L’inizio della storia?

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benjamin“Dedotto del Villaggio di S. Giovanni per l’addimandata Divisione da Ceppaloni contenente altra più motivata, legal certificato di distanza ed un quadro da mostrare la popolazione, l’imponibile fondiario, ed il personale idoneo per le cariche.” E’ questa l’intestazione che porta il fascicolo riguardante la richiesta fatta pervenire al Re del Regno delle due Sicilie , Ferdinando II, dai naturali del Villaggio di S. Giovanni. E si capisce subito che non è la prima volta che il suddetto Villaggio ha chiesto il distacco dal capoluogo Ceppaloni. Infatti, il frontespizio dice:contenente ALTRA più motivata, quindi una richiesta di separazione certamente fu prodotta prima del 1852, ma non è possibile stabilire quando, perchè non vi è alcun documento al proposito, ma è possibile dedurre che la risposta fu negativa, tanto da indurre il Villaggio di S. Giovanni  a ripresentare una nuova richiesta.

 

Questa volta,  più circostanziata e rispondente ai requisiti richiesti dalla legge 1 Maggio 1816 che regolamentava tali situazioni e permetteva ai Comuni che si trovavano uniti di chiedere la separazione con popolazione di mille abitanti o mezzi sufficienti per formare e rinnovare il personale dell’amministrazione o per supplire alle spese comunali. Similmente i comuni che avevano una popolazione minore di 1000 abitanti e che mancavano dei  mezzi per amministrare, potevano richiedere la riunione ad altri comuni vicini. Il primo documento porta la data del cinque Giugno ed è del Ministero dell’Interno che invia all’Intendente del Principato Ultra il memoriale: pervenutomi da Sua Maestà D. G. la popolazione del Villaggio  di S. Giovanni si è fatto a chiedere di essere elevato a comune segregandosi da Ceppaloni cui ora appartiene, ed asserisce che abbia i mezzi come sostenere lo spesato una separata amministrazione. Ma da Avellino rispondono  affermando che il memoriale col quale hanno supplicato Sua Maestà  di elevare quel villaggio a Comune non è arrivato. E , in effetti, il memoriale non risulta tra le carte ritrovate, però è possibile leggere la domanda inviata al”Signor Intendente e Consiglieri della provincia di Principato Ultra”,  una lettera inviata “Al Signor Consigliere Zigarelli” ed un’altra “Al Signor Intendente della Provincia di Principato Ultra” dove è possibile ritrovare le motivazioni per cui il villaggio di S. Giovanni chiede di separarsi dal capoluogo Ceppaloni. E’ dato di capire che S. Giovanni avesse rivolto direttamente richiesta al Decurionato di Ceppaloni,ma parte di esso  deliberò per il contrario... la riferita deliberazione contrariamente data non poteva che tale essere, cioè quella di un cattivo Giudice, cioè di un giudice della propria causa quale si erano i suddetti decurioni. Il riferimento dei nativi di S. Giovanni è certamente fatto ad una deliberazione del Decurionato di Ceppaloni del 1853 che però non ci è giunta, ma le motivazioni erano certamente quelle ritrovate nella delibera del 31 Gennaio 1855: pochi abitanti, l’incapacità di reggere il peso di una amministrazione autonoma, e,  in fondo , l’inconsistenza del disagio principale e cioè la distanza  di un miglio dal capoluogo che viene accorciato dal libero e buon accesso per la strada rotabile . Nella domanda inviata all’Intendente della Provincia del Principato Ultra leggiamo che: La popolazione di S. Giovanni Villaggio riunito a Ceppaloni  colla più sentita gratitudine e colle più fervide benedizioni nell’accogliere lo splendido tratto di paterna cura della Maestà del Re D. G. tutto intento al benessere dei figli … sovrana disposizione per la dimanda umiliata ad ottenere la separazione da Ceppaloni e fare che S. Giovanni, divenghi Comune a sé con municipale distinta Amministrazione, vede necessario anche ad Ella quanto segue. Alle interminabili