Una prima vittoria. Firma la petizione per salvare la vita di Sakineh

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benjamin
Firma la petizione per salvare la vita di Sakineh.
Una bella manifestazione quella del cinque settembre tenutasi nel Chiostro di S. Antonio. Questo spazio all’interno del’ex convento è’ una cornice ideale i perché già di per sé è capace di creare una atmosfera di magia e di incanto. Le poesie di Francesca Barone ed Erminio Cioffi , recitate in maniera davvero impeccabile da Autilia Giovanniello, Antonella De Figlio, Ilaria Ievolella e Maria Teresa Tranfa , sono state ascoltate con grande attenzione ed interesse da un pubblico numeroso che ha mostrato di gradire lo spettacolo. Il reading di poesie è stato dedicato a Sakineh, la donna iraniana, da quattro anni nelle carceri iraniane, condannata alla lapidazione. La condanna ancora non viene eseguita perché si è levata contro questa barbarie, la voce dell’opinione pubblica europea che ha messo sotto pressione il regime iraniano.
La storia di Sakineh iniziò quattro anni fa quando un tribunale iraniano, il 15 Maggio 2006, la condannò per adulterio (subì novantanove frustate) e, successivamente, per complicità nell’uccisione del marito, fu condannata alla lapidazione. Sakineh, l’11 Agosto 2010, ha confessato pubblicamente di essere coinvolta nell’’omicidio, ma poi ha sempre negato affermando di essere stata costretta a confessare. Dopo la confessione, grazie alla campagna iniziata dal filosofo francese Bernard Henri Levy,sul sito web: la règle de jeu, che ha pubblicato una petizione per salvare la vita di Sakineh, vi è stata una grande mobilitazione. Infatti, impedire la morte di Sakineh significa lottare per mettere a morte la pena di morte che lede quello che è il principio fondamentale di ogni persona: il diritto alla vita. Perciò grande deve essere la mobilitazione delle coscienze e forte l’impegno della diplomazia internazionale nei confronti del regime iraniano e , bisogna dire che l’Italia , col ministro degli Esteri Franco Frattini, è stata in prima linea nella difesa della vita di Sakineh in maniera così decisa, da essere accusata dall’Iran di ingerenza nella propria politica interna. La lapidazione, pratica barbara che suscita” enorme orrore anche perché essa non è mai entrata a far parte della nostra cultura giuridica” in quanto, come ha spiegato Eva Cantarella, ordinario di “Istituzioni di diritto romano e diritto greco, era una forma di giustizia popolare al di fuori di ogni controllo istituzionale e che non fu mai accolta nel “giardino dei Supplizi” né greco né romano dove affonda gran parte della nostra cultura giuridica. La lapidazione, colpire con pietre non molto grandi ed appuntite il volto della condannata che morirà tra indicibili sofferenze dopo una agonia di oltre mezz’ora ,è uno “spettacolo” vergognoso , indegno, brutale che va fermato . Intanto, l’insurrezione delle coscienze ha portato il regime iraniano a bloccare il verdetto riguardante le relazioni extraconiugali che, adesso, è in fase di revisione. E’ una prima vittoria, anche se parziale, perché la pena è stata sospesa, ma non annullata e,già nel 2007, dopo aver sospeso due esecuzioni, una venne eseguita. Quindi finché non sarà concessa la grazia, il pericolo che Sakineh possa essere giustiziata è sempre reale.” La lotta non è ancora vinta, ha commentato B.H.Levy, e bisogna ottenere che questo riesame del dossier si traduca nella grazia e nella liberazione” , per cui tutti quelli che hanno a cuore la sorte di questa donna e di tutte le donne che nel mondo pagano atrocemente per il solo fatto di essere donne, possono aderire a questo appello per salvare la vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani o inviare un messaggio o una lettera al sito: Ceppaloni.info collegandosi al link sotto indicato, per esprimere la propria rabbia e indignazione. Chi vuole, può firmare la petizione per salvare la vita di Sakineh collegandosi al sito” La “règle de jeu” o sul sito di “Repubblica”.

Per chi ha nervi saldi e non si impressiona facilmente, inserendo, su internet, “lapidazione video”può collegarsi a “il video censurato della lapidazione di Du’a Khalil As wad” , una ragazza di dicasette anni colpevole di essersi convertita dallo Yazidismo all’Islam per amore. Lo guardi e dici: non è possibile, è una allucinazione, invece è l’inumana realtà che si consuma in nome della Giustizia!!!

Beniamino Iasiello

Guarda i video

 

 

 

 

 


Hanno firmato la petizione per salvare la vita di SaKineh:

  1. Beniamino Iasiello
  2. Elio Fiorillo
  3. Nicola Barone
  4. Roberta Porcaro
  5. Alessandra Manganiello
  6. Pasqualina Mernone
  7. Antonella Iasiello
  8. Erminia Porcaro
  9. Angelo Di Palama
  10. Clorindo Tranfa
  11. Corrado Lombardi
  12. Danila Mencaglia
  13. Silvano Saggero

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