Prove di Federalismo fiscale!

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benjamin

Dopo la separazione di S. Giovanni,  Chianche,  per un pò di tempo,  rimase tranquilla,  ma pensando alla  mossa giusta da giocare per potersi smarcare da Ceppaloni. Ci furono ancora problemi (28 Giugno 1911) di delimitazione territoriale perchè su reclamo di un cittadino,  di cui non è riportata l’identità,  l’Ufficio Provinciale di Statistica modificò i confini ,  per cui fu necessario ricorrere alle due sezioni giurisdizionali del Consiglio di Stato,  perchè la ripartizione adottata  danneggiava gli interessi dell’intero Comune non solo attualmente, ma anche in previsione di una possibile separazione della frazione Chianche dal capoluogo. Come si vede,  la segreta speranza di potersi separare da Ceppaloni non scompare mai,  pur sapendo i consiglieri che si era ridotta ad una tremula fiammella sul punto di spegnersi  o già spenta.

Il consiglio del 20 Agosto 1911,  e qui assistiamo al “teatrino dell’assurdo” che partorisce, però, il primo tentativo di federalismo fiscale nel nostro Paese!, ha all’odg: Provvedimenti circa la separazione del bilancio tra il capoluogo e la frazione Chianche. Partecipano alla seduta, il Sindaco: Onofrio Parenti e i consiglieri Barone Cosimo- Catalano cav. Angelo- Catalano Carmine- Catalano Vittorio- Di Donato Giuseppe- Iannotti Nicola- Iasiello Francesco- Mele Andrea- Pepicelli Carmine- Rosa Biagio- Rossi Nicola- Russo Tommaso- Scarano Alfonso- Testa Clorindo- Testa Filidei- Zerella Emilio. Il sindaco introduce l’argomento affermando che le due frazioni,  superando i mille abitanti ciascuna,  possono provvedere ai propri bisogni… con l’introito della sovrimposta comunale,  della tassa fuocatica ( tassa di famiglia) e di altre tasse minori,  ,  poiché gli interessi delle due comunità sono diametralmente opposte, s’impone il provvedimento di addivenire  alla separazione del bilancio,  affinché ognuna di essa possa provvedere  ai propri bisogni e appagare i bisogni dei cittadini,  senza suscitare malumori e reciproche rappresaglie come l’esperienza per lunghi anni ha purtroppo dimostrato…ritenuto che tale provvedimento è consentito dalle leggi  in vigore ed è reclamato dai cittadini dell’una e dell’altra frazione poiché solo in tal modo si può eliminare la tradizionale ed ereditaria discordia tra i rappresentanti di esse. Non sarà sfuggito come nella parte finale,  forse inconsapevolmente,  venga fuori la vera motivazione  del provvedimento: tradizionale ed ereditaria discordia tra i rappresentanti delle due frazioni, e,  in effetti, sono convinto che la gente aveva ed ha esigenze e bisogni diversi  da quelli  che giocano alla politica politicante. … per i suddetti motivi,  il consiglio delibera all’unanimità:1) separarsi il  bilancio delle due frazioni,  assegnando a ,  ciascuno gli oneri e le entrate in proporzione agli abitanti e formando tre distinti bilanci, uno per segnarvi le spese da sostenersi in comune e gli altri per segnarvi quelle di ciascuna frazione- 2) Stanziarsi sul bilancio del capoluogo  le quote di ammortamento del mutuo per la costruzione della condotta d’acqua per Cianche nella misura di lire 24.00- 3) stanziarsi sul bilancio della frazione Cianche le quote di ammortamento dell’altro mutuo pure da contrarsi per la strada di accesso alla ferrovia ,  nella misura di lire 6.000- dividersi in proporzione agli abitanti,  tutti i debiti esistenti fino ad oggi e i crediti del Comune- il ruolo fuocatico sarà distinto tra le due frazioni. Viene stabilito che il provvedimento andrà in vigore con l’esercizio del 1912. Il 28 Agosto dell’anno 1911 il provvedimento,  portato in seconda lettura, viene approvato definitivamente e finalmente,  anche Chianche riesce,  in parte,  a distaccarsi da Ceppaloni se non fisicamente,  per lo meno economicamente. Nel tempo,  di questo rimedio non se ne trova traccia  nelle deliberazioni consiliari ,  né,  soprattutto,  a livello di bilancio,  né in nessuna piega delle delibere di giunta o altro. Poi, appena tre anni dopo, il 1914, Chianche chiederà nuovamente di distaccarsi dal capoluogo per aggregarsi a S. Leucio, però di questa istanza non c’è testimonianza