Le Chiese del Comune di Ceppaloni 1^

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benjaminMentre consultavo  alcune documenti relativi alla Chiesa di S. Maria in Piano, mi rendevo conto che, in effetti,  per quanto riguarda la parrocchia di S. Nicola le notizie che possediamo  non sono molte. Mentre per la chiesa dell’Annunziata, vi è  una pubblicazione curata dall’ “Intendenza alle Belle Arti” di Caserta dal titolo: ”La Chiesa della S. S. Annunziata di Ceppaloni- Storia e Restauri”, per la Parrocchia di S. Nicola le notizie sono davvero poche. Per quanto riguarda la fondazione della Chiesa dell’Annunziata, le date sono incerte, infatti,  Don Pietro Rossi, che è stato per circa trenta anni arciprete di Ceppaloni, fa risalire l’edificazione della Chiesa all’anno 1567, gli inventari Orsini la pongono al 1507, mentre nel registro delle pergamene dell’abbazia di Montevergine la data è quella del 1453.

Dopo il terremoto del 5 Giugno 1688 che rase al suolo Ceppaloni, senza, però, causare morti, la chiesa venne fatta ristrutturare dal Cardinale Orsini che successivamente la affidò ai “padri francescani riformati” per poi consegnarla, insieme con il convento,  nel 1708 alla confraternita di S. Antonio  che ne diventò proprietaria nel 1864. Agli inizi del Novecento, assumerà la configurazione che tanti di noi ricordano ancora, scrive Don Pietro Rossi, nel 1922, … attaccato alla Chiesa è l’ex Convento, adibito ora ad alloggio del Cappellano , a Caserma dei RR. Carabinieri, ad Asilo Infantile ed (abitazione) annessa per le suore ,e, negli anni cinquanta, molti ricorderanno che, accanto all’ingresso della Caserma  vi era anche l’abitazione di Mast’ Umberto  che era il fabbro del paese. Per  un decreto della Curia metropolitana del 1926, a seguito di domanda fatta dall’arciprete Pietro Rossi, la sede della parrocchia fu trasferita, col nome di S. Nicola di Bari,alla chiesa dell’Annunziata. Questo trasferimento non fu gradito al Direttorio politico locale( il barone Costanzo Iannotti era il segretario del partito fascista)  che presentò ricorso contro il provvedimento. La conclusione fu  che, a seguito di una ispezione sulle condizioni statiche della chiesa, nel 1929 la Chiesa dell’Annunziata venne chiusa al culto! La famiglia Iannotti , come già ho avuto modo di dire, era una delle famiglie più importanti del paese, infatti, basta mettere insieme quelle poche notizie in mio possesso  per accorgersi che, per secoli, ha occupato sempre cariche religiose, civili e politiche importanti:  l’atto col quale, il 17 Maggio del 1526,Camillo della Marra donò il feudo di Ceppaloni  a Giacomo Antonio III della Marra, fu trascritto dal notaio Giovannandrea Iannotti ,alla fine del ‘ 600 un Francesco Iannotti  fu Protonotario Apostolico, agli inizi del 700, il Cardinale Orsini donò la Chiesa di S. Maria in Piano alla famiglia  Iannotti di Ceppaloni il cui arciprete era Don Pasquale  Iannotti;  Costanzo Iannotti fu Sindaco di Ceppaloni  dal 1903 al 1904 ed ancora dal 1914 al 1919,così come nel 1926 fu segretario politico del partito fascista. Sembra un po’ come la storia del principe di Salina de “Il Gattopardo”: cambiare tutto per non cambiare niente perché loro ci sono sempre!  