Fine della storia

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benjamin

Dal 1921, anno dell’ultima istanza di distacco da parte di Beltiglio, molti avvenimenti si sono verificati  in Italia:la marcia su Roma delle camicie nere di Benito  Mussolini, il delitto Matteotti e l’inizio del regime fascista, la creazione dell’impero,i venti di guerra che da lì a poco avrebbero attraversato l’intera Europa erano quasi alle porte e ancora Ceppaloni continuava ad essere percorsa dai fantasmi e dall’ossessione di una frazione che  non aveva per niente rinunciato a diventare frazione di un altro comune. Però, per sedici anni, le tensioni frazioniste sembravano essere state superate, anche per una politica accorta ed intelligente operata dagli amministratori. Ma “l’ansia di “libertà” era troppo forte, per cui, Aquilia, diventata Beltiglio nel 1926,  ripresenta la domanda di distacco da Ceppaloni e, il 23 Dicembre del 1937 , il Commissario Prefettizio  di Ceppaloni , dott. Emilio Francione,  esaminò la domanda che, a suo avviso, non risultava essere conforme alle disposizioni della legge comunale e provinciale.

Infatti, non era stata sottoscritta dalla maggioranza dei contribuenti della frazione di Beltiglio che assommano in totale circa 1350 , ma da sei cittadini che fanno parte di un nucleo di due o tre famiglie fra loro unite da vincolo di interessi e di parentela, abitano tutte all’estremo limite  della frazione Beltiglio quasi in confine col territorio del Comune di S. Leucio e perciò sono i soli cittadini che hanno interesse e si accaniscono per aggregarsi ad altro comune.. Di per sé, già questo sarebbe bastato per rigettare l’istanza fatta pervenire dal Prefetto, che risultava firmata appena da 12 persone, di cui due dichiararono di non ritenere giusta la petizione e di averla sottoscritta senza conoscerne il contenuto, rifiutandosi, al momento della autenticazione, di firmare. Altri quattro, dei dodici firmatari, non si presentarono,benché chiamati, dal notaio per autenticare la firma… si deduce che tranne sei cittadini, continua il Podestà,la quasi totalità dei cittadini di Beltiglio non intende affatto di distaccarsi dal Comune di Ceppaloni … Non è vero che la distanza  è di circa 8Km. perché essa  è inferiore ai cinque Km ed è percorsa da una comoda strada  rotabile, ed una più comoda via mulattiera brevissima (meno di 3 Km.); Ne poi è esatto  che il Comune di S. Leucio forma una continuazione dell’abitato  con la frazione di Beltiglio. Vero è che sul confine dei due Comuni esistono pochissime case sparse in solitaria campagna nel territorio di Ceppaloni( come del resto si verifica fra molti Comuni), ma il Comune di Ceppaloni è nettamente diviso da quello di S. Leucio dalla strada Provinciale e questo ultimo Comune  dista dal centro della frazione di Beltiglio, ove dimora il maggio numero di cittadini ed ove trovasi il più agglomerato delle case oltre 4 Km… Che quindi il distacco  della frazione Beltglio del comune di Ceppaloni non è  ne utile ne legale e molto meno desiderato da quella cittadinanza come è incontrovertibilmernte risultato provato a quest’Amministrazione da una minuziosa inchiesta espletata al riguardo presso i naturali di  detta frazione di ogni classe sociale, pregiudicherebbe  poi la vitalità e la compagine di questo comune; Che essendo quella frazione composta di vari agglomerati di case o borgate, la maggioranza di queste sono situate a brevissima distanza  dal capoluogo Ceppaloni e distano da S. Leucio  alcune oltre 10 Km. di via malagevole ed impraticabili specialmente durante l’inverno, Che infine la frazione Beltiglio può dirsi autonoma, in quanto  ha ufficio distaccato di Stato civile con un proprio impiegato, è sede di conciliazione, ha l’ufficio postale e telefonico, una propria levatrice condotta ed il medico condotto, una guardia municipale e l’ufficio di Esattoria e Tesoreria comunale, permodo che tutti i pubblici servizi le sono assicurati senza dover ricorrere al capoluogo. Benefici questi che non hanno le altre frazioni e perciò gli abitanti di Beltiglio  sono riconoscenti al Capoluogo che li ha concessi… inoltre fra breve termine sarà costruita fra la frazione stessa ed il capoluogo una via rotabile interpoderale di non più di 3 Km. Quindi scompare addirittura la puerile scusante della distanza sulla quale si impernia la domanda di cui trattasi. Strada  che ,collegando la frazione con la ferrovia, permetterà di ricevere la posta