negli atti consiliari del Comune, ma qui ci viene in aiuto lo scritto del dott. Pietro Zerella: S. Leucio – Frammenti di storia- Il Consiglio Comunale di S. Leucio del Sannio, diversamente che dal 1894, espresse parere negativo perchè, racconta il dott. Pietro Zerella, il consigliere Vespasiano Pastore, nel consiglio del 26 Dicembre 1914, dimostrò che accettare l’aggregazione di Chianche, avrebbe comportato più svantaggi che vantaggi per S. Leucio e, nonostante la difesa del cons. Feleppa, la proposta venne bocciata con dieci voti favorevoli, sei contrari e due astenuti. Invece, all’inizio del 1914, nel consiglio tenutosi il 30 di Gennaio si discussero le dimissioni, presentate al Prefetto, dagli otto consiglieri di Chianche che erano stati eletti il 23 Novembre 1913. In quella data, dopo aver eletto il sindaco nella persona di Costanzo Iannotti, venne rinviata la seduta e dopo pochi giorni,  i consiglieri:Mele Andrea,  Catalano Angelo,  Pepicelli Carmine,  Catalano Vittorio,  Testa Francesco,  Testa Clorindo, Testa Filidei,  Zerella Emilio inviarono le dimissioni al Prefetto. Comunque, avendo avuto il parere contrario de Comune di S. Leucio, Chianche non potette presentare domanda di distacco perchè, per poterlo fare, aveva bisogno della delibera di assenso del Comune a cui aveva richiesto di aggregarsi. Passarono circa sei anni e il  10 Marzo del 1920, visto che S.  Giovanni faceva nuovamente parte del Comune di Ceppaloni,  la commissione elettorale,  sulla scorta delle indicazioni della Giunta Provinciale Amministrativa,  provvide al riparto del Comune in tre sezioni: Ceppaloni- S. Giovanni e Cianche,  tenendo presente che il Comune si compone di  tre frazioni distinte… e poiché dal censimento della popolazione del 10 Giugno 1911 risulta che la popolazione complessiva dell’intero Comune è di n. 3751 abitanti di cui 2460 appartenenti a Ceppaloni e 1291 a Chianche; visto che la popolazione di S. Giovanni risulta di n. 1354 abitanti,  delibera: Assegnare dieci consiglieri a Ceppaloni – cinque a S. Giovanni e cinque a Cianche,  riproponendo in tal modo i presupposti,  come aveva affermato il commissario De Ruggiero,  per contrapposizioni,  lotte tra le frazioni che potevano portare effettivamente alla paralisi della vita amministrativa,  come già si era verificato altre volte nel passato,  la democrazia ha i suoi rischi,  ma per dirla con Winston Churchill : la democrazia è la peggiore forma di governo,  però migliore di tutte le altre che sono state inventate. Dopo appena sette anni dal “gran rifiuto”ricevuto da S. Leucio, Chianche ripresenta l’istanza di distacco da Ceppaloni per aggregarsi al Comune di S. Leucio(!), che questa volta esprime parere favorevole all’aggregazione con voti contrari 5 e voti favorevoli 13. Così, anche il Consiglio Comunale di Ceppaloni(Sindaco. Farese Donato,  i consiglieri: Penna Fabio,  Lizza Giustino,  Rauchi Cosimo,  Testa Attilio,  Catalano Angelo, Mele Andrea,  Mernone Antonio,  Parente Angelantonio, Pugliese Carmine, Cavuoto Clemente),  il 12 Agosto 1921, ritorna a discutere l’ipotesi di distacco della frazione Chianche ( con delibera consiliare del 24 Gennai 1921 , il nome Chianche fu sostituito con Aquilia, anche se per il provvedimento formale bisognerà attendere il 2 Marzo 1925)  Immediatamente il consigliere Testa Attilio fa mettere a verbale la seguente mozione: Il consiglio comunale,  preso atto della domanda.. per la separazione della medesima da questo Comune; Considerato che tanto per ragioni topografiche e di viabilità che per altre circostanze locali,  la frazione Cianche può ritenersi  come naturalmente separata dal capoluogo dal quale dista  circa sette Km., ; Tenuto presente  dell’unanime desiderio di quella popolazione di unirsi al contermine comune di S. Leucio  del Sannio al quale per la vicinanza,  per la facilità di comunicazione e di scambi commerciali,  nonché per condivisioni etnografiche e topografiche…Delibera : dare parere favorevole per il distacco della frazione Chianche da questo Comune nei suoi confini naturali.”Il consigliere Parente Angelantonio ribatte punto su punto alle motivazione esposte da Testa Attilio e tra l’altro affermò…. che solo per livore o