La frazione di S. Giovanni “distacca” tutti!

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benjamin

Visto che la  storia del distacco da Ceppaloni è diventata “le storie”del distacco, credo sia opportuno  seguirle separatamente anche per non creare confusione, infatti, mentre per S. Giovanni il percorso è molto più lineare, per Chianche è più complesso perché si  snoda in un arco di tempo molto più lungo. Le conclusioni del Consiglio comunale del 31 Maggio 1879 facevano ben sperare e, in effetti, se si toglie il tentativo di portare la casa comunale a S. Giovanni, l’istituzione della prima sezione elettorale sempre a S. Giovanni e di una collettoria postale  alla località “Martini”!,la comunità non è più percorsa da spinte autonomiste, ma, a mio avviso, da spinte isolazioniste: visto che non è stato possibile distaccarsi da Ceppaloni, si cerca di isolarlo  portandogli via il Comune,  la sezione elettorale, la caserma dei carabinieri (si propone di portarla ad Arpaise, dopo l’aggregazione di S. Giovanni a quel Comune), sempre in nome della centralità territoriale, soprattutto di S. Giovanni.

Falliti questi tentativi, il consiglio Comunale del 16 Aprile 1904 che essere formalmente scorretto, ancora di più lo è nella sostanza in quanto asseriscono fatti e circostanze inverosimili… suggestionandole a dare carattere di urgenza ad una pratica che per contrario va presa con tutte le necessarie garanzie di prudenza e di serenità… considerato che anche la maggioranza della frazione Chianche ha presentato domanda per aggregarsi al limitrofo comune di S. Leucio. Dopo aver ricordato altri fatti e situazioni a partire dal 1894, essi propongono di rinviare al prossimo consiglio la decisione inerente alla richiesta di distacco da Ceppaloni. I frazionisti di S. Giovanni ripresentino la domanda in forma corretta , basandola su fatti certi e sulla scorta delle conclusioni del relatore che sarà nominato in questa seduta,   il consiglio, nel più breve tempo possibile, deciderà sul se sia conveniente o meno aderire alle fatte domande. A questo punto, interviene il commissario prefettizio cercando di fare pressione   e intimorire il consiglio  prima che la proposta  dei due consiglieri venga messa a votazione:fa osservare che l’Amministrazione Comunale  qualora approvasse la proposta suddetta, manifesterebbe apertamente di non aderire all’invito dell’autorità governativa della Provincia che ha inviato un apposito Commissario per l’adempimento delle sue funzioni I consiglieri Mele e Parenti, rispondendo a quanto ha osservato il commissario Prefettizio, notano che sono ossequenti ai desideri dell’Ill.mo Sig. Prefetto, però, per le ragioni riportate nella motivazione della loro proposta non chiedono altro che un breve termine onde esaminare bene la questione e dare il voto con serenità di coscienza. Messa ai voti, la proposta viene approvata con undici voti favorevoli e  sei voti contrari. I consiglieri: Lonardo Paolo,Lamberto Capone, Giuseppe Lizza, Camillo Mernone,Vincenzo Parente e Giovanni Parente protestano contro la deliberazione del Consiglio e subito abbandonano l’aula. Una  settimana dopo, il 23 Aprile, il consiglio viene convocato dal Prefetto. Aperta la discussione,i consiglieri Onofrio Parenti e Mele Andrea osservano che non è il caso  di deliberare d’urgenza sull’oggetto di che trattasi, tanto più che la seduta è stata indetta dall’Ill.mo Signor Prefetto ed il solo giudice di ritenere l’ingerenza o meno nelle deliberazioni è il Consiglio comunale. Il Commissario prefettizio  ribatte affermando che il diritto d’urgenza spetta al consiglio comunale, ma non quando esso è convocato di ufficio in seguito a disposizione del