due volte al giorno e di poter mandare i propri figli alla scuola secondaria nel capoluogo di provincia, oltre ai benefici per l’agricoltura. DETERMINA: Esprimere, come esprime, parere contrario al distacco della frazione Beltiglio dal Comune di Ceppaloni per essere aggregata al Comune di S. Leucio del Sannio. Ho riportato quasi per intero la delibera  del Podestà, dott. Emilio Francione, perchè è davvero illuminante per capire  il “clima” che circolava nel Comune e l’organizzazione amministrativa della frazione Beltiglio. Alla luce di quanto si legge negli atti, davvero non si riesce  a capire questo desiderio dei notabili di Beltiglio di voler  a tutti i costi andar via da Ceppaloni. Di fatto era una frazione che godeva di un ampio margine di autonomia, di cui certamente non avrebbe goduto aggregandosi con S. Leucio, un Comune, tra l’altro, che già una volta, come abbiamo visto, aveva espresso parere contrario  all’aggregazione dei vicini. Inoltre, a mio avviso, nel chiedere il distacco,  essi non facevano affatto un favore ad una comunità che godeva di tutti i servizi in loco, mentre ,poi, avrebbe dovuto recarsi a S. Leucio, e, se è vero che con il distacco alcuni casolari si avvicinavano al confine di S. Leucio è pur vero che altri se ne sarebbero allontanati e le strade non erano certamente migliori di quelle di Ceppaloni. Allora, l’interesse dei frazionisti non era rivolto alla comunità,che avrebbe avuto tutto da perdere da un eventuale distacco, ma era semplicemente l’espressione della “volontà di potenza”  insieme con una idiosincrasia che alcuni avevano per Ceppaloni, insomma erano poche persone che si ergevano a giudici del destino di una intera comunità. Nemmeno la storia del distacco di S. Giovanni aveva insegnato qualcosa ai rappresentanti di Beltiglio: S. Giovanni fu costretta a ritornare sui suoi passi perchè trascurata completamente da Arpaise, era considerata così marginale che i cittadini furono costretti a manifestare in piazza: tumulti di piazza intervenuti a causa della completa trascuranza di Arpaise nei confronti della comunità sangiovannese( dalla relazione del commissario prefettizio  Tommaso Balestieri, riportata da Carmine Porcaro in “Ceppaloni tra Cronaca e Storia. 876-1982) stessa sorte che forse sarebbe  toccato alla comunità di Beltiglio. Ma tanto è, la frazione è irrequieta,insoddisfatta della sua posizione,la marginalità non le apparteneva. Dopo l’insuccesso del 1937, la frazione, giusto due mesi prima dello scoppio della seconda guerra mondiale,  ritornò all’attacco  con una nuova richiesta di distacco e, per la seconda volta  in due anni, il Podestà, dott. Emilio Francione, prese in esame la nota prefettizia n. 17849 del 3 luglio 1939 con la quale si invitava l’Amministrazione Comunale a deliberare sul progetto di delimitazione territoriale in ordine al nuovo confine da stabilirsi tra i due comuni di Ceppaloni e di S. Leucio del Sannio , a seguito della domanda di distacco presentata dalla frazione Beltiglio. A questo punto della storia, si nota una certa “ambiguità” perchè nell’incrociare le date del verbale redatto dal Podestà di Ceppaloni e quelle del verbale del commissario prefettizio di S. Leucio, c’è qualcosa che non è chiara. Infatti, anche a S. Leucio del Sannio venne chiesto di esprimersi, da parte della prefettura, con nota del 3 Maggio 1939, in ordine alla richiesta di aggregazione della frazione Beltiglio e al nuovo confine stabilito dall’ufficio del Catasto di Benevento. Il Commissario Prefettizio di S. Leucio. dott. Roberto Parrella, non senza enfasi e retorica, che è un po’ la cifra di quel tempo, afferma che è necessario proteggere le sorti di questa laboriosa e tranquilla cittadinanza che,  con fede e  appassionata disciplina, attende ai dettami del duce e va fregiandosi di sempre più luminosi i suoi destini,…circa i desiderati frazionisti di Beltiglio, che da anni si agitano in tale aspirazione e valutare , con sereno senso di previsione,tutti i possibili eventi derivanti dal nuovo rapporto  amministrativo; tenuto presente che, secondo il nuovo confine territoriale proposto, la maggior parte del territorio di proprietà dei naturali di S. Leucio del Sannio( Sfornariello ,Connutto, parte di Rotola, Parenti, ecc.) rimarrebbe ancora a far parte dell’Agro di Ceppaloni frustrando in pieno l’unico eventuale vantaggio che S. Leucio ne otterrebbe dall’aggregazione. Tenuto presente, altresì la rilevante passività che la