Ceppaloni e l’emigrazione

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benjaminProponiamo ai nostri lettori la relazione del  Prof. Beniamino Iasiello presentata alla tavola rotonda: "Il contributo del Sannio all’emigrazione italiana", organizzata dall’ASMEF e dall’associazione Ecoitaliani a Ceppaloni il 24 Luglio.



Prima del 1860, i dati relativi ai movimenti migratori degli italiani all’Estero sono del tutto sconosciuti, relativamente al Sannio sono del tutto inesistenti perchè ancora non esisteva la Provincia del Sannio che fu costituita  nel 1860.

Nei primi anni del Regno d’Italia, come risulta dall’inchiesta parlamentare sulle condizioni dell’agricoltura in Italia del 1877 condotta dal senatore  Stefano Iacini, l’emigrazione nel Sannio è quasi assente, soprattutto nel triennio 1882- 1884 quando dal Circondario di Benevento, che era, con il territorio della Valle Caudina,il meno povero, emigrarono soltanto 50 persone, mentre più forte fu avvertita nel Circondario di Cerreto Sannita e di S. Bartolomeo in Galdo dove, rispettivamente, emigrarono 493 e 269 persone. Dall’inchiesta parlamentare, si capisce perchè erano  soprattutto  i lavoratori della terra ad emigrare: .. la realtà è tremenda: le terre non hanno riposo, la sola gratificazione che conoscono è i concime di stabulario. L’arte della letamazione è rudimentale e senza precauzioni igieniche. La preparazione tecnica è inesistente. Ovunque regna l’immobilismo. La sola pianta che conoscono è il tabacco, ma in misura modesta. Poche e insignificanti le colture speciali, l’ulivo e la vite sono appena sufficienti alle esigenze locali. Tutto dà un senso di arretratezza. Nel Circondario l’unica isola felice è La Valle Caudina con una pianura abbastanza fertile, perciò detta “il giardino beneventano”.Dovunque mancano serie iniziative zootecniche. Ignota la coltura del baco da seta, poco nota l’apicoltura… Per Ceppaloni, che sino ad allora aveva fatto parte del Regno delle due Sicilie, pur non essendoci dati riguardanti questo periodo, credo si possa dire che non vi furono flussi migratori rilevanti. Questa conclusione la traggo dal confronto tra  una delibera  del Consiglio del Decurionato di Ceppaloni del 31 Gennaio del 1855  e il censimento del 1861 e quelli seguenti. Infatti, stando alla delibera, , la popolazione di Chianche (Beltiglio)”offre il numero di individui  settecentoquarantaquattro circa”e perciò si può ipotizzare una popolazione complessiva del Comune  attorno ai 2400 abitanti che , già nel 1861, diventano 2659 per passare a 3318 nel 1881, a 4427 nel 1901 e addirittura arriva a contare 4927 abitanti nel 1921. Quindi, un Comune che  ha un incremento demografico così vistoso non può essere un Comune di emigranti. Anche se  una delibera comunale del due Ottobre del 1903, dove ho trovato, per la prima volta , un riferimento al fenomeno dell’emigrazione, farebbe pensare il contrario e ciò sarebbe in sintonia con la grande emigrazione verso l’estero che vi fu in quegli anni. Voglio riportare per intero la delibera perchè , oltre al riferimento suddetto, ci illumina su quelle che sono le condizioni del Comune dal punto di vista economico. All’odg vi è una richiesta effettuata per l’istituzione di una cattedra ambulante di Agricoltura alla quale, il consiglio  risponderà negativamente  per la situazione in cui il Comune versa e perchè non può aumentare le tasse: … il presidente espone che  le finanze di questo comune non sono sufficienti a far fronte alle  spese  di varia natura  inserite nel bilancio, crede opportuno sottoporre al Consiglio che non è possibile alcun aumento delle entrate comunali esistenti- Questo Comune infatti ha già ecceduto il limite della sovrimposta e il ruolo della tassa fuocatica non consente alcuna variazione in aumento, sia per la permanente deficienza dei raccolti sia per la numerosa emigrazione di intere famiglie. Altri cespiti di entrate attive non figurano nel bilanci, però egli crede l’unico espediente possibile imporre una tassa sulle capre. E l’applicazione di detta  tassa sulle capre colpendo i più abbienti reca non solo vantaggio alle finanze comunali, ma eziandio all’agricoltura, riuscendo a porre un freno al numeroso acquisto d tali animali che di per se stessi sono altri mai dannosi agli alberi, alle siepi e ai campi. Ciò premesso, in relazione del. art. 164 della legge C. e P. vigenti, propone che il consiglio approvi l’applicazione della tassa sulla capra in lire cinque  per ogni capra di frutto, quale tassa la capra sarà ridotta  alla metà per i capretti e le caprette che si allevano a scopo di industria. Il Consiglio dopo breve discussione,con voti dico 7 contrari  e due astenuti, approva. L’accenno alla numerosa emigrazione  di intere famiglie sembrerebbe in contraddizione con il dato del censimento del 1901 che presenta un incremento di circa il 30% rispetto al precedente censimento. Ma, in verità, personalmente sono propenso a credere di più al dato del censimento che alle parole di un  sindaco  che va alla ricerca di espedienti  per aumentare le tasse ai cittadini; tassa sulle capre  che, successivamente, dopo le rimostranze degli abbienti, al consiglio successivo  fu soppressa. Inoltre,questo trend positivo dal punto di vista demografico  continuò anche durante il fascismo, infatti, il censimento del 1931  e quello del 1936 faranno contare rispettivamente  5218 e 5308 abitanti con un incremento di circa il 100% rispetto al primo censimento del 1861. Quindi, stando a questi dati, si può affermare con una certa attendibilità che il Comune di Ceppaloni, nell’arco di circa 80 anni  non abbia sofferto , nonostante difficoltà, fame e povertà, una grande emigrazione. Eppure i dati dell’emigrazione, nel periodo che  dal 1882,  al 1920 sono molto rilevanti  in tutti e tre i Circondari del Sannio da cui emigrarono oltre ottantamila cittadini così suddivisi: dal Circondario di Benevento oltre trentamila cittadini, dal Circondario di Cerreto Sannita oltre venticinquemila e dal Circondario di S. Bartolomeo in Galdo circa ventisettemila cittadini. Un contributo( io parlerei di “ scotto”) enorme alla emigrazione di braccia e di intelligenze, che non trovarono nella  nostra comunità le condizioni non dico di vivere, ma nemmeno di sopravvivere. Con la fine della seconda guerra mondiale, quando il fenomeno migratorio incomincerà di nuovo ad essere imponente, anche Ceppaloni, che, secondo me, era stato risparmiato dalla prima grande ondata migratoria, pagherà un contributo notevole alla emigrazione. Ma di questo parleremo la prossima volta con maggiore dovizia di particolari perchè i dati in possesso sono  maggiori e permettono di inquadrare  con maggior certezza il fenomeno migratorio post-bellico.

 

 

Beniamino Iasiello

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