Storie del tempo che fu 2^

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benjaminRitornando brevemente alla prima storia, bisogna dire gli operai furono effettivamente licenziati e il dodici Febbraio del 1950 ebbero pagate le indennità di licenziamento dalle quali risulta che furono soppressi sei incarichi emandati via cinque lavoraori  nelle persone di : Rossi Marianna: bidella , Russo Beniamino e Maio Armando: stradini,Parente Alberico:  custode del cimitero e manutenzione orologi, Perone Pellegrino : spazzino,  mentre  nessun impiegato venne licenziato, né fu soppressa la seconda condotta ostetrica perché il provvedimento fu rinviato indietro dalla Giunta Provinciale Amministrativa. Ma, poco dopo, tutti  i comunali  incorsero nel clima di rigore politico ed economico della Amministrazione, infatti, i dipendenti  proclamarono, nel mese di Dicembre  uno sciopero che durò parecchi giorni perché era da circa tre mesi che non ricevevano lo stipendio( solo da poco avevano ricevuto, su intervento diretto del Prefetto, il mese di Luglio ed Agosto 1948).

 

In seguito all’agitazione sindacale, fu indetto, per il sei Gennaio 1949,un consiglio comunale per discutere  della stato di disagio venutosi a creare nel comune e degli eventuali provvedimenti disciplinari da prendere nei confronti degli scioperanti. Ancora una volta, nonostante l’argomento fosse abbastanza importante, furono presenti al consiglio solo undici consiglieri su venti e,  all’appello nominale, risultarono presenti : Barone Costanzo, Di Donato Giuseppe,Simeone Fortunato, Iasiello Francesco  di Giuseppe, Catalano Pietro,Polcari Ciriaco, Catalano Ettore, Lizza Italico,Parente Angelantonio, Vetta Attilio,, Rossi Nicola, mentre gli  assenti: Iasiello Francesco fu Antonio, Polcari Egidio,Sellitti Giovanni,Parente Osvaldo, Zerella  Modestino, Porcaro Carmine, Catalano Valerio,Cavuoto Rinaldo.  L’odg  da discutere fu il seguente:  Provvedimenti da adottare a carico del personale impiegatizio e salariato del Comune per assenza arbitraria dal servizio. Il Sindaco fece presente che dovendosi discutere di   argomenti di persone,  la discussione sarebbe avvenuta a porte chiuse e, perciò,invitò il pubblico a sgomberare la sala. Il Presidente  portò a conoscenza del consiglio …  che è invalsa l’abitudine da parte degli impiegati comunali di Ceppaloni che quando non si pagano gli assegni mensili a tempo, si scrive una lettera alla amministrazione e si dichiara lo sciopero e si astengono dal lavoro con grave danno dell’andamento dei servizi amministrativi. Tale sistema deve aver fine l’amministrazione di Ceppaloni vive in condizioni economiche disastrose e ciò è a conoscenza degli stessi impiegati, perché se è vero che essi avanzano gli assegni dal mese di Ottobre, l’amministrazione si è trovata fin’ora  nella impossibilità di applicare i tributi in quanto era necessario sopprimere prima delle spese …  allo scopo di alleviare l’imposizione. Gli impiegati comunali,tranne il segretario, la Guardia municipale e il  personale sanitario, continua il Sindaco, profittando di tale eccezionale situazione dichiararono  lo sciopero con l’astensione dal lavoro, venendo meno deliberatamente ai propri doveri, pur sapendo che l’amministrazione  aveva fatto tutti gli sforzi per ottenere gli anticipi  dall’esattore tesoriere. Egli chiede che detti impiegati vengano interpellati singolarmente innanzi al consiglio per  giustificare il loro comportamento e   legge anche la lettera  del 14/12/48 dell’applicato  Annibale Francioni, Segretario del Sindacato Dipendenti Comunali  di Ceppaloni, con la quale, per mancata corresponsione degli assegni dal mese di Ottobre, dichiarava che gli impiegati si sarebbero messi in agitazione per cinque giorni e successivamente in sciopero. Avuto il consenso unanime del Consiglio, vengono interpellati i seguenti dipendenti comunali che hanno partecipato allo sciopero: 1) Rossi Carlo - avventizio- addetto allo stato civile ed anagrafe il quale dichiara di aver partecipato allo sciopero ma che il servizio di stato civile è stato sempre assicurato per gli atti urgenti. 2) Francioni Alfredo - avventizio al razionamento consumo- il quale dichiara essere stato assente alternativamente dall’ufficio ma non ricorda per quanti giorni. 3) Francioni Annibale - applicato titolare- il quale dichiara di aver partecipato allo sciopero,  perché non riceve lo stipendio  dal mese di Ottobre e, trovandosi in  difficili condizioni finanziarie, non deve essere costretto col suo lavoro a pittocare prestiti. Inoltre, con lo sciopero,  ha inteso spingere  l’amministrazione ad adottare i provvedimenti necessari per il pagamento degli assegni agli impiegati, ma, nonostante ciò,  il Comune ancora non aveva  provveduto al pagamento. Il Sindaco gli fece osservare che questo era saputo, che l’amministrazione non aveva mezzi per corrispondere subito gli stipendi e quindi chiudere gli uffici comunali significava sabotare l’ordine pubblico il che non è possibile consentire. 4) Rossi Riccardo – avventizio -messo comunale il quale dichiara che si è presentato in ufficio  alternativamente, meno i giorni festivi fino a Giovedì 30 Dicembre, poi è stato presente. 5) invita la sig. Polcari Lucia - avventizia- addetta al razionamento consumo, che risulta assente. Il Sindaco, udite le dichiarazioni degli interessati invita i consiglieri a far conoscere i provvedimenti da adottare a carico degli scioperanti , però , prima, bisognava stabilire se dovesse essere considerata giustificata o meno l’astensione dal lavoro in base alla comunicazione del 14 Dicembre inviata alla Amministrazione;  messa a votazione,   la proposta venne bocciata con otto voti contrari e  quattro a favore per cui Il consiglio deliberò  di considerare non giustificata l’assenza dei dipendenti comunali  dal lavoro. A questo punto, Il consigliere  Iasiello  Francesco di Giuseppe, propone al consiglio che si accerti  innanzi tutto quali impiegati sono stati assenti o abbiano partecipato allo sciopero e per quanti giorni ,  e che ad essi   venga tolta l’indennità di presenza per i giorni di effettiva assenza. Il Sindaco invita il segretario comunale a chiarire  per quanti giorni e quali impiegati si sono astenuti dal lavoro:  tolti i giorni festivi,affermò il segretario, i dipendenti si sono assentati  sette giorni e cioè il  24, 27, 28,29, 30 e 31 Dicembre 1948  e 2 gennaio 1949. Non parteciparono allo sciopero  la guardia municipale che dichiarò in precedenza di non aderire  ed i sanitari comunali, mentre aderì  la bidella, per gli stradini comunali non è in grado di esprimersi perché Il servizio dello spazzamento pubblico è egualmente funzionato, però assicura che farà le dovute indagini. A questo punto, Il Sindaco propone un emendamento aggiuntivo a  quanto proposto dal Consigliere Francesco Iasiello e cioè che agli impiegati  che si sono assentati dal servizio ingiustificatamente siano detratti, per analogia ai provvedimenti adottati dal superiore consiglio dei ministri nell’ultimo sciopero degli statali,   tutti gli assegni per le giornate lavorative di effettiva assenza. Il sindaco mise ai voti la proposta di Francesco  Iasiello(detrazione della sola indennità di presenza)  che venne respinta con voti otto contro quattro, poi, fu   votata la sua proposta che venne approvata con voti otto contro quattro. Il Consiglio deliberò, quindi, di applicare la riduzione dello stipendio e di qualsiasi altro emolumento giornaliero dovuto agli impiegati. Sulla scorta di ciò che si era verificato, il sindaco ritenne necessario delegare due rappresentanti nel consiglio di disciplina dei dipendenti comunali e, per votazione, risultarono eletti  i consiglieri  Rossi Nicola e Di Donato Giuseppe.