frazione Beltiglio erediterebbe…tenuto presente e per monito il parere CONTRARIO unanimemente espresso da tutti i dirigenti delle locali organizzazioni del Regime concretato dal Direttorio di questo fascio  dei combattenti appositamente convocato, ritenuto rappresentare tale voto la opinione generale dei naturali di questo comune fedelmente interpretata dai gerarchi fascisti, i quali sono depositari della sorte dei loro gregari, che, protesi all’ardente slancio verso il duce, tendono sempre  al conseguimento  di una sempre maggiore prosperità lavorando in silenzio e disciplinati sotto la fiaccola radiosa del potente trinomio; CREDERE OBBEDIRE COMBATTERE…delibera di esprimere incondizionatamente  Voto Contrario alla proposta di aggregazione della frazione Beltiglio al Comune di S. Leucio( da Pietro Zerella: S. Leucio- Frammenti di una storia) Chiaro, preciso, con un linguaggio che a tratti fa sorridere, emblematico è il vocabolario di cui fa uso: gregari, lavorare in silenzio e disciplinati, i gerarchi fascisti come depositari e interpreti unici del pensiero del popolo! Visto il parere negativo del comune di S. Leucio espresso il 14 giugno 1939, il Prefetto non avrebbe dovuto inviare,in data 3 Luglio, una nota con la quale invitava il Podestà di Ceppaloni a deliberare sul progetto di distacco e delimitazione territoriale in ordine al nuovo confine da stabilirsi tra i due comuni di Ceppaloni e S. Leucio del Sannio. Era, per lo meno, una prassi insolita! Il podestà di Ceppaloni, dott. Emilio Francione, anche in quella occasione mostrò grande equilibrio nel trattare la questione e…al di là del fatto che la pratica, ancora una volta, non è formalmente corretta, ma ciò non interessa visto che essa ha già passato il vaglio di un valoroso funzionario della R. Prefettura, dichiarò subito che il progetto di delimitazione territoriale così come era stato presentato non poteva essere accettato perché avrebbe significato togliere”lo spazio vitale” a Ceppaloni… precisa che il confine  deve essere stabilito con l’antica strada Provinciale Giardelli, confine più giusto e che assicurerebbe al Comune di  Ceppaloni i mezzi necessari per provvedere al mantenimento dei pubblici servizi, dato che il territorio al  di qua di detta rotabile costituisce il più redditizio ed è posseduto per la maggior parte dai cittadini del capoluogo; Che la frazione Beltiglio, col detto confine non verrebbe a risentire alcun disagio, in quanto alla stessa verrebbe assegnata un vasto territorio che va dalla strada Provinciale Giardelli alla NazionaleBenevento- Napoli, territorio  che oltre all’ampiezza , ha il vantaggio di essere il più ubertoso del Comune; Che perciò accettandosi il confine territoriale come sopra indicato, cioè per la strada provinciale Giardelli, questa amministrazione non avrebbe altro motivo per insistere nel rifiuto del proprio consenso al domandato distacco della frazione Beltiglio, quantunque di tale distacco non se ne ravvisa l’opportunità; DELIBERA: Opporsi al progetto di confine territoriale proposto in base alla planimetria e rilievi dell’ufficio tecnico del catasto; Chiedere che il confine sia invece stabilito con quello naturale ed inequivocabile della strada provinciale Giardelli- subordinatamente al fatto che il confine territoriale in parola sia stabilito come sopra è detto lungo la strada Provinciale Giardelli, non opporsi alla domanda di distacco da questo Comune della frazione Beltiglio. Purtroppo, anche questa volta,Beltiglio, vedrà frustrata la sua aspirazione di diventare frazione di S. Leucio del Sannio e sarà destinata a convivere con Ceppaloni! Sappiamo già che , subito dopo la fine della guerra, tenterà di ergersi a Comune autonomo e che dopo un ennesimo fallimento la sua irrequietezza si placherà e,pur tra difficoltà, contraddizioni e molto lentamente subentrerà una  nuova consapevolezza  e maturità del ruolo che dovrà avere sul territorio nell’interesse dell’intero Comune.  Senza voler trarre conclusioni, che rinvio alla prossima volta, ciò che si può certamente dire è che se i nostri “patres” avessero indirizzato  intelligenza ed energie per unire piuttosto che per dividere, forse,  avrebbero costruito un Comune più forte nella sua identità che, a mio avviso, resta, ancora oggi, il presupposto per indirizzare le scelte politiche nell’interesse generale e per tendere verso obiettivi ambiziosi.

Beniamino Iasiello

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