Riforma da rottamare?

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benjaminCon o senza la fiducia al Governo, il 14 Dicembre, la riforma Gelmini dell'Università sembra essere stata definitivamente affossata. Se avessero voluta approvarla, perché non discuterla subito in Senato dove il Governo gode della maggioranza necessaria?  Gli studenti si sono opposti in maniera estrema ritornando  nelle strade a manifestare, ad occupare università e scuole. Sono stato circa quaranta anni nella scuola e, nell'insieme, ho guardato sempre con simpatia alle manifestazioni, agli scioperi e, perché no', all'occupazione degli istituti in casi veramente eccezionali (perché l'occupazione, non bisogna dimenticarlo, si prefigura come interruzione di pubblico servizio e, quindi, come privazione di un diritto che tanti altri vorrebbero esercitare: il diritto allo studio.

Perci√≤, anche questa volta, rispetto ai tagli che il Ministero di viale Trastevere ha imposto alla scuola, non si pu√≤ non guardare con interesse ¬†al movimento degli studenti che ha avuto il grande merito di far reinserire nella finanziaria parte del danaro che era stato tolto e di lottare a¬† favore di una¬† scuola pubblica! (nel pubblico si taglia, per il privato vengono messi a disposizione 250 milioni di euro nella finanziaria) che tenga presente gli interessi di tutte le componenti della societ√†, ma,soprattutto, di una scuola e di una Universit√† che funzionino in maniera razionale, rigorosa e seria. E una politica riflessiva sa che non esistono riforme senza investimenti, la qualit√† della scuola la si promuove¬† investendo non sottraendo risorse perch√© se cos√¨ non fosse sarebbe soltanto ipocrisia e miopia¬† culturale. Oggi, √® la retorica del merito che tiene banco, sembra la parola magica che mette tutti d'accordo, come se il¬† merito non dipendesse anche da quello che si ha a disposizione come tempo, come libri, come danaro, come educazione, come ambiente oltre che dell'intelligenza. Il merito ha senso solo se vi √® l'uguaglianza delle opportunit√†, altrimenti si parla di aria fritta perch√© chi partir√† avvantaggiato avr√†¬† certamente maggiori ‚Äúchances‚ÄĚ degli altri. Ma,¬† davvero, la riforma del ministro Maristella¬† Gelmini √® tutta da rottamare? Dalle reazioni degli studenti e delle forze politiche d'opposizione sembrerebbe effettivamente che¬† da salvare c'√® poco o quasi niente: continua a garantire i baroni universitari,¬† non scalfisce i privilegi mentre, penalizzerebbe le fasce pi√Ļ deboli. Credo che,forse, nel suo insieme, sarebbe da salvare (Orrore!!)¬† perch√©, se √® vero che non √® una riforma radicale, √® pur vero che incomincia ad intaccare il potere dei baroni universitari e mette ordine in un fiume di indirizzi¬† di lauree e pone fine al malcostume della creazione dell'universit√† nel proprio‚ÄĚgiardino‚ÄĚ.Prevede, per la prima volta, che i fondi pubblici vengano modulati in funzione dei risultati. Inoltre, non¬† saranno pi√Ļ le Universit√† a bandire i concorsi, ma ci sar√† una abilitazione scientifica nazionale e una lista¬† che indica i nomi dei professori¬† idonei,¬† valida per quattro anni e compilata da quattro professori che vengono sorteggiati. Le universit√† dovranno scegliere da quell'elenco i docenti da assumere. Poi, ancora, da queste liste non possono essere chiamati¬† docenti che sono parenti di professori che gi√† lavorano presso quella universit√†. I rettori possono restare in carica per un solo mandato e al massimo sei anni-Nel consiglio di amministrazione entrano anche i privati e gli stipendi aumenteranno non pi√Ļ con gli scatti automatici, ma ci saranno dei nuclei di valutazione formati da docenti interni ed esterni. Non ci saranno pi√Ļ ricercatori nominati a tempo indeterminato,ma essi avranno otto anni durante i quali o diventano professori associati o dovranno lasciare l'universit√†. Infine, accanto alle borse di¬† studio per chi ne ha bisogno, vengono istituite borse di studio per merito a prescindere dal reddito Questi in sintesi i punti fondamentali della riforma che, certamente, come in molti hanno sostenuto,non rappresenta il meglio, ma, tra il peggio rappresenta, come ha affermato Michele Salvati, il meno peggio perch√© ha sufficienti spunti innovativi e chi¬† lotta contro la riforma Gelmini universitaria, ha continuato Giovanni Sartori, combatte a proprio danno e per il proprio male. E nessuno dei due pu√≤ essere accusato di avere posizioni filogovernative. Anzi! Perci√≤ √® una riforma che andrebbe salvata perch√© potrebbe rappresentare il grimaldello per iniziare a smuovere una situazione stagnante da molti anni¬† che ha portato l'universit√† italiana al quasi suicidio. Il punto nodale resta quello¬† di investire risorse adeguate senza delle quali non si riforma assolutamente nulla, ed √® in questa direzione che studenti e l'opposizione politica nel paese devono unire le proprie forze anche per il futuro (anche se questa riforma sembra, oramai, navigare in mare aperto in mezzo ad una grande tempesta). C'√®¬† bisogno di coraggio e di umilt√† quando si affrontano temi delicati per la vita della¬† comunit√†, ma¬† decisi nel ritenere che il nostro paese ha bisogno di riforme che sono vitali per restare agganciati al treno europeo. C'√® bisogno di responsabilit√† e di idee che per poter camminare hanno bisogno di gambe forti, perch√©, fin quando cammineranno con la testa,diverr√† sempre pi√Ļ difficile trasformare la realt√† e realistica la possibilit√† di contare poco o niente in un mondo che la globalizzazione ha del tutto mutato e dove la ‚Äúconoscenza‚ÄĚ occuper√† sempre di pi√Ļ un ruolo centrale. Ecco perch√© c'√® necessit√† di costruire un sistema formativo capace di cogliere, capire e vincere le sfide del futuro. Allora... che si cominci pure con la ‚ÄúGelmini‚ÄĚ, sapendo che tutto pu√≤ essere migliorato solo se si ha il coraggio di incominciare a far venir fuori dal pantano nel quale¬† si trovano, oggi, la scuola e l'Universit√† in Italia.

Beniamino Iasiello

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