vendetta contro l’attuale maggioranza consiliare,  o per ambizione di potere e comando hanno di nuovo… una sottoscrizione popolare,  carpendo la buona fede dei cittadini e degli elettori facendo loro capire che giammai l’attuale maggioranza consiliare di Ceppaloni avrebbe speso un soldo a beneficio della frazione stessa… inoltre,  il comune di S. Leucio ha votato parere favorevole,  però la maggioranza dei cittadini di S. Leucio ha promosso una sottoscrizione su come recisamente comprendere di non volere l’aggregazione. Dopo gli interventi di Andrea Mele, ancora di Parente Angelantonio e Pugliese Carmine, il presidente mise a votazione la proposta di Testa Attilio che ricevette tre voti favorevoli( Testa Attilio, Mele Andrea e Catalano Angelo) per cui la proposta di distacco venne bocciata con 8 voti contrari e tre favorevoli. E’ strano che per un argomento così delicato, in consiglio fossero presenti solo undici consiglieri su venti di cui solo tre frazionisti e ciò la dice lunga anche sulle divisioni interne alla rappresentanza di Chianche. E’ utile soffermarsi per un attimo a riflettere sulle conclusioni del consiglio comunale del 21 Dicembre del 1924 che modificò i rapporti di forza all’interno del consiglio comunale, prospettando situazioni davvero nuove per la politica amministrativa del comune.  E’ il primo Consiglio tenutosi dopo le elezioni del mese di Novembre 1924 e i consiglieri eletti furono: Parenti Onofrio, Iannotti Costanzo, Francione Antonio, Barone Costanzo, Galasso Sebastiano, Barone Serafini, Rossi Angelo, Porcaro Simone Antonio, Parente Angelantonio, Troise Antonio, -Parente Luigi, Parente dott. Domenico, Russo Michele, Cavuoto Clemente, Mele Andrea, Cavone Ferdinando, Catalano Valerio, Catalano Vittorio, Testa Attilio, Zerella Erminio. Venti consiglieri su venti così ripartiti; otto a Ceppaloni- sei a S. Giovanni e sei a Chianche. In effetti Ceppaloni si trovò con due consiglieri in meno che furono assegnati alle frazioni,  ma come e  quando era avvenuta questa modifica? E’ ciò che spiegò il consigliere Costanzo Barone con un intervento molto chiaro e particolareggiato che riassumo brevemente: il censimento del 1921 ha stravolto la configurazione del Comune perchè le borgatelle Manni, S. Angiolillo annesse al capoluogo si trovano oggi censite alla frazione Chianche e la borgata Martini prima con Chianche trovasi oggi con S. Giovanni. Tutto ciò è stato fatto non tenendo affatto conto delle leggi che regolano le modificazioni territoriali… Il consigliere Barone, visto colpito il capoluogo nei suoi interessi profondamente vitali non sente la forza di assentire ad ogni atto che il consiglio di oggi potrebbe compiere fin quando al capoluogo non sia riconosciuto il diritto spettante(10 consiglieri)…abbandona  la sala seguito dagli otto consiglieri del capoluogo e dal dott. Domenico Parente della frazione di S. Giovanni. Impossibilitato,  il Consiglio,  ad eleggere il Sindaco,  il cons. Mele Andrea,  quale assessore anziano,  procede alla elezione degli assessori titolari che risultano essere: Mele Andrea,  Cavone Ferdinando,  Parente Luigi,  Galasso Sebastiano,  mentre gli assessori supplenti eletti: Cavuoto Clemente e Porcaro Simone. E’ da notare che elessero anche gli assessori per Ceppaloni: Galasso Sebastiano e Porcaro Simone che avevano abbandonato l’aula insieme a tutti gli eletti di Ceppaloni. Il giorno 30 Dicembre, il consiglio, dopo aver commemorato il cav. uff. ingegnere. Angelo Catalano e interrotto per un’ora i lavori, passa ad eleggere il sindaco che sarà Angelantonio Parente con appena dieci voti, perchè, subito dopo la commemorazione, molti consiglieri avevano abbandonato l’aula consiliare. Finalmente, S. Giovanni e Chianche avevano trovato la strada giusta per imbrigliare il predominio del Capoluogo che, soprattutto, nell’ultimo quindicennio gli derivava dall’esprimere quasi da solo la maggioranza consiliare, ma Chianche resiste ed insiste, infatti, se qualcuno dovesse pensare che la spinta separatista, alla luce delle trasformazioni amministrative avvenute, si fosse esaurita, bene …il seguito dimostra che aveva torto.

Beniamino Iasiello

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