Storie del tempo che fu 3^

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benjaminQuest’anno, in verità, Ceppaloni capoluogo ha avuto molti problemi, durante il periodo estivo, legati all’erogazione dell’acqua. E’ mancata molte volte, anche all’improvviso, mettendo in serie difficoltà i cittadini e quelle poche attività produttive presenti sul territorio. Ma, soprattutto, è stato deleterio perché, cosa che non si verificava da parecchi anni, sono ritornati, per le ferie estive, molti paesani che, però, più volte  ho sentito sacramentare e affermare che difficilmente  sarebbero ritornati al paese l’anno prossimo, visto che, a loro avviso, c’era stata molto indifferenza e superficialità verso un problema che durante i mesi estivi diventa di vitale importanza. D’altra parte, pagano regolarmente le bollette per tutto l’anno e per un servizio  di cui  usufruiscono soltanto durante il periodo estivo, però quest’anno…

Comunque, se può essere di conforto, gli amministratori hanno assicurato che l’anno prossimo non solo non si verificheranno gli inconvenienti citati, ma, addirittura, l’acqua non dovrebbe mancare nemmeno nelle zone più alte del paese perché, finalmente entrerà in funzione anche il deposito che è stato costruito in località  Bosco. In ogni caso ritornate perché il paese vi aspetta e  perché è necessaria la vostra presenza per la vita della comunità, per lo meno durante l’estate.  Questi ragionamenti  m’hanno portato a considerare che  la mancanza d’acqua nel Comune ha rappresentato, da sempre, un serio problema, tanto è vero che sin dalla fine dell’Ottocento vi furono lotte, contrapposizioni, incomprensioni anche forti in proposito. E la storia che voglio raccontare risale al 27 Maggio del 1884. Già il 7 Settembre del 1882 , si era parlato di un  fontana che si stava costruendo a Chianche( Beltiglio) per la quale erano già stati eseguiti degli scavi ed, essendo stati positivi, i lavori stavano procedendo per cui  la fontana (non viene specificata quale) era a buon punto, ma non essendo disponibile una ulteriore somma per portare termine i lavori,l’amministrazione pensò di prelevare lire 154.70 dalla vendita dei suoli stradali rimasti inutilizzati e venduti a Pepicelli e Testa. Mentre, con il ricavato della vendita dei suoli inutilizzabili, per S. Giovanni, sarebbe stata istituita una scuola femminile e con le restanti 125 lire si sarebbe provveduto  alla ristrutturazione della chiesa.  Un tronco di strada di mq 840, fu venduto a Lizza Maria Pietro  per lire 246. Già altre volte era stato portato in consiglio un odg riguardante la costruzione di una fontana per Ceppaloni capoluogo che aveva seri problemi  di approvvigionamento di acqua potabile e, il 27 Maggio del 1884, fu posta all’attenzione del Consiglio Comunale( 1° punto dell’odg) che, però,dopo breve discussione, rinviò l’argomento alla seduta autunnale( la struttura del Consiglio allora era divisa in due momenti: Seduta Primaverile e Seduta Autunnale). Il Sindaco era Giovanni Sellitti e i consiglieri presenti alla seduta furono: Bosco Nicola, Caruso Pasquale, Francione Pasquale, Francione Cosimo, Izzo Agostino, Mele Angelo, Mele Andrea, Miranda Cosimo, Parente Antonio,Lizza Pietro Giuseppe, Testa Francesco Testa Pellegrino. Nel consiglio autunnale del 14 Dicembre , la costruzione della fontana pubblica a Ceppaloni fu di nuovo all’odg e,Il Sindaco, Giovanni Sellitti, illustrò il progetto dell’ ing. Almerico Meomartini  col quale cercò di dimostrare  la convenienza e la possibilità di costruire la fontana presso l’abitato di Ceppaloni con presa d’acqua dalle due sorgenti  che si trovavano alle “Falchette”, che distava  circa due Km dal paese e con una  spesa  contenuta nella somma di lire 8628.91. Subito chiese la parola il consigliere di S. Giovanni Lizza Pietro Maria il quale fece presente che era stata depositata, agli uffici del Comune, una domanda  degli abitanti di S. Giovanni tesa a dimostrare come l’acqua della contrada “Falchette” fosse indispensabile per il lavatoio dell’intera frazione.  