Le chiese del Comune di Ceppaloni 5^

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benjaminCi avviamo alla fine di questo excursus storico che ci ha fatto conoscere qualcosa in più del nostro Comune, attraverso l’esame dell’inventario  dei beni  e dei redditi di cui beneficiava la Chiesa di S. Nicola, ma prima di ultimare con le chiese di S. Giovanni e Beltiglio, voglio soffermarmi su alcune notizie di carattere storico-sociali relative al periodo che abbiamo esaminato, cioè  la fine del Seicento e gli inizi del Settecento. La Chiesa, sino agli inizi dell’Ottocento, redigeva ogni anno lo “Status Animae” che era una sorta di “Stato civile” che riportava tutti i nuclei familiari del Comune , registrava  le  nascite, le  morti e i matrimoni.

 

Il primo “Status” che troviamo è del 1686e ci racconta che  Ceppaloni era abitato da 162 famiglie e 831 “anime” di cui comunicate 531 e cresimate(dai sette anni in su )24. Le famiglie, nel Comune, erano così  suddivise 1) Ceppaloni: terra corpo famiglie 51 e 241 abitanti- 2) S. Croce e Valva Casali di Ceppaloni: famiglie 8 e abitanti 33. 3) S. Giovanni Casale: Lombardi con famiglie 21 e abitanti 123 e S. Nicola alias Caccavi con famiglie  21 e abitanti  123. 3) S. Bartolomeo Casale(l’attuale Beltiglio)che comprendeva le seguenti località: Chianche con 13 famiglie e 52 abitanti., Mignonicon famiglie4 e abitanti 19, Ricci con famiglie 4 e abitanti 22, Catalani con famiglie 11 e abitanti 55, Cataudi con famiglie 4 e abitanti 22, FurniPizzirussi con  famiglie 2 e abitanti 15, S. Angelo con  famiglie 4 e abitanti 24,Manni- Marni con 2 famiglie e 15 abitanti, Mandi con 9 famiglie e 50 abitanti, Pepicielli con famiglie 8 e abitanti 41.Diversamente che da Ceppaloni e S. Giovanni,  Chianche  presentava già molte contrade e , successivamente, altre se ne aggiungeranno a dimostrazione che  i suoi abitanti tenevano  a  demarcare il territorio che occupavano assegnandogli  il proprio cognome. Inoltre, basta fare un po’ di conti  per rendersi subito conto che delle tre frazioni, Chianche era quella che aveva il maggior numero di abitanti , anzi, nel tempo, consoliderà sempre di più questa sua supremazia se , come risulta dallo “Stato delle Anime” del 1709, anno dell’inventario che abbiamo preso in esame sino ad adesso, Beltiglio contava 531 abitanti,  S. Giovanni 416 e Ceppaloni, con i suoi   389 abitanti risultava essere il nucleo più piccolo del Comune. Ma già alla metà del Settecento, la situazione  tende a cambiare, infatti , nel  1753, il Comune di Ceppaloni supera i duemila abitanti che sono così distribuiti: Ceppaloni n. 882 abitanti, S. Giovanni  n. 665 abitanti e Beltiglio n. 635 abitanti . All’inizio del periodo francese(1806) , Ceppaloni ha 1000 abitanti, S. Giovanni 688, Chianche 566. Incremento della popolazione che diventerà ancora più consistente,da parte di Ceppaloni, durante il “Regno delle due Sicilie( 1816- 1860). Sappiamo che, più volte, gli abitanti di Beltiglio hanno cambiato nome al loro paese che originariamente e per secoli si chiamò S. Bartolomeo, però,  mentre conosciamo la data in cui Chianche diventò Aquilia(decreto regio del 9 Novembre 1923) e Aquilia diventò Beltiglio(regio decreto del 29 Aprile 1926), non conosciamo quando il Casale di S.Bartolomeo diventò Chianche. Ebbene, pensavo di aver fatto un piccolo scoop(!) perché dall’esame degli “Stati delle anime”, mi ero convinto che S. Bartolomeo fosse diventato Chianche tra il 1712 e il 1715. Invece, nell’esaminare l’inventario del 1686, ritrovato nella biblioteca capitolare dell’Arcidiocesi di Benevento, ho constatato che l’intestazione dell’inventario porta:Casale delle Chianche. Però vi è una incongruità  nei documenti ritrovati perché mentre l’inventario del 1686  già riporta, nell’intestazione dell’inventario, il Casale Delle Chianche, lo”Stato delle Anime” della parrocchia di Ceppaloni, sino al 1712, continua a indicare la frazione del Comune  come  S. Bartolomeo.  In ogni caso , credo si possa affermare che verso la fine del secolo XVII , il Casale di S. Bartolomeo divenne Casale delle Chianche. Ma, Chianche era una località di S. Bartolomeo,come vedremo più avanti, per cui  non si fece altro che cambiare il nome del Casale(S. Bartolomeo) con il nome  di una località già presente sul territorio( Chianche). Ma perché Chianche e non un’altra località delle tante di S. Bartolomeo? Azzardo una ipotesi: perché Chianche( forse deriva dal  latino: plancae:  pietre quadrate e pentagonali con cui si costruivano alcune strade) non si identificava con nessuna famiglia del luogo, mentre far coincidere il toponimo di un Casale con quello di una famiglia , significava riconoscerne l’importanza e assegnarle un primato rispetto a tutte le altre. Comunque, spero di riuscire a trovare ulteriori notizie al proposito per dirimere una strana incongruenza  che, alla fine, potrebbe anche non rivelarsi tale. Ma c’è bisogno di tempo e pazienza che, in quanto  pensionato, non mancano!