discussioni, incessanti contrarietà, intrichi che sempre nel Capoluogo si vedono, di benefici sempre privi, di pesi gravatissimi, sofferenti per una considerevole distanza viepiù nella stagione invernale da omettere del tutto gli atti dello stato civile e spesso trascuransi con grave danno per morti, nascite non notate, financo scambiamento ne’ nomi de’ diversi sessi per non potersi che con grave pericol presentar  a termine di legge i bambini all’Uffiziale dello stato civile: agli inconvenienti per lo sperimento di ogni qualsiasi affare municipale, civile, giudiziario; a disordini essendo spesso la tranquillità turbata, dovendo i naturali di S. Giovanni  prestarsi al servizio della Guardia urbana e non godere nel paese poi del beneficio di essa, per allontanarsi gli uomini di armi dalle case ed altrove recarsi. A questi  ed altri motivi, e nell’appoggio di una proporzionale popolazione e dare un personale idoneo rinnovabile per l’amministrazione, mezzi a sopportare le dovute spese. Aversi già una chiesa con distinto Economo Curato; all’esempio di altri comuni per tutte le vedute molto inferiori la popolazione S. Giovanni si determinava per la suddetta dimanda di separazione da Ceppaloni… ed ottenersi il sospirato fine per godersi poi i vantaggi di una .. , perciò migliore amministrazione, di una pace che ora la comunione gli nega.. La domanda riporta, alla fine, oltre cinquanta firme dei naturali di S. Giovanni divisi in scribenti  ed illetterati, tra i firmatari  troviamo:Antonio Iasiello Calzolaio, Pellegrino Mastella Falegname, Don Pasquale Lizza Farmacista, Pietro Russo  Salassatore, Domenico Rosso Calzolaio, Niccola Cavuoto Agrimensore, Pasquale Parente fu Bartolomeo, Gennaro Mernone,  Pietro  Lonardo, Domenico Russo fu Angelo, Pietro Parente, Antonio Farese di Giovanni,Pellegrino Izzo fu Mattia, Giacomo Russo di Bartolomeo ed altri.  Affinché fosse possibile decidere in maniera certa  fu richiesto un censimento della popolazione del Villaggio di S. Giovanni che riguardasse l’effettivo numero della popolazione, gli effettivi beni patrimoniali in possesso   e quanti sapessero leggere e scrivere. Questi ultimi elementi erano fondamentali per poter far parte della lista degli” eligibili” ( gli attuali consiglieri comunali), infatti era possibile farvi parte soltanto se  in possesso di una rendita di 12 ducati e se in grado di(per lo meno un terzo del Consiglio) leggere e scrivere  e ciò nell’interesse sia del Villaggio che del Capoluogo, perché se S. Giovanni chiedeva di diventare un comune di terza classe, Ceppaloni, con la separazione, sarebbe stato retrocesso da Comune di seconda classe in Comune di terza classe. Durante quel periodo esistevano comuni di prima classe( con popolazione oltre seimila abitanti) di seconda classe(  oltre i tremila abitanti) e di terza classe( sotto i tremila abitanti), quindi era giusto che le autorità volessero avere a disposizione una documentazione più completa possibile.  In tal modo vennero censite tutte le famiglie di S. Giovanni che risultarono  così distribuite sul territorio: S. Giovanni: 28 famiglie- Lombardi: 10 famiglie- Paradisi: 11 famiglie- Falchette: 6 famiglie- Paradiselli:15 famiglie- Palo:7 famiglie- Lizzi: 26 famiglie. Mernoni:15 famiglie- Casaparenti: 35 famiglie- Olmetelle:20 famiglie- Venaglie:2 famiglie- Cavuoti: 6 famiglie- Cortoffo: 6 famiglie- Tressanti: 4 famiglie. I proprietari sono 91, mentre gli scribenti sono 41. Appena il 10% di proprietari possiede quasi l’intera ricchezza del paese mentre il restante nasce, vive e muore nella povertà più nera , ma ciò che spaventa di gran lunga è l’elevato tasso di analfabetismo che tocca circa il 95% della popolazione del Villaggio di S. Giovanni. Ma negli altri Villaggi e Comuni, le percentuali non differivano troppo!(Continua)

Beniamino Iasiello

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