Come eravamo: Intervista con Ennio Catalano

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Ennio_CatalanoDopo della seconda guerra mondiale, iniziò anche da noi una ricostruzione lenta, ma continua che, pur tra difficoltà  dovute ad una disastrata situazione economica,  cominciò a modificare radicalmente la struttura della comunità. Non vi erano strade,non vi era acqua corrente, la maggior parte delle località erano prive di luce, vi era una grande miseria, ma anche una grande forza d’animo  e un credo morale di cui, oggi, se ne è persa la memoria . Ho avuto la fortuna di conoscere molti degli amministratori che  impegnarono le loro energie, la loro professionalità nello sforzo di portare il paese fuori dal guado. Sono passati molti anni, ma di quel tempo nessuno ricorda più niente: né fatti, né persone. Perché allora non recuperare, nel bene e nel male, attraverso il racconto di chi ha amministrato la nostra comunità’,  il senso di quel tempo e di quei valori? Così è nata l’idea di incontrare i protagonisti di quella storia per cercare di ricostruire, attraverso i loro ricordi e le loro parole, le fasi salienti di un percorso che hanno accompagnato il paese nella sua evoluzione.

 

Credo che gli anni ‘50 e ‘60 siano stati i  più difficili da gestire per i nostri amministratori che, all’improvviso, si sono trovati arbitri del destino della comunità, senza possedere gli strumenti  adeguati, ma essi erano guidati dal buon senso che racchiude in sé razionalità e moralità. La scelta di partire  dagli anni settanta è stata dettata dalla (mia) convinzione che le scelte politiche di quegli anni hanno determinato non soltanto l’intero decennio, ma anche il dopo. Le elezioni del 1970 rappresentarono una novità rispetto al passato, perché ,anche se sotto forma di liste civiche, Il PSDI vinse le elezioni amministrative sia a Ceppaloni, dove si presentò con  una lista di giovani, sia a Beltiglio dove la lista era capeggiata dall’avv. Ferdinando Facchiano, esponente di spicco della soicialdemocrazia  sannita e non solo. Prima delle elezioni, i socialdemocratici del comune avevano stabilito che, in caso di vittoria, il Sindaco sarebbe stato di Ceppaloni capoluogo e precisamente il rag. Carmine Rossi. Ma subito dopo le elezioni, fu deciso che  per i primi sei mesi , sarebbe stato eletto Sindaco Il prof Ennio Catalano di Beltiglio e per il rimanente della legislatura il rag. Carmine Rosi di Ceppaloni. Quindi  non potevo non iniziare questo colloquio- intervista che con Ennio Catalano che fu il primo sindaco dell’inizio degli anni settanta. Ennio Catalano ha iniziato a fare politica che era giovanissimo, di idee socialiste e sostenitore del Referendum pro- repubblica del 1946. “U guaglione di Catalani”, come veniva simpaticamente chiamato per la sua giovane età, entrò nel Partito d’Azione, iniziò ad interessarsi ai problemi della comunità ceppalonese sia come politico che come corrispondente del  giornale “La Giustizia”  “quotidiano del mio partito dove criticavo l’operato dell’ Amministrazione comunale, segnalando i gravi e numerosi problemi della frazione Beltiglio, soprattutto quelli delle Contrade, abitualmente abbandonate, trascurate ed ignorate”. Nel 1960, proposto dall’ avv. Ferdinando Facchiano, venne candidato ed eletto  prima consigliere comunale e, poi, assessore effettivo  dal Consiglio Comunale. L’Amministrazione nata da quelle elezioni fu la seguente: Barone Domenico,Catalano Ennio, Facchiano Ferdinando, Manni Domenico, Mazzone Antonio, Mignone Antonio, Moretti Michele, Parente Gennaro, Rossi Domenico,Testa Giovanni,Lizza Secondino,Parente Erennio Menotti, Parente Vincenzo, Porcaro Simone, Rosa Mattia, Simeone Giuseppe. Le liste, con i rispettivi simboli, che si affrontarono nelle elezioni del 16 Novembre 1960 furono per  Ceppaloni 1) Spiga di Grano- 2) Scudo Crociato, per S. Giovanni: 1) Scudo Crociato- 2) Campanile- 3)per  Beltiglio:1) Scudo Crociato- 2) Gallo.   Ma la formazione di una maggioranza amministrativa fu un parto molto doloroso, infatti essa fu possibile soltanto grazie all’appoggio che i due consiglieri, Antonio Bosco e Domenico Barone , eletti nella lista del “Grano”, lista di democratici cristiani dissidenti di Ceppaloni capoluogo, diedero ai dieci consiglieri di S. Giovanni (4) e di Beltiglio( 6). Per cui la Giunta fu così composta: Prof. Domenico Rossi, Sindaco- Avv.  