Relativamente alla Chiesa di S. Giovanni e Beltiglio le notizie  non sono molte, ma sufficienti per avere una idea di come si presentavano e di quali rendite beneficiavano. Nell’archivio della parrocchia di S. Nicola non vi sono inventari dei beni delle suddette Chiese , ma nella biblioteca capitolare dell’arcivescovado di Benevento, ho rinvenuto un inventario completo che riporta notizie sulle chiese della diocesi di Benevento a partire dal 1686. E’ un volume  ben conservato, sono migliaia di pagine che si decifrano più o meno agevolmente, tranne quelle cinque(!) riguardanti la chiesa di S. Giovanni che sono fortemente rovinate, “si sfarinano” al tocco edi alcune pagine sono rimaste solo dei monconi di fogli. L’inventario di tutti i beni mobili, stabili della veneranda cappella di San Giovanni in Pino, pertinenza del Comune di Ceppaloni è stato redatto il 10 Aprile 1687 da Don Nicola Iannotti Sacerdote, cappellano di essa, con la presenza di Francescantonio di Leonardis  e Feliciano Russo, uomini vecchi informati di beni, frutti e rendite, scritto alla presenza degli stessi. La chiesa di S. Giovanni in Pino è posta nel Casale di S. Giovanni in Pino( la chiesa e il Casale portano il medesimo nome)fa parte della parrocchia di S. Nicola di Ceppaloni, diocesi di Benevento e confina con lastrada pubblica da un lato e con i beni di “di Leonardis e Stefano Russo”. E’ lunga palmi 38 e larga palmi 37 ,impossibile leggere i palmi in altezza, della sua edificazione non vi è memoria, la consacrazione, invece, fu opera i dell’arcivescovo Orsini nel 1706 come risulta dalla lapide che si trova nella Chiesa, a destra quando si entra. Delle chiese esistenti, oggi, nel Comune, solo di quella di S. Giovanni non se ne conosce la data di costruzione, anche se , quasi certamente, risale alla seconda metà del XVII sec. Si passa, poi, alla descrizione della Chiesa  … di pioppo pittata sotto della quale vi è edificato l’altare maggiore dedicato al Glorioso San Giovanni Battista, il quale altare stà posto all’incontro di detta porta a capo di detta chiesa di altare lungo palmi 8 e largo palmi 3 di pietra, sopra detto altare vi è una cona(immagine) e il quatro ( quadro) nella quale è dipinto  la Gloriosa Vergine Maria di Costantinopoli agli angoli … la corona della Vergine a mano destra della quale vi è dipinta S. Giovanni Battista. La dotazione della Chiesaè la seguente: una croce, un crocefisso usato- una carta gloriosa pittata usata. Quattro cannelieri usati. Un messale vecchio. Una tovaglia nuova di seta e pizzillo di palmi 4  lungo e palmi 3 largo- Un’altra tovaglia di seta. Una pianeta di rasillo e stola e manipolo fraschiati— Uno cammiso di seta di casa -  Un calice usato col piede di ramo e cippo indorato—Un campanello appeso per dare il segno alla messa- un altro campanello. una campana grossa di libbre 20, lunga palmi 30—Poi vi sono i beni stabili lasciati alla chiesa fatto dal notaro nell’anno 1653. Un terreno dove si dice Iovenale, pertinenza di Ceppaloni in parte arato e arborato confinante coi beni di Mattia Parente e li beni di Lonardo Russo, oggi lo tiene in affitto Anastasia Parente per trenta … l’anno.  Un terreno alli Sapatini di sette are con arbusti e in  parte boscoso, accanto alla via pubblica con li beni di Francescantonio di Leonadis.Un altro terreno alli Sapatini . Un terreno detto dell’orto delli … confinante con i  beni di  Ippolita Lombardo e Feliciano Russo. Un terreno alli Lombardi di tre misure arbori fruttiferi con beni di Tomaso Russo e Filippo Troisi. Una casa di due membri( stanze) ed orto di tre misure in contrada …  vicino ai beni di Filippo Russo e Tommaso Russo affittato al suddetto Filippo Troisi per due ... Con beni  di Blasio lasciati alla suddetta chiesa—Un terreno alli Pappasini( dovrebbe trovarsi  tra la Fratta e  il Vallone del Casale dei Preti di Arpaise), un orto alli Baccalà di tre misure di Horatio Mernone. Poi vi sono i beni d che Tomaso Paranaisiha lasciato alla chiesa: un terreno alle Corcielle.Tra i beni mobili troviamo:

Un paio di vacche e due asinelli piccoli per il  prezzo di ducati 37 dati ad Angelo Paranaisi. Un paio di buoi per il prezzo di ducati 26 dati a Giuseppe Parente per cinque  .. di grano. Ho trovato  un articolo di Don Laureato Maio del 1984,che è possibile leggere sotto, scritto su “Frontiera 2000”, dal titolo ”Tra storia e fede l’origine di un antico  Casale” che riporto perché vi sono notizie  riguardanti la Chiesa  e il paese .

Anche per la “Venerabile Cappella del Santo Rosario della Casale delle Chianche”,sono elencati tutti i beni mobili, stabili, pesi di qualsivoglia natura. Il suddetto Inventario  venne fatto il 10 Aprile del 1689 da Don Carlo Romagnolo Cappellano della  Chiesa,  con la presenza assidua di Giuseppe Iannotta e Erennio Parente, uomini vecchi, informati di beni, frutti e rendite. La chiesa del SS. Rosario si trova nel Casale del medesimo nome seu il palazzo iusta(vicino alla) via pubblica e il largo di cappella fondata nel 1670  dalli g. gm di Maio di detta terra di Ceppaloni. La suddetta chiesa( in effetti , si tratta di una cappella più che di una chiesa) è larga 12 palmi, lunga 31 e alta 16posta sotto a tetto ed  … dall’una e dall’altra parte dell’altare. La suddetta chiesa è sita e posta nella parrocchia di S. Nicola di Ceppaloni, diocesi di Benevento, quale chiesa dà con porta grande, all’incontro di detta porta dirimpetto al muro e posto l’altare il quale altare è dedicato alla Gloriosa Vergine del Rosario, sopra lo detto altare sta posta un cona(immagine) di lignamo pittato immezzo di la cona  vi è il quadro nel quale è dipinto la gloriosa  Vergine del Rosario il quale è alto palmi 11, largo palmi otto e mezzo. La cappella non tiene obbligo di  messe e tenere dote eccetto   che poca rendita che qui si pone alla riparazione di essa et ... si hanno di carità da li  cittadini di detto casale i quali cittadini mantengono il cappellano anco di carità per la celebrazione nelli giorni festivi e dare al cappellano 24 ducati l’anno. Dopo questa introduzione si passa a formulare l’inventario di tutto ciò che si trova nella cappella: Una croce e crocefisso di legno –Una carta di gloria e … di legnoposta in argento usato – quattro canneliero di legno posti in argentousato–Un calice e la sola coppa di argento – quattro giarre di legno posti in argento e fiori usati –un tovaglia di seta e pizzillo usato lungo palmi dieci e largo palmi 3 –Un tovaglio di seta lana e pizzillo usato lunga palmi 10 larga palmi tre – un'altra tovaglia di seta di lino e pizzillonovo lunga palmi 13 e larga 3 – una cascia di pioppo per servare detta roba- un cammiso con ammitto(l’ammitto era un panno di lino bianco rettangolare, non