Da quel  momento in poi, però, non ho trovato nessun altro documento inerente alla famiglia Iannotti, come se all’improvviso si fosse volatilizzata, per lo meno per quanto ne so io. Peccato che siano andati persi i sei quaderni dove Don Pietro Rossi annotava ciò che riguardava il paese, perché sarebbero stati una miniera di informazioni per conoscere meglio il paese nella sua economia e stratificazione sociale. Qualche ulteriore notizia l’ho ricavata dalla consultazione del “Libro delle copie d’istrumenti de’ cenzi enfiteutici in grano e in danaro dell’oratorio di S. Antonio di Padova.” Conservato nell’archivio della Parrocchia di S. Nicola.  La maggior parte degli istrumenti risalgono a molti secoli addietro e la carta si sta polverizzando un po’ alla volta, di alcuni, invece, è stato possibile cogliere degli elementi   che hanno permesso di individuare una compra terra detta li Carusi del 1580 o un istrumento di concessione di dieci capacità( il volume) in un luogo che viene detto “alle Chianche” capella S.S. Rosario fatta da Mignone .. rogato dal notaio Stefanelli di monte Sarculi il 6 Marzo 1700 con testimoni Antonio Zerella, Iannotti Francesco ,Catalano .. Donato Iannace, Antonio, Mattia Varricchio per il Casale S. Leucio, e una concessione del territorio “pozza longa” per otto anni ad Angelo Sellitti. Importante è una pergamena, scritta in latino, dalla quale, forse è possibile stabilire che il 21 Gennaio del 1708 fu istituita la “ Confraternita di S. Antonio di Padova”.  Per  la Parrocchia di S. Nicola, invece, al di là della data di fondazione(1502) e quella della consacrazione(1694) che fu ricordata con una lapide che è collocata su la porta di detta Chiesa, dalla parte interiore, in effetti dove si trova oggi, non ho trovato nessun altro riferimento storico. Sulla pietra di marmo sta scritto  che la Chiesa fu consacrata il 26 Agosto 1694 e che  ai fedeli che l’avrebbero visitato, entro l’11 Maggio sarebbero state concesse cento indulgenze. In compenso, nell’archivio della parrocchia ho trovato molte informazioni  grazie all’ inventario dei beni fatto nel 1709 e pervenutoci per intero. Praticamente fu inventariato tutti ciò che la Parrocchia possedeva, e che, bisogna dire,  non era poco. Per primo troviamo una descrizione della Chiesa  alla quale è anche allegata la planimetria su cui è scritto: Pianta della Chiesa Arcipretale  sotto il titolo di Santo Nicola di capacità canne 66 e palmi 59.( la canna è una unità di misura che equivale a poco più di due metri,il palmo è circa cm. ventisei e per capacità si intende il volume

