Centro di lettura e … letture

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benjaminErano gli inizi degli¬† anni sessanta e il paese, con fatica, stava venendo fuori dalle rovine di una guerra che aveva portato molti lutti e¬† molta miseria. Il Comune mancava di adeguate vie di comunicazione, i giovani erano impossibilitati a muoversi: vi era la corriera della Ditta Rossi che portava gli studenti nel capoluogo sannita e il Mercoled√¨ e il Sabato, che erano giorni di mercato a Benevento, scendevano le donne con le loro sporte a vendere frutta , uova, verdure. Ricordo ancora quel bus con un muso enorme che era sempre affollatissimo e molte volte era letteralmente impossibile chiudere lo sportello nonostante la roba pi√Ļ ingombrante venisse posta sopra al pullman che era munito di una scaletta posteriore esterna. Come dimenticare il ‚Äúfattorino‚ÄĚ, cos√¨ veniva chiamato allora il bigliettaio che poi era anche ¬†il controllore, che era conosciuto da tutti col nome di Muschille (Porcaro Domenico), un uomo splendido, sempre sorridente, ma capace anche di sfuriate tremende alla fine delle quali, ci si guardava in faccia e si scoppiava a ridere tutti insieme.

Era di una simpatia umana unica, sempre disponibile e noi sempre pronti ad approfittare della sua generosit√† per cui molte volte perdeva davvero le staffe, d'altra parte non era semplice avere a che fare con tanti giovani e con le loro scariche ormonali. In quegli anni, molti ragazzi del paese frequentarono la scuola media a Benevento, essendoci a Ceppaloni soltanto¬† la scuola di Avviamento Professionale;¬† ricordo che nelle nostre case non mancava il necessario, ma era difficile trovarvi un libro, vi era, quasi sempre, il cibo per il corpo, ma mancava quello per l'anima. I primi libri furono quelli di scuola e credevamo che tutto si esaurisse nell'abbecedario¬† in¬† nostro possesso e nemmeno eravamo in grado di immaginare cosa ci fosse oltre ‚Äúl'ermo colle‚ÄĚ. Fu il famoso ‚ÄúCentro di Lettura‚ÄĚ che sopper√¨ alla cronica mancanza di libri nelle nostre case e a farci conoscere tante storie , tanti autori che avrebbero contribuito alla nostra formazione. Cos√¨ come negli anni cinquanta, la Chiesa aveva rappresentato il fulcro per i giovani del paese, cos√¨ negli anni sessanta. ‚ÄúIl Centro di Lettura‚ÄĚ, che si trovava in una posizione centrale tra ‚Äúfora a teglia‚ÄĚ e la Chiesa di S. Nicola, ¬†divent√≤ il nuovo luogo¬† di aggregazione, ci si incontrava per prelevare i libri da leggere, ma anche per incontrarsi, parlare e non ultimo(anzi!!) incontrare e conoscere le ragazze con le quali era molto difficile intrattenersi per le strade del paese. Per quelli che erano i tempi, era abbastanza fornito, vi si trovavano libri di avventura, di scoperte geografiche e¬† alcuni¬† classici della letteratura per ragazzi. Fu allora che lessi romanzi come ‚Äú I tre Moschettieri‚ÄĚ di Alessandro¬† Dumas,i romanzi di Giulio Verne, ‚ÄúIvanohe‚ÄĚ di Walter Scott, e poi i libri di avventura scaturiti dalla fervida fantasia di Emilio Salgari che ci avvinse con personaggi ed eroi che mai pi√Ļ avremmo dimenticato: ¬†Sandokan, Yanez, la perla di Labuan, i tigrotti di Monpracem, Il Corsaro Nero, Il Corsaro Rosso e tanti altri. Non mancavano¬† anche alcuni classici della letteratura¬† italiana¬† e russa dell'Ottocento, importanti dal punto di vista formativo. Il ‚ÄúCentro di Lettura‚ÄĚ svolse una funzione importante perch√© diede ¬†la possibilit√† a tanti giovani di conoscere i libri,di capire che attraverso essi era possibile avvicinarsi al mondo che pulsava fuori dal¬† ‚Äúcerchio magico‚ÄĚ nel quale vivevamo ed eravamo convinti, con l'entusiasmo e l'ingenuit√† che √® propria dei giovani, che il mondo stesse aspettando proprio noi . Ricordo che con gli amici, alla met√† degli anni sessanta, si tirava fino a tardi la sera per discutere