A Giuseppe Rossi che ha manifestato il dubbio  che, forse, io voglia  dimenticare consapevolmente il comportamento tenuto da alcuni,chiedo: per chi e per che cosa?E, poi, non rientra nelle mie “corde”, sopprimere con coscienza eventi e persone.  Il mio intento, per il momento, è solo quello di raccontare delle storie, in ogni caso interessanti, che fanno parte della vita della nostra comunità e attraverso di esse ricordare luoghi, fatti, uomini di cui il paese sta per perderne( o già ne ha perso) completamente la memoria. Inoltre, per noi che abbiamo vissuto quel tempo, è anche un modo per guardare con occhio distaccato e più benevolo gli sforzi di chi, nel bene e nel male, iniziò la lenta ricostruzione di Ceppaloni che, come hai potuto vedere attraverso le foto presenti sul sito, versava in condizioni pietose.  Questo non significa voler assolvere il passato o le colpe di chi agiva in maniera scorretta e con cattiveria,  anche perché in quanto a cattiveria e “cose storte” di cui nemmeno si poteva parlare , ti assicuro che il presente non ha niente da invidiare al passato, anzi! Forse la differenza, se cosi mi posso esprimere, è che oggi è una cattiveria … “istruita” e perciò capace di fare molto più male.  L’uomo ha fatto progressi enormi in ogni campo, ma l’ animo umano, con i suoi sentimenti di odio, invidia, gelosia e amore, è rimasto sempre lo stesso e, purtroppo, spesso siamo “più disponibili” a farci guidare da quelli distruttivi  che dall’amore.  Scusami per il “tu”, ma lo trovo più consono, se per te va bene, in quanto dello stesso paese, perché entrambi  pensionati, perché quasi coetanei, perché  abbiamo viaggiato insieme per tanti anni  per Benevento e , non ultimo, perché, avendo visto la fotografia che hai inviato al sito, nella mia mente si sono materializzate le immagini di quelle partite giocate a “ Cretazzo” dove come portiere ti facevi valere ed avevi anche una certa plasticità nella presa, se la memoria non mi inganna! Ringraziandoti per l’attenzione con cui segui  queste mie cronache e riflessioni,ti saluto con amicizia, Beniamino.

Beniamino Iasiello
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