molto grande, la cui funzione consisteva nel  coprire il collo del sacerdote) di seta di casa e pizzillo novo lungo 5 palmi e larga palmi 10 – un cingolo di filo e fiocchi usato- una pianeta di mezza tela di colore rosso bianco e turchino – Un messale usato ma buono- una borsa di tamasco usato – due corporali e palle – Una fonte di pietra lavorata per l’acqua santa – un campanello per l’altare – un campano di libre 42 alto palmi uno e mezzo e largo palmi uno. Tra i beni stabili troviamo un pezzo di terra alla località detta” La cesitera” di Vincenzo Maio in parte arata e in  parte boscosa che confinava coni beni di Domenico Foglia accanto al Vallone e i beni della Veneranda cappella di SS. Maria dei Martiri di Ceppaloni( che si trovava subito dopo la chiesa della SS. Annunziata)  affittata a Tomaso Mignone per carlini tre; poi vi è un terreno allo”Quatriello” di nove misure in parte arato e in parte con arbusti, vicino ai beni di Agostino Testa e a quelli di Giuseppe Cataudo e di Paolo Mignone e altri confini di detto Paolo per Carlini dodici l’anno. Un ultimo terreno sito nella medesima terra dove si dice “Trocchia” vicino ai beni  di Diana Zerella  e confinante ancora con la  via pubblica e la via Vicinale, con una rendita per la corte baronale di  carlini uno l’anno, affittato, a Marco Benincasa, per carlini quattro l’anno. Infine veniamo a sapere che vi era anche una confraternita, dismessa  già allora ,del SS. Rosario di cui però non vi è notizia né memoria di quando fu fondata né  con quale   autorità essa venne fondata. I Casali che vengono nominati nell’inventario , a proposito delle terre in affitto sono: Casale delliPepicielli- Casale delli Catalani – Casale delli Martini –Casale delli Mignuni – Casale delli Rocchi – Casale  delli Lizza “I Lizza,allora, rientravano nel territorio di Chianche). Relativamente a S. Croce, si trova questa unica notizia: Francesco Pasacariello della terra di Terranova Fossaceca, marito di Caterina Porcaro, figlia di Antonio Porcaro di Nunzio, possiede un terreno seminato e con alberi  di un tomolo in località“Favvuevoliseu Vigna di Fiuvi(abbastanza incomprensibile). Così termina, per il momento, questa narrazione di fatti ricavati dall’analisi degli inventari del 1686 e del 1709, peccato che gli altri i siano andati persi, ma non meno importanti sono gli altri documenti  conservati nella Chiesa di S. Nicola che riguardano i matrimoni, le morti e le decime che permetterebbero di  ricostruire gli aspetti salienti  della vita del Comune nel XVIII secolo.

Beniamino Iasiello

"San Giovanni di Ceppaloni" di Don Laureato Maio

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