Intervenne il consigliere di Ceppaloni  Bosco Nicola che affermò che la frazione S. Giovanni aveva  abbondanza di acqua e, in particolar modo,   per lavare vi era la fontana pubblica ai “Mernoni”, al Lago, o  al Brecciale del torrente Febo, e ancora poteva servirsi del pozzo pubblico, per cui effettivamente l’acqua delle Falchette non era vitale per le donne di S. Giovanni che,continua il consigliere, si recano alla suddetta località più per diporto ed abitudine che spinte da necessità. Inoltre, mentre per S. Giovanni, che è circa la metà come popolazione, rispetto a Ceppaloni centro, serviva per lavare, a Ceppaloni era importante per i bisogni necessari del vivere quotidiano. Il Consigliere Lizza Maria Pietro insisté nell’affermare che S. Giovanni aveva  bisogno di quell’acqua ed inoltre gli sembrava grandemente ingiusto togliere una comodità da una frazione per darla ad altri( era difficile che il consigliere Lizza Maria Pietro votasse a favore di qualche opera da eseguire a Ceppaloni!!) . Dopo accesa discussione, si convenne da parte dell’intero consiglio che effettivamente Ceppaloni”ha sete”e che inoltre una indagine tecnica aveva stabilito che non vi erano altre località dalle quali il capoluogo potesse  alimentare l’eventuale fontana da costruire. Chiusa la discussione, il Sindaco mise ai voti la proposta della costruzione di una fontana pubblica a Ceppaloni,  redatta dall’ing. Meomartini PER INCARICO DELLA POPOLAZIONE di  CEPPALONI , e quindi da costruire con le offerte volontarie dei cittadini di Ceppaloni . Il  Comune si limitò semplicemente a dichiarare che la fontana andava costruita perché di un a fontana era un’opera di pubblica utilità: … Facultando il Sindaco per gli ulteriori atti, per l’appalto e direzione dell’opera è sempre a spesa dei naturali del capoluogo. Il problema dell’acqua e della costruzione delle fontane e di altri luoghi dove mettere i fontanini comportò una serie  di alleanze politiche che cambiavano a seconda degli interessi delle frazioni e del momento. Nel consiglio del 19 Novembre del 1893, il consiglieri Torre Vincenzo(Chianche) insieme con Mele Andrea ribadirono l’importanza dell’acqua per Ceppaloni(le pozzanghere a disposizione portano malattie contagiose), mentre il consigliere Iasiello Antonio(S. Giovanni) afferma che non vi è necessità di acqua perché ve ne è in abbondanza in tutto il Comune: la spesa dell’acqua è più una spesa di lusso  che di necessità e quindi si potrà fare quando il Comune si troverà in altre condizioni. Affermazioni, a dir poco allucinanti,ma quando la mente si ottenebra diventa possibile tutto! D’altra parte, il consiglio del  29 Marzo 1889 avvalorò la tesi che soprattutto Ceppaloni  aveva risorse d’acqua potabile  insufficienti , per cui fu affidato all’ing. Angelo Catalano l’incarico di individuare nuove sorgenti di acqua per il capoluogo. Incarico che l’ing. rifiutò per cui venne affidato, successivamente all’ing. Almerico Meomartini. Arriviamo al 1897 e, la fontana per Ceppaloni ancora non era  pronta,e, nel consiglio del 15 Maggio, il  Sindaco Onofrio Parenti espone che la popolazione di Ceppaloni reclama la fontana redatta dall’ing. Meomartini per lire 15771.81( nel frattempo, il prezzo è raddoppiato)  e se è necessario , per portarla a termine, si è disposti a  porre una tassa soltanto per gli abitanti di Ceppaloni, soluzione sulla quale Chianche e S. Giovanni non furono d’accordo. Comunque la fontana a Ceppaloni fu inaugurata , nella piazza centrale del paese, il 15 Ottobre del 1899, come è possibile anche leggere sulla pietra che ricorda sia l’avvenimento che l’impresa che la costruì che fu quella di Vincenzo Monani … continua

Beniamino Iasiello

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