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complessivo ) :La suddetta Chiesa di S. Nicolò di Bari stà situata dentro la terra di Ceppaloni,confinante da tramontana  ad Oriente, colla via pubblica, da Mezzogiorno il Largo, o Piazza d’essa Chiesa, e da Ponente… o muraglia di detta terra, Giardino, o orto della confraternita del S.S. Corpo di Cristo, che tiene a censo esso .. Don Francesco Iannotti nomine proprio lunga palmi 65 larga 63 ( la chiesa di S. Nicola era quindi lunga metri  17 e larga metri 16).Tiene la porta che riguarda mezzogiorno colla base ed architrave di pietra lavorata con iscritto Alexander de Marra archiepiscopus sancte Severine MDII- e dall’una e l’altra pure vi sono intagliate l’arme(stemma) di detto ..  della quale né stà una lapide marmorea alta palmi 4 e larga 3 e mezzo, coll’effigie della Beatissima Vergine sedente, con bambino in seno, con iscritto sopra Franciscus Arciprete Iannotti 1693. Protonotarius apostolicus, ed alla cima di detta chiesa né stà collocata una statua di Biliano del glorioso S. Nicolò dai Bari,( fu tolta dall’arciprete D. Pietro Rossi nel Settembre 1931)chiude a due porte, con chiave a mascatura con avanti porta di legno pieno a marmoresco con arma dell’Ecce.mo  arcivescovo Orsini, che apre a due porte, con due chiavistelli e lucchetto di ferro, con due ferri ottonati al parete che la sostengono e sopra detta porta .. né è collocato un crocefisso grande di legno … con un panno di tela terrea . Inoltre, come si può vedere dalla planimetria della Chiesa, vi era , all’interno di essa “ La confraternita del S. S. Corpo di Cristo ”alla quale si accedeva attraverso una porta in piano. Soltanto una breve parentesi per spiegare come mai sull’architrave compare il nome dell’arcivescovo di Santa Severina  della provincia di Crotone.Ebbene, Ilaria(detta Flavia) Scillato,Signora di Ceppaloni e Chianchetelle, sposò in seconde nozze Francesco Orsino, famoso capitano d’armi del suo tempo, che viveva a Ceppaloni  nel 1440. Morto il marito, nel 1454, rinuncia alla successione del feudo di Ceppaloni in favore del nipote Giacomo Antonio II della Marra, riservandosi  l’usufrutto di Ceppaloni e immobili in Benevento, Salerno e Monte Arato(forse vicino ad Ancona). E’ in questo modo che la famiglia “della Marra” si trovò ad essere proprietario del feudo di Ceppaloni,e alla quale i Davalos, quando diventarono i nuovi signori di Ceppaloni, pagarono 1500 ducati per ottenere la rinuncia a tutte le eventuali pretese. La descrizione continua indicando che appena si entra vi sono due fonti di pietra per l’acqua benedetta, poi l’altare maggiore .. dove s’ascende per due gradoni di pietra,pitta a marmoresco, con due gradini di legno.  La Sagrestia     a piè di detta nava vi è la sagrestia, nella quale s’entra per una porta pitta a marmoresco, che chiude a due con chiave e lucchetti di ferro colle sue clementine, ed a lato di essa vi è una forte… di marmo bianco… vi è un armadio di legno di noce a due pontelle con chiave con cinque tiratori di legno di pioppo , ancora il tabernacolo di legno indorato con croce. La fonte battesimale che si trova a man sinistra dentro un cappellone fatto a imbuto con una fenestra stà collocata la fonte  di pietra lavorata in forma quadra, coll’iscritto: Anno Domini 1693. Troviamo la descrizione della statua di S. Nicola fatta dal Biliano con materia di …  che colla destra di mano benedice tiene il pastorale con tiara in testa rosso di drappo bianco e rosso, vi è la descrizione dell’altare maggiore, dell’altare di S. Antonio(oggi non c’è più, ma è rimasta la lapide che lo ricorda sulla parete sinistra dell’interno della Chiesa) di un pulpito di legno pitta  a marmoresco icastrato   nel parete e col dossale o suffittà anche pitta coll’armedel Arcivescovo Ursini, col suo crocefisso di legno e più sotto con l’arme(è lo stemma) dell’arciprete Iannotti. Infine troviamo una fossa vicino all’altare maggiore dove vi è un cappellone nel quale vi è una finestra bislunga e nel pavimento si vede una sepoltura con iscrizione che dice Pro buonis. Infine troviamo la descrizione del campanile:  …. si ascende al campanile, la punta del quale terminerà a piramide, tonicato dalla parte esteriore, con croce  di ferro in cima con quattro finestroni ciascheduno de’ quali ne sta collocata una campana. La prima di peso circa cantara( ogni cantara equivaleva a 25 libbre e una libbra a circa 450 grammi) tre lunga palmi 5 e larga 3 con inscritto anno  1525. La seconda di peso cantara due mezzo circa, lunga palmi 4 e mezzo larga tre, coll’immagine della  santissima concezione con inscritta anno domini1580, per opera del maestro Giacobbe … La terza di peso tre cantara  palmi uno  anno  1564 …  la quarta di peso circa cantara  50 alta palmi 17 coll’immagine di S. Giovanni Battista e santo Nicola colla seguente inscrizione  anno domini 1580. Al di là di altre notizie, credo che la parte più interessante possa essere quella che riguarda i beni che la Chiesa possedeva nel comune che , però, rinvieremo alla prossima volta.

 

Beniamino Iasiello

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