Ferdinando Facchiano, vice sindaco- Prof.  Ennio Catalano, assessore effettivo-  Sig. Antonio Bosco, assessore effettivo, Geom. Domenico Barone, assessore effettivo- signor Gennaro Parente, assessore supplente- Sig. Arturo Mignone, assessore supplente. In effetti, di fronte alla richiesta dell’ avv. Erennio Parente di eleggere a Sindaco il Geom. Costanzo Barone, i consiglieri di S. Giovanni e di Beltiglio fecero fronte comune per respingere questo tentativo che fu superato  per l’appoggio dei due dissidenti democristiani. La giunta non ebbe un iter facile, continua Ennio Catalano,ma noi ponemmo alla base del nostro agire una condotta amministrativa saggia ed onesta che teneva conto soprattutto di due principi fondamentali per chi vuole occuparsi di politica “La difesa di tutto ciò che serviva alla vita dei cittadini- lavoratori ed il più grande scrupoloso rispetto nell’impiego del  loro DENARO”. In questi  anni, il PSDI occuperà spazi sempre maggiori  nella vita politica del paese perché “aderente alle esigenze della comunità e con la fisionomia politica del partito che raccoglieva avanguardie di lavoratori del braccio e della mente in una azione per il consolidamento della democrazia e per la risoluzione dei maggiori problemi della Comunità. La costanza, la sincerità, l’impegno e soprattutto la serietà ci portarono gradatamente alla riconquista del Comune nel 1970” Il PSDI, con liste civiche, vinse sia a Ceppaloni che a Beltiglio, mentre a S Giovanni  vinse la DC. Fu un fatto importante, soprattutto per Ceppaloni che fino a quel momento era stato sempre privo di una classe politica giovane capace di creare entusiasmo per un progetto politico che desse sviluppo al paese. Nel nostro paese non vi era mai stato un “leader” capace di trascinare la gente così come avvenne per quasi tutto il decennio. Sembrava, senza nulla togliere  a chi li aveva preceduti ,che per  il paese  si stessero aprendo le porte della modernità.  Dice l’ex Sindaco Catalano:” a questo punto cominciò la lotta per l’elezione a Sindaco e precisamente tra me e Carmine Rossi.  Fu una lotta inutile, riconosce Catalano,insensata e deleteria forse da entrambe le parti. Alla fine si trovò   questa specie di compromesso: fui eletto Sindaco solo per pochi mesi e con documento scritto e di pubblica conoscenza.. perché molti non credevano nella mia parola e nel mio impegno”. Invece, se ricordo bene, non solo il Sindaco Ennio Catalano si dimise, ma lo fece, 8 Dicembre 1970, anche con largo  anticipo sulla data stabilita, 24 Dicembre. Chiaramente il tempo era molto poco per tentare di avviare una seria politica riformista, ma nonostante le difficoltà, prosegue il Sindaco, sorretto soprattutto dall’assessore anziano Saverio Pietro Catalano, riuscii  a far firmare il decreto del cimitero di Beltiglio, ma , soprattutto, ad ottenere la promessa che sarebbero stati concessi, dal Provveditorato alle opere pubbliche di Napoli, circa 170 contributi del terremoto. Infatti, a circa 10 anni dal terremoto del 1962 che investì anche le nostre zone, la ricostruzione non era ancora iniziata. Al momento delle sue dimissioni, i decreti non erano stati ancora firmati … “ i decreti non furono mai più firmati, si scatenò una tempesta perché al sisma reale seguì quello politico-amministrativo, vi furono querele, intervenne la magistratura , si celebrarono processi. In questi sei mesi fu nominato presidente dell’ECA Maselli Renato che dopo pochi mesi, avendo dato le dimissioni fu sostituito da Barone Domenico, fu rinnovata la Commissione Edilizia della quale entrarono a far parte Barone Domenico, Rossi Francesco , Parente Ettore, Lucio Testa, Lonardo Cosimo. Cosa importante fu anche la ricognizione dei debiti e della cause in corso, il cui ammontare era di lire 25.749.749- Alla luce di quanto verificatosi … “unitamente al mio limitato gruppo e con l’apporto dei consiglieri di minoranza DC, feci cadere l’amministrazione. Il 21 Luglio del 1971, i seguenti consiglieri presentarono le dimissioni  determinando la caduta