Ogni cosa se ne va quando finisce il ciclo dell’età

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benjamin

Qualcuno dice che l’età della pensione è il tempo della fine dell’entusiasmo, delle passioni, della fantasia, dei sogni, delle aspirazioni della voglia di fare,in una parola: è la fine! Eppure, ritengo che questo periodo possa essere  il più bello dell’intero arco della vita. Chi ha vissuto la propria vita in modo degno, non credo abbia motivi di dolersi per una vecchiaia che conduce anno dopo anno,giorno dopo giorno  alla fine della vita. Ogni cosa se ne va- quando finisce il ciclo dell’età, cantava Franco Califano e il sonno eterno fa parte del ciclo della vita che spalanca la porta dell’eternità o del nulla.  D’altra parte ogni età ha i suoi aspetti positivi e negativi e se è vero  che il procedere della vecchiaia ti avvicina al Grande Giorno, è pur vero che essa ti apre un mondo nuovo che nemmeno pensavi potesse esistere: riappropriazione e organizzazione del proprio tempo, assaporare nuovamente che cosa sia la “lentezza” rispetto ai ritmi caotici  e assurdi di una società che freneticamente corre perchè ha smarrito la direzione.

 

Qualche giorno fa mi è stato regalato una raccolta di poesie, Oltre l’Orizzonte, che mi ha piacevolmente sorpreso per i temi trattati, ma soprattutto perchè lo scritto era di un amico e paesano che ritenevo lontano da motivazioni di carattere poetico( non si finisce mai di conoscere gli altri!). Ciò ha finito col consolidare maggiormente la mia idea che la vecchiaia(fisica), con le sue rughe, con i suoi capelli di colore argenteo è visibile a tutti, ma “ l’essenza è invisibile”, come ha scritto ne”Il piccolo Principe” Antoine de Saint- Expurey. Parlo del cavaliere Erminio Cioffi che tutti in paese conoscono per essere stato direttore dell’ Ufficio Postale di Ceppaloni per moltissimi anni. Con la pensione e l’avanzare degli anni è sorto spontaneo l’avvicinarsi alla poesia e mettere in versi emozioni, sentimenti nei quali tanti possono ritrovarsi. La sua, è una poesia semplice , fatta di parole “vecchie” e di antichi sentimenti: famiglia, mamma( …Perdonami è ora- anche le mamme sono di Dio- Dai suoi begli occhi, l’ultimo bacio- Brevi sospiri e poi…più nulla- Si estingue la vita- presso quel letto di stanco dolor- Rimasi immobile, muto e pensoso- Nell’acre silenzio pregai: Buon Dio tutte le mamme sono ANGELI VERI), natura,  religione, tematiche tutte di forte rilevanza e di grande attualità. E’ una visione della vita agreste,Tutte a brucar la verde erba- S’ode il fruscio dei puri stagni- da feconde acque correnti.- E un cinguettio di rondini che tornano all’antico nido- sembra quasi respirare  con la natura e nella natura incontaminata, e poi…  vengono in mente le ferite mortali che l’uomo le sta apportando (la marea nera, per citare solo l’ultima in ordine di tempo, contro la quale pare non ci sia “Tecnica” che tenga per porre fine all’immane catastrofe ambientale). La Tecnica è stata deificata in questi ultimi decenni, sì è ritenuto che essa ,come già nel passato la Ragione e la Scienza, potesse rappresentare la panacea universale mentre si sta rivelando incapace di trovare risposte adeguate rispetto ai danni provocati dall’uomo, né è in grado di dare risposte esaustive rispetto all’ansia di cogliere i fondamenti ultimi delle cose. In tempi di, “Pupe e Secchioni”( trasmissione trash che andrebbe abolita per “vilipendio alle donne”, non so se esiste tale reato,ma, per certe trasmissioni, dovrebbe essere istituito), di perdita di qualunque valore e dignità umana, in nome della utilità immediata e della produttività, del profitto, del dio denaro e del vivere legati all’attimo, come non emozionarsi di fronte a chi è legato al ricordo di una madre che non c’è più o, che nel momento finale  che sente avvicinarsi, invoca la presenza di un Dio che non riesce a sentire, ma che vorrebbe tanto che gli si manifestasse? O di una visione della vita legata alla terra e a tutto ciò che essa ha rappresentato?. Ma più delle mie parole credo sia utile riportare alcune delle poesie che hanno la fragranza del pane appena sfornato,un profumo che riesce ancora a sorprenderti perchè sa di macina e farina.

 

SVEGLIA
VECCHIAIA
Cantò il gallo nella buia notte
Prima di abbracciare la luminosa
Cantava il maschio merlo
Via verso l’eternità
Con l’aureo rostro
Ben venga la vecchiaia
Sulla torre antica.
Senza affanni né malanni
Per l’agricolo questa è la sveglia.
Aiutami, ti chiedo
Nella stalla dĂ  ai grossi buoi
Atteggiamenti positivi e sorridenti.
Il fieno e l’acqua.
Conservare dignitĂ .
Con tanto affanno
Essere vivo, attivo, interessante,
La dolce sposa al fuoco
Affrontare il futuro con coraggio e serenitĂ .
A preparar bollente latte appena munto
Coltivare l’allegria.
Servirmi della sofferenza.
Amica vecchiaia ti renderò grazie
Perchè il dolce far niente
E’ solo la cicuta della vita.
TEMPI DI SEMINA
SENZA FEDE
La luna splende
A te grido glorioso potente Signor
Si respira una fresca aria pura.
Soccorrimi misterioso spirito gentil
L’aratro è pronto
Non restare in silenzio
Si parte al campo
Non so pregare, solo pensieri confusi.
L’esperto semina
LA FEDE MANCA
Il colto agricolo suda e
Sento l’età fuggir veloce
Incallisce le mani al vomero.
Comprendi il mio grande strazio
Lieto spera che il suo sudore
Perdona a me l’amaro dubbio
Generi dorate spighe per copiose mense.
Sospiro e dispero
La calandra vola
Al mio cuore concedi la pace
Nell’azzurro cielo
O Dio , eterna fiamma di luce accesa
Dall’alto spia isolati semi tra dure zolle
Tu sei il Grandioso Artista
Spezza la catena che mi impedisce
L’agile beccafico
Dal vicino bosco
Ad abbracciar la fede.
Cerca prelibati frutti
Nel tuo segreto
A rientrar dal Vespro
Scruta i nostri cuori
Si ricompone la famiglia
Nella feroce battaglia del gran giudizio
Presso un focolare acceso, a lume di candela    
Pregano il grande Dio a vigilar l’amato campo.
Sii misericordioso
Abbraccia l’anima mia
Non lasciarla al diabolico Satana.

 

Ciò non significa rimpiangere un mondo che non esiste più , che non è mai esistito e mai esisterà( la mitica età dell’oro), ma semplicemente che forse,oggi, guardare per un attimo ad un  passato molto vicino  potrebbe aiutare a ritrovare la “diritta via ch’era smarrita.”

 

Beniamino Iasiello

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