Prefetto della provincia che si è servito della facoltà concessagli dall’art.119 della legge comunale e provinciale vigente. Poi, continua il rappresentante del Prefetto, avendo il Sindaco dichiarato di essere sottoposto ad una pressione,il commissario lo ha pregato  di compiacersi manifestargli se l’uso di tale frase debba attribuirsi ad inavvertenza involontaria oppure debba essere valutata come poco ossequio verso il capo della provincia, non potendo, in questo ultimo caso, egli commissario,astenersi dal riferirne al capo della Provincia. Il Sindaco, a parte il rispetto che ha per il capo della Provincia, ha usato la parola pressione perché gli sembra che tale significato abbia la minaccia fattagli dall’Ill.mo signor Prefetto con la lettera 19 Aprile corr.  n. 6773 nel punto in cui dice”Mi auguro che il consiglio voglia prendere per Sabato una definitiva decisione poiché nella negativa dovrei ritenere dissenziente cotesto consiglio comunale, dare così corso agli atti senza attendere alcun parere da parte di cotesto Consiglio Comunale. Certamente fin dall’altra volta, continua il Sindaco, questo consiglio comunale riconobbe che di urgenza non era il caso  parlarne, perché non ve ne era. Inoltre, i confini sono stati approvati senza che fossero presenti i rappresentanti dei due comuni  interessati, eppure il prefetto aveva avvertito che avrebbe fatto conoscere il giorno in cui tale operazione andava fatta.. Inoltre, era stato stabilito, nel precedente consiglio, che ci si sarebbe attenuti alle conclusioni del relatore appositamente nominato. Quindi ripeto che le insistenze dell’Ill.mo Signor Prefetto se non furono pressioni, suoneranno qualche cosa che egli non sa spiegarsi. Il consigliere Mele deplora che la prefettura abbia usato un diverso trattamento per la pratica del distacco della frazione Chianche da quello  del distacco della frazione S. Giovanni e chiede che le due pratiche  siano tenute nella stessa considerazione. A questo punto prende la parola il relatore nominato nella seduta precedente, cons. Onofrio Parenti, che afferma : non è vero che gli abitanti di Chianche distano sei Km da Ceppaloni- si lamentano per i disagi economici derivanti dalla costruzione del ponte sul fiume Sabato e di quella per la conduttura dell’acqua potabile. Dopo aver ricordato  come già per il passato era stata rigettata dal Ministero degli interni la pratica del distacco, arriva alla nota dolente, cioè quella dei confini : il genio civile con la relazione del 1897 rilevò che i confini delle frazioni non potevano essere facilmente determinati e perciò  invitava gli interessati a mettersi d’accordo, cercando di trovare una soluzione condivisa  dalle frazioni e dal capoluogo. Invece, oggi, il genio civile presenta senza relazione un tipo nuovo  allo scopo di appagare i desideri di spostati politicanti. Infine, ricordando le risoluzioni ministeriali e l’opera di pacificazione compiuta nell’Aprile del 1889, afferma di  non poter sopportare un pericoloso tentativo di spostamento del territorio e dello stato economico del Comune e di non poter in ogni caso aderire al tipo di configurazione proposto erroneamente dal genio Civile in data 18 aprile 1904 La proposta del consigliere Parenti  messa ai voti ,  ottiene 11 voti favorevoli e 7 contrari. Da questo momento , per ritrovare all’odg la questione di S. Giovanni bisogna attendere il 23 Settembre quando il Consiglio ricorrerà alla 4^ sezione del consiglio di stato contro il decreto del 1° Agosto 1904 relativo al distacco della frazione S. Giovanni. Cosa era successo dal consiglio del 16 Aprile  al primo Agosto? Niente di particolare! Semplicemente era arrivato un decreto regio con il quale, d’autorità, si imponeva il distacco di S. Giovanni da Ceppaloni e la sua aggregazione al comune di Arpaise.