della aggressivit√† del capitalismo americano,della classe operaia¬† internazionale, della rivoluzione culturale cinese, di psicoanalisi¬† ed eravamo certi che la storia avrebbe dato ragione al proletariato in¬† un'ottica tutta sovietica, e ,per finire, non mancava mai la vituperata DC che diventava la sentina di tutti i mali della nostra Italia. Credo di poter dire adesso che ci sbagliavamo, ma .. eravamo giovani e credevamo veramente di poter dare il nostro contributo per cambiare il mondo, senza renderci conto che esso lentamente gi√† stava trasformandoci. Infatti, il paese non¬†¬† riusc√¨ mai ad esprimere niente di alternativo all'immobilismo di una politica che se poteva essere sopportata nel primo quindicennio postbellico, non poteva essere pi√Ļ tollerata soprattutto con l'entrata in campo dei giovani nati¬† negli anni quaranta. Ma allora non avemmo voce per ribellarci alla politica del ‚Äúdivide et impera‚ÄĚ imposta da poche persone e, col tempo, finimmo col diventare del tutto afoni, facendo prevalere sempre di pi√Ļ la voce del ‚Äú padrone‚ÄĚ in un rapporto inversamente proporzionale: pi√Ļ alcuni acquistavano voce, tanto i pi√Ļ la perdevano. Mi rendo conto di essermi allontanato dalle considerazioni da cui ero partito¬† ¬†alle quali subito mi riallaccio e credo ¬†che forse sar√† stato proprio quella mancanza adolescenziale¬† che mi ha portato, poi, ¬†a prendere la buona abitudine di frequentare le librerie e le bancarelle dell'usato dove √® sempre possibile trovare qualcosa di importante( qualche settimana fa, in un mercatino di Roma ho comprato per otto euro una edizione del 1965 della ‚ÄúIstoria del Regno di Napoli‚ÄĚ di Benedetto Croce). Chiaramente, l'essere andato in pensione da qualche anno mi dato pi√Ļ tempo per coltivare questa passione e anche molto pi√Ļ tempo per leggere e riflettere. Dovessi dire quali sono gli autori e i romanzi che maggiormente mi hanno colpito ultimamente, non potrei non citare i romanzi di Andrea Vitali, Gaetano Cappelli( il Philip Roth italiano, come √® stato definito dal critico letterario Antonio D'orrico e possibile premio Nobel per la letteratura) Massimo Carlotto( il re del noir italiano, di cui consiglio di leggere,‚ÄĚArrivederci amore ciao‚ÄĚ). Strana storia questa di Massimo Carlotto(ex di Lotta Continua) che, accusato di omicidio e catturato dalla polizia messicana sar√† consegnato alla giustizia italiana che lo condann√≤ a 18 anni di prigione, sar√≤ poi, graziato dal Presidente della Repubblica Eugenio Scalfari-. Consiglio anche ‚ÄúAcciaio‚ÄĚ di Silvia Avallone , un ¬†romanzo veramente straordinario che certamente diventer√† un film. Vorrei spezzare una lancia a favore di Antony Trollope, scrittore del realismo inglese dell'Ottocento( come Charles Dickens) che ha scritto, tra gli altri, sei romanzi¬† tutti collegati tra di loro dall'ambiente nel quale avviene la narrazione. Ma mi rendo conto che sei tomi per un totale di oltre quattromila pagine possono tentare solo un pensionato(!) , ma¬† posso dire che ne vale ampiamente la pena. I primi due li ho letteralmente divorati, adesso mi sono preso un po' di tempo per continuare! Dovessi indicare, per√≤, un romanzo per il 2010, senza esitazione indicherei ‚ÄúHanno tutti ragione‚ÄĚ di Paolo Sorrentino con l'invenzione dello splendido personaggio di Toni Pagoda. Per¬† ultimo, non per importanza, indico il libro di Gianrico Carofiglio, pubblicato nello scorso¬† Ottobre, intitolato‚ÄĚLa manomissione delle parole‚Ä̬† che consiglio di leggere perch√©‚ÄĚ riflette sulle lingue del potere e della sopraffazione ‚Ķ ¬†le nostre parole sono spesso prive di significato. Ci√≤ Accade perch√© le abbiamo consumate ‚Ķ le abbiamo rese bozzoli vuoti. Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle‚ÄĚ.

Buona lettura.

Beniamino Iasiello

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