dell’Amministrazione: Angelo Catalano, Ennio Catalano, Di Donato Luigi, Lonardo Emilio, Parente Amedeo, Parente Osvaldo, Rosa Mattia, Rossi Domenico, Tranfa Luigi. L’11 Ottobre arrivò il commissario Prefettizio e le elezioni furono fissate per il 26 Novembre del 1971. Da questo momento, Ennio Catalano partecipò poco alla vita politica del paese, ma diventò Segretario provinciale della camera del lavoro della UIL e componente nazionale della UIL scuola. Ma nel 1985, ritorna alla politica attiva a livello provinciale dove, per il PSDI, venne eletto Consigliere Provinciale nel collegio di Ceppaloni – Apollosa- Pannarano. S- Leucio. Pur potendo essere eletto Vice- Presidente della Provincia, si imbatté nella dura opposizione dell’on. Clemente Mastella che in una pubblica manifestazione pronunciò “il fatidico,inesorabile, spietato, sconsiderato veto: Ennio Catalano non sarà né assessore provinciale e tantomeno Vice-Presidente”. Ma successivamente ebbe un incontro con Clemente Mastella dove presenziarono anche Tommaso Paolucci e Aldo Gliemo. L’on. Mastella gli dice:” Ennio devi dimetterti da Consigliere Provinciale e  alla mia richiesta di conoscere la motivazione, rispose che gli dava fastidio sentire da alcuni elettori locali:  se non provvedi tu, vado da Ennio Catalano”. Imposte al partito le dimissioni dal Consiglio Provinciale, Ennio Catalano venne nominato Vicepresidente dell’USL(1987- 1989) Ma quando la Dc aprirà ai socialisti sia al Comune di Benevento che alla Provincia, il primo che fu sacrificato sull’altare dell’accordo politico fu , appunto, Ennio Catalano che era stato facile profeta quando nel colloquio con l’on. Mastella aveva affermato:” troverai tanti marchingegni e mi manderai via anche dall’USL”.  D’Altra parte, ricorda Ennio Catalano , quelli furono gli anni della “Mastellite”, furono gli anni in cui sembrava nessuno sapesse resistere al nuovo “deus ex machina “ della politica sannita: il mio partito non si impose, era febbricitante, invaso dalla influenza, dalla “mastellite”.  Dopo di allora, ancora una volta Ennio Catalano si candidò per le elezioni  comunali con la lista capeggiata da Domenico Pugliese nel 1996, ma, la lista di ispirazione mastelliana, ottenne un  risultato  paradossalmente negativo. Chiaramente, per  chi ha fatto politica per una vita , riesce difficile starne lontano  definitivamente, per cui nei momenti cruciali  ha continuato ad essere sempre presente e visto come un punto di riferimento. Alla mia ultima domanda : ritieni che l’attuale amministrazione comunale stia ben lavorando per uno sviluppo adeguato del paese, egli ha risposto che non la vede” attenta e decisa, mi sembra piuttosto condizionata dalle pastoie burocratiche, ancorata al sistema-frazioni di vecchia e anchilosata  memoria , se è vero, come è vero, che ha allargato il numero delle frazioni da tre a cinque, mostrando di essere legata  ad un frazionismo inutile, sorpassato, deleterio … mirare ad una programmazione ad ampio raggio insieme coni comuni limitrofi …  evitare spese inutili e senza senso … inoltre “ va rimproverata la superficialità per il criterio adottato nell’imposizione delle tasse sia sui terreni  inclusi nel PUC che quelle sui rifiuti … un consiglio  se è possibile:diffidare sempre dei burocrati: quelli, con tutto il rispetto e le deferenze, giuocano un altro ruolo, non sono amministratori, non vengono eletti dal popolo e, quindi, non lo rappresentano. In Pensione dal  1996, è stato Insegnante di “Italiano e Storia,” negli Istituti di Scuola Secondaria e Rettore del Convitto, ricopre attualmente la carica di Segretario Provinciale dell’A. N. Pe. S( Associazione nazionale Pensionati  Scuola).

Ringrazio Ennio Catalano per questo viaggio nel tempo i che sarà certamente interessante e proficuo per tanti che conoscono poco, perché giovani, le vicende politiche nel nostro paese, ma anche per conoscere i protagonisti istituzionali della nostra storia locale.

E’ possibile leggere sotto il manifesto di ringraziamento agli elettori, per la vittoria amministrativa riportata nelle elezioni del 1970.

Beniamino Iasiello

Scarica il Manifesto di ringraziamento del PSDI

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