberarsi” del di più, così come pure, altro “bagno pubblico” era la strada posteriore al Castello, che essendo naturalmente un “Belvedere” , dava la possibilità di osservare uno stupendo panorama . E’ il caso di dire: e … per bagno un cielo di stelle! Il lavatoio comune, per le donne, durante l’estate, era il fiume dove su delle grandi pietre venivano lavati  e “sbattuti” panni e lenzuola, oppure le fonti d’acqua sopracitate.

Ma  la prima fontana ,di cui i documenti che ho esaminato danno notizia, risale al 6 Settembre del 1855 quando il Decurionato di Ceppaloni deliberò che …  fra le altre cose, questi(il Sindaco) à proposto il preciso bisogno di un accomodo alla fontana sita nel Villaggio Barba i di  cui abitanti con ragione fanno sentire le lagnanze per tali accomodi ..  considerata che la domanda è giusta ed onesta, vista la perizia, il Sindaco delibera di contribuire con quattro Ducati …   ricadendo il dippiù a spese di quegli abitanti . Invece, una delibera del sei Agosto 1856, ci fa cogliere l’estrema impellenza che l’acqua aveva per il nostro Comune : … considerando che il bisogno di una fontana sorgiva è urgentissimo nel comune poiché privo di pozzi e altre fontane … Considerando che la disfunzione della unica sorgiva( purtroppo non indica la località) preesistente in Comune mena il pubblico a dolorose e giuste lamentanze- Considerando che la popolazione nel tempo sarebbe a bere acqua stagnante nociva alla pubblica salute. A voto uniforme delibera: Che a ripristinazione della primiera fontana si spendono Ducati trentanove e grana 90, giusta l’elevata perizia. La suddetta delibera fu firmata dal Sindaco Giuseppe Sellitti e dai Decurioni: Matteo Rossi,Raffaele Catalano,Antonio Parente,Giovanni Lizza, Carmine Russo,Nunzio Barone.  Le condizioni dei piccoli Casali erano, poi, addirittura da terzo mondo perché mancava del tutto l’acqua potabile. Infatti, nel consiglio del 28 Ottobre del 1883, il consigliere Pasquale Francione intervenne per perorare la causa dei Casali Manni ,Porcaro e Penni, che mancano d’acqua potabile tanto che varie volte hanno sporto dei reclami e che a nulla hanno giovato, perciò che la giunta trovi di contentarli detti abitanti e col loro concorso costruire un pozzo a fontana e, in più, raccomanda alla giunta i provvedimenti per i venditori di commestibili

La delibera comunale del 16 Ottobre 1893  ci illumina  sulla dislocazione dei “punti- acqua” nel Comune, infatti  venne  esaminata la condizione dei fontanini sul  territorio relativamente a  S. Giovanni e Chianche, e fu stabilito  che dovevano essere apportate delle modificazioni con cambiamento di sito:la prima dalla casa Lonardo alla casa del medico Lizza, la seconda resta ferma alla frazione  Palo, la terza dalla contrada Lizzi ai Mernoni, la quarta dalla casa Tranfa sotto gli eredi di Gennaro Parente. Per la frazione Chianche, la prima dal Casale Martini impiantarsi ai Macelli prolungarsi fino ai Manni, aumentare di un’altra fontanina per impiantarla nel villaggio Pizzirussi. Inoltre provvedere con sorgiva esistente ai bisogni delle frazioni Mignoni e Testi facendovi convergere le acque che si potrebbero  rinvenire nelle località circostanti alla fontana esistente. Prima di essere inclusi nel consorzio idrico Alto Calore,nel 1948, per quanto riguarda Ceppaloni, l’amministrazione comunale, nel  Consiglio del 7 Giugno del 1948,stava cercando di ottenere la disponibilità delle sorgenti Capone- Donisi, avendo il ministero dei LL PP inviato la somma di lire 16.000.000 per la sistemazione dell’acquedotto di Ceppaloni .Inoltre, visto che la somma occorrente era di 6.000.000, con gli altri dieci milioni, chiariva il Sindaco, diventava possibile portare a termine l’acquedotto di S. Giovanni e sistemare le strade interne di Beltiglio. Ci fu l’opposizione del cons. Osvaldo Parente che portò alla formazione di una commissione per meglio studiare l’intera faccenda …  perché anche Beltiglio è sprovvisto d’acqua e non bisogna creare  malcontento nella popolazione. Nel consiglio del 7 Giugno, con la presenza del rappresentante del Prefetto, dott. Pascucci, nonostante la disponibilità delle sorgive suddette,gli amministratori  ritengono non opportuno approvare lo stanziamento di lire 16.000.000  assegnati a Ceppaloni centro … in rapporto agli interessi frazionali, anche perché Beltiglio ha fatto richiesta di erigersi a comune autonomo. Il Sindaco, geom. Costanzo Barone,onde evitare inutili divagazioni, propone che il consiglio assuma l’impegno del pagamento allo Stato del 50% erogati dal ministero dei LL PP della somma di lire 16.000.000. Prima di effettuare la votazione, si allontanarono otto consiglieri tra quelli di S. Giovanni e Beltiglio. Soltanto il consigliere Angelantonio Parente(S. Giovanni) che vivacizzava sempre i consigli con i suoi interventi , fece dichiarazione di voto, mostrando di avere grande equilibrio e saper discernere tra gli interessi generali e quelli marginali( dove si può fare anche esercizio di campanilismo): … fa presente che  per spirito campanilistico dovrebbe votare contro, però riconoscendo l’assoluta necessità della frazione Ceppaloni centro di dare acqua potabile ai cittadini che ne sono privi, voterà favorevolmente, pregando i signori della Amministrazione comunale con a capo ilo sindaco che qualunque altra somma potesse essere assegnata a Ceppaloni sino alla concorrenza di lire 16.000.000, dovrà essere erogata alla frazione Beltiglio e S. Giovanni. Il giorno 29 Giugno, in seconda convocazione, con la presenza di solo otto consiglieri: Costanzo Barone, Bosco Giuseppe, Iasiello Francesco, Rossi Nicola, Sellittti Giovanni, Polcari Egidio, Catalano Valerio, fu approvato il progetto in tutte le sue parti. Tutti i consiglieri presenti erano di Ceppaloni, tranne il consigliere ing. Valerio Catalano che aveva redatto il progetto per la costruzione dell’acquedotto.

Nonostante gli sforzi , l’approvvigionamento dell’acqua , per l’intero Comune,rimase un grave problema irrisolto che poteva essere superato soltanto con l’inclusione del Comune nel Consorzio idrico del’Alto Calore. Cosa che fu fatta, come risulta da una delibera del consiglio comunale del 12 Novembre del 1950. Infatti, l’Amministrazione Comunale inviò copia della delibera al Consorzio idrico dell’Alto calore con la quale chiedeva di entrare a far parte, appunto, del Consorzio e faceva presente che già da anni il Comune aveva chiesto di esservi incluso …  ma circostanze di vario ordine lo hanno sempre escluso, ricordando come la prima richiesta fu fatta nel 1938 dal podestà dell’epoca,dott. Emilio Francione, poi ripresentata nel 1947, nel 1949,sempre con esito negativo …  nonostante l’interessamento del Prefetto. Il 5 Maggio del 1950, Il Consiglio Comunale:delibera … per essere incluso nel consorzio provinciale per le sorgenti di Cassano Irpino, ma non potendosi realizzare questo Consorzio per motivi economici, ed essendo assorbite queste fonti dall’Alto Calore, chiede di entrare a far parte del suddetto consorzio …. Fa presente che trattandosi di alimentare una popolazione di circa 6500 abitanti in continuo incremento demografico e diviso in frazioni e borgate, la concessione di acqua non potrà essere inferiore a circa venti litri di acqua al minuto secondo. IL Comune diviso in tre frazioni, più altre borgate minori  conta 6500 abitanti( certamente è una esagerazione per spingere il Consorzio all’accettazione della richiesta, perché il censimento del 1951 segnò 5563 abitanti)e, per  l’intero Comune … si impone la soluzione urgente dell’acqua potabile. Infatti le frazioni S. Giovanni e Beltiglio sono attualmente servite da un unico acquedotto rudimentale, di scarsissima portata, tale,è scritto nella delibera, da non consentire alla frazione Beltiglio di avere acqua da vari anni. La frazione di S. Giovanni riesce a dissetarsi con l’ausilio di fontane rurali, ma non può assolutamente considerarsi autosufficiente, specie quando piove poco. … Le borgate S. Croce, Barba, Manni, Penni ,Ripabianca sono prive completamente di acqua potabile e si alimentano con mezzi di fortuna. Ceppaloni centro ha in corso l’allacciamento di alcune sorgenti locali per poter sopperire ai bisogni impellenti della sua popolazione, ma l’acqua disponibile non può alimentare che solo pochissimi fontanini pubblici e non mai le abitazioni private. A due anni dalla richiesta, il 24 Febbraio del 1952, il Comune nominerà un proprio  rappresentante in seno al Consorzio Idrico dell’Alto Calore, e ancora una volta il consigliere Angelantonio Parente(S. Giovanni) dimostrerà  di essere al di sopra  di qualsiasi visione campanilistica della politica, infatti proporrà quale rappresentante del Comune, il dott. Giovanni Parente di Beltiglio. La proposta venne approvata all’unanimità.   E’ giusto ricordare che l’acqua , nelle prime case private, incomincerà ad arrivare alla fine degli anni cinquanta(in pochissime case) e coinciderà con il “boom “ economico che da una parte consentirà alla gente di credere che una “età dell’oro”  stia per incominciare, mentre dall’altra sarà proprio questo miracolo economico   a far sì che i paesi un po’ alla volta incominceranno a perdere le forze migliori ( i giovani) che avevano capito che per diventare protagonisti della propria vita era necessario emigrare nel triangolo industriale che si presentava come il luogo delle opportunità dove poter riscattare una vita fatta, solo e soltanto di duri sacrifici.

Nelle due fotografie sottostanti è possibile osservare,nella prima, l’inaugurazione dell’acquedotto con il primo “zampillo “ d’acqua dalla vasca che si trovava in quella che poi diventerà la villa del paese. E’ una foto storica, peccato che  non si  riesca a cogliere nessun volto conosciuto. Nella seconda fotografia  ,che  riguarda sempre l’inaugurazione dell’acquedotto, è possibile riconoscere in primo piano, il Prefetto, dott. Girolamo De Sena e accanto a lui l’ex Sindaco , geom. Costanzo Barone, a sinistra si riconosce l’ex consigliere comunale Nicola Rossi e ,dietro al Prefetto, il Parroco di Ceppaloni  Don Laureato Maio. Che l’inaugurazione dell’acquedotto sia avvenuta verso la metà degli anni cinquanta ci è attestato sia dai fatti narrati che dalla presenza del Prefetto che ricoprì quella carica sino al 1956.

Eventuali inesattezze od errori possono essere comunicate al sito web: www.Ceppaloni.info

Beniamino Iasiello

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