(1) E’ quello che oggi chiameremmo un “blitz” in piena regola, infatti il distacco  fu proposto dal Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno il quale, non avendo mai il comune di Ceppaloni deliberato in merito, fa riferimento alla deliberazione del 1894 che, però, come già sappiamo, era stato annullato dall’allora Ministro degli Interni. Inoltre , se il distacco è stato concesso a S. Giovanni in base alla deliberazione del 1894, perchè non viene concesso anche a Chianche che pure aveva avuto parere favorevole per il distacco nel 1894? Il Presidente chiede che il consiglio deliberi prodursi formale ricorso alla 4^ sezione del consiglio di stato per l’annullamento del real decreto 1 Agosto 1904 per violazione di legge e per eccesso di potere. Nomina avv. del Comune il sig. avv. Vincenzo Alfredo Iannotti con facoltà al medesimo di produrre il detto ricorso e fare tutte le opportune richieste, fra le quali la sospensiva , e di potersi associare nella difesa ad altro avvocato. Effetto immediato  di questo nuovo stato di cose fu il commissariamento del comune a partire dal 15 Novembre 1904 sino al5 Luglio del 1905 quando , dopo nuove elezioni, si insediò la nuova amministrazione che elesse sindaco l’avv. Federico Francioni. Dopo undici anni, rinviata l’assemblea  del 27 Marzo 1915 per mancanza di numero legale, il consiglio comunale  fu convocato per il 9 Aprile dove,  quasi al gran completo, discuterà la “Istanza naturali S. Giovanni per aggregazione a questo Comune”. Soni presenti il sindaco Iannotti Costanzo,Barone Carmine,Catalano Vittorio, Galasso Sebastiano,Iasiello Francesco, Izzillo Achille- Martino Emilio- Mele Andrea -Penna Fabio -Pepicelli ing. Carmine- Rosa Biagio- Rossi Giuseppe- Russo Tommaso –Scarano Alfonso- SellittiCa. Federico- Zerella Emilio. Il presidente, senza far pesare troppo il passato, ma ricordando per sommi capi la situazione verificatasi,  con voti unanimi delibera di accettare la richiesta di S. Giovanni di aggregarsi al Comune di Ceppaloni.(2).Il decreto legge n. 22 con il quale la frazione di   S. Giovanni  sarà distaccata formalmente dal Comune di Arpaise e aggregata al Comune di Ceppaloni porta la data del 3 Gennaio 1918. Appena 14 anni per rendersi conto dell’errore commesso e per ritornare come la pecorella smarrita accolta dal buon pastore come un  padre comprensivo e premuroso.  Finalmente i fratelli- coltelli sono nuovamente insieme…per ricominciare. Infatti, nel 1949 S. Giovanni, come già aveva fatto Beltiglio qualche anno prima, presenta istanza per costituirsi in comune autonomo. Nella seduta del 23 Marzo 1949, appena iniziata la discussione , si decise di rinviare tutto alla seduta seguente. Da allora mai più si discusse di distacchi e separazioni in maniera ufficiale. ritorna sulla istanza presentata da S. Giovanni che chiede il distacco da Ceppaloni e l’aggregazione ad Arpaise. Presiede il sindaco, dott. Costanzo Iannotti-  sono presenti i consiglieri: Geom. Carmine Pepicelli- Mele Andrea- Parenti Onofrio- Francioni Nicola- Caruso Pasquale- Galasso Sebastiano-  Testa Filidei-  Catalano Vittorio- Testa Clorindo- Parente Giovanni- Avv. Lamberto Capone-  Lonardo Paolo- Parente Vincenzo- Mernone Camillo- Penna Fabio- Lizza dott. Giuseppe- Interviene alla seduta il commissario prefettizio Avv. Nicola Giustini. Assiste il segretario comunale Elia Polcari. Il Presidente, letta la domanda dei naturali di S. Giovanni, dichiara aperta la seduta- intervengono subito i consiglieri Onofrio Parenti e Mele Andrea che affermano che il contenuto della istanza oltre

1) Regio decreto 1  Agosto 1904

Vittorio Emanuele III

Per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia

Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’ Interno

Presidente del Consiglio dei Ministri.

Vista la domanda presentata dalla maggioranza degli elettori della frazione di S. Giovanni per ottenere che detta frazione sia staccata dal Comune di Ceppaloni ed aggregata a quello d’Arpaise.

Visto la deliberazione   15 Maggio 1904 del Consiglio Comunale di Arpaise, il quale esprime parere favorevole per l’accoglimento della domanda suddetta.

Visti i ripetuti tentativi fatti dal Prefetto di Benevento al Consiglio Comunale di Ceppaloni, il quale si è sempre rifiutato di dare parere esplicito richiestogli in merito alla domanda dei frazionisti di S. Giovanni avevano presentato per o stesso oggetto, espresse parere favorevole per l’accoglimento della detta domanda.

Sentito il pare del Consiglio di Stato, le cui considerazioni si intendono riportate nel presente decreto,

Visto la legge comunale e provinciale.

Abbiamo decretato e decretiamo:

Art. 1) La frazione di S. Giovanni è distaccata dal Comune di Ceppaloni e aggregata a quella i Arpaise.

Art. 2)  I confini dei comuni di Ceppaloni e di Arpaise, per effetto del succitato distacco ed aggregazione della frazione di S. Giovanni vengono determinati e stabiliti in base alla pianta topografica in data 18 Aprile 1904, redatta dall’ufficio del Genio Civile Di Benevento.

Detta pianta topografica, che forma parte integrante del presente decreto, sarà d’ordini nostro, firmato firmata dal ministro proponente.

Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sia inserito nella raccolta ufficiale delle leggi e dei Decreti del Regno d’Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Racconigi, addì 1 Agosto 1904- firmato Vittorio Emanuele- controfirmato Giolitti. Per copia conforme per il Direttore Capo Divisione firmato Bellini- Per copia conforme  Il segretario firmato M. Cenicola. ( tratto da : Ceppaloni- Tra Cronaca e Storia di Carmine Porcaro)

Delibera del Consiglio Comunale di Ceppaloni del 9 Aprile 1915

2) Veduta l’istanza 14 Marzo c. a . prodotta dalla maggioranza degli elettori amministrativi della frazione S. Giovanni pel distacco di quella frazione dal Comune di Arpaise e conseguente aggregazione a questo Comune- Ritenuto che la frazione S. Giovanni già appartenente per secoli a questo comune, ne venne distaccata circa dieci anni or sono su dimanda d’una cinquantina  di elettori( che in quel tempo costituivano la maggioranza voluta),contrariamente al parere espresso dalla rappresentanza comunale del tempo e alla volontà stessa di quella popolazione la quale ora- dopo solo pochi anni- per le mutate condizioni di legge ha potuto manifestare con la istanza su citata , quali sempre sono state le sue aspirazioni in proposito;Ritenuto che con la proposta unione si soddisfanno  non soltanto gli interessi materiali di questo Comune il cui territorio è attualmente spezzato da quello della frazione S. Giovanni pel cui abitato devono obbligatoriamente debbono transitare i comunali di Ceppaloni per recarsi al capoluogo, ma ancora le aspirazioni e le tendenze morali della popolazione, la quale si sente così intimamente legata per abitudini, per costanti relazioni e rapporti di fratellanza con la popolazione della borgata di S. Giovanni,da confidarsi non avere essa mai cessato di appartenere a questo Comune, malgrado la divisione amministrativa;

Ritenuto che non è neppure il caso di procedere a nuove delimitazioni di territorio giacché la frazione S. Giovanni venne recentemente distaccata da questo Comune, aggregandosi ad Arpaise col territorio già amministrativamente attribuitole in confine con quel comune, e quindi nel caso presente, quel territorio stesso rimasto inalterato ritornerebbe a far parte della circoscrizione di questo comune, così come venne delimitato nel 1904 col progetto vidimato ed approvato ai sensi dell’art. 41 legge comunale. Pur riservandosi di rettificare a suo tempo- se del caso- la circoscrizione amministrativa della frazione di S. Giovanni nei rapporti della frazione capoluogo e dell’altra formanti questo Comune. Sopra analoga proposta del Presidente, visto l’art. 120 T.U. legge comunale 4 Febbraio 1915 n. 148, con voti unanimi esposti con le forme di legge, delibera: darsi voto favorevole alla aggregazione della frazione S. Giovanni a questo Comune, distaccandola da quella di Arpaise. Firmato: il Sindaco Iannotti Costanzo.  Che dire? E’ una storia sconclusionata- è una storia  sbagliata! come canta  Fabrizio De Andrè.

Nota: La quota messa  carico del Comune di Ceppaloni per il distacco di S. Giovanni fu di lire 450. Alla prefettura che sollecitava il pagamento della somma, il consiglio del 14 Ottobre 1906 risponde che: poiché il  bilancio del corrente esercizio è molto ristretto, né vi sono fondi che offrono la possibilità di stornarsi la suindicata somma, propone riconoscersi la spesa e piazzarla nel bilancio 1907… e fare voti perchè venga accordata la dilazione essendo le finanze di questo comune tuttt’altro che floride